il ritorno del ritorno della tuta da lavoro

Il guardaroba maschile è costruito su fondamenta di funzionalità e praticità, quindi perché uno dei capi più comodi in assoluto non è così ampiamente diffuso come ci si aspetterebbe? Se qualcuno può convincere gli uomini a indossare più tute da lavoro...

di Steve Salter
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26 giugno 2017, 2:30pm

Prada spring/summer 18

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.

"Sono la mia nuova ossessione. Probabilmente per la loro semplicità," riflette Miuccia Prada nel backstage della sua sfilata, quando le viene chiesto di commentare le tute da lavoro viste sulla sua passerella della collezione primavera/estate 18. Per la seconda volta, la stilista sceglie di proporre questo capo nella linea Uomo di Prada. "Sono davvero ossessionato dalle tute da lavoro. Ricordo con precisione l'ultima volta che Prada le ha presentate: primavera 2008," scrive Charlie Porter nella sua recensione della sfilata per il Financial Times. Sono abbastanza grande e abbastanza influenzato da Miuccia per ricordarle questo capo in tutta la sua geometrica eleganza, e il ritorno nell'ultima sfilata Uomo di Prada mi ha fatto pensare a un pezzo d'opinione di Charlie per il Guardian, scritto dopo il debutto della tuta da lavoro in passerella e intitolato Are you ready to jump?, in cui il giornalista di moda afferma che la tuta da lavoro sia un capo semplice e pratico, e per questo dovremmo tutti "indossare l'abbigliamento da lavoro che ci permette di vivere in tutta comodità." Tale argomentazione si mostrava immediatamente veritiera dieci anni fa, ma anche oggi è più attuale che mai.

Dai jeans alle tute, il guardaroba maschile è costruito su fondamenta di funzionalità, quindi ci si aspetterebbe che uno dei capi più comodi in assoluto fosse largamente diffuso tra chi fa della praticità uno stile di vita. Vederle la tuta da lavoro in passerella dieci anni fa non è bastato: la chiamata alle armi (o meglio, ai corpi) di Miuccia, inneggiante all'uso quotidiano del capo, è stata largamente ignorata. Per questo motivo, l'apparizione delle tute sulla passerella di quest'anno ha lanciato un messaggio forte e provocante, esattamente come accadde un decennio fa.

"Prada non le faceva da un bel po'," mi spiega Charlie durante una movimentata telefonata fatta a cavallo tra due sfilate. "Credo che l'obiettivo per cui siano state scelte sia la necessità dare una scossa al pubblico." E Miuccia non ha mai mancato di scuotere gli spettatori delle sue sfilate. In quanto fan, critici e consumatori, tutti aspettiamo impazienti i suoi colpi di scena, mentre il pubblico più ampio ha bisogno di una spintarella in più.

Prada spring/summer 18

Per essere un capo inventato nel 1919 da un fiorentino Futurista, il mondo ha scelto far entrare nel suo armadio la tuta da lavoro con una lentezza esasperante. Condividendo le sue opinioni a riguardo, lo stilista Ernesto Michahelles l'ha definita "il capo più innovativo e futuristico che sia mai stato prodotto nella storia della moda italiana." Cosciente del suo potenziale altamente democratico, Ernesto ne ha parlato anche sulle pagine del quotidiano La Nazione, rendendolo accessibile anche al pubblico più ampio. "Forse, uno dei motivi per cui sono considerate strane è il loro essere una sorta d'ideale utopico che non ha una vera equivalenza nel mondo reale," ragiona Charlie. Nonostante nella vita quotidiana sia stato indossato dai personaggi più diversi, dagli astronauti a Andre 3000, passando per la classe operaia, Busta Rhymes e i Bestie Boys, un uomo in tuta da lavoro fuori da un'officina meccanica o da una stazione spaziale continua ad attirare l'attenzione.

Le tute da lavoro sono ancora considerate capi eccentrici per un uomo. "Sono così abituati a usare capi separati," spiega Charlie. "Credo ci sia qualcosa di strano per un uomo nell'indossare qualcosa di così unito a livello di colore e tessuto, da testa a piedi."

Mesi prima che Miuccia desse uno scossone all'opinione pubblica, la campagna Kickstarter del brand RompHim aveva già attirato l'attenzione di leoni da tastiera, signorotti del lol, giornalisti a caccia di notizie eccentriche e masse di lettori sconcertati. I modelli pensati dall'ACED Design sono stati lanciati con l'obiettivo di dare il via a una "rivoluzione nella moda" scegliendo come capo da uomo d'eccellenza per la prossima estate proprio tute da lavoro a maniche corte. Oltre all'improvvisa popolarità del brand sui social media, che ha infiammato la generazione cresciuta a meme e tweet, la campagna Kickstarter ha di gran lunga superato l'obiettivo prefissato di 10.000 dollari—raggiungendo nel momento in cui scrivo i 353.000 dollari arrivati da oltre 3.000 donatori diversi; la prima collezione di tute dai colori pastello è andata sold out in meno di una settimana. E se la campagna non può che essere considerata un vero e proprio successo, le reazioni che l'hanno preceduta sono state ben diverse, tra dita puntate e risatine. "Questo sono io mentre indosso una tutina RompHim, gioco con un fidget spinner e sorseggio un milkshake di Starbuck's. Questo è ciò che voglio il mondo ricordi di me nel 2017," ha twittato @MikeWehner. Poi sono arrivati i meme, e noi ne abbiamo selezionati cinque, prima che Twitter ne fosse completamente invaso...

"C'è questo aspetto di vergogna nell'abbigliamento da uomo, perché gli uomini adorano umiliare gli amici e prenderli in giro per quello che indossano." Dopo il succedersi degli eventi, VICE ha chiesto a Devin Pacholik di indossare una tuta in denim di Zara in diversi momenti della vita quotidiana, chiedendo poi a chi lo incontrava cosa pensava del look." Ma, nonostante alcuni commenti negativi, il tasso d'approvazione è stato inaspettatamente alto. I commenti ricevuti sui social media, invece, si sono rivelati meno positivi. Ora, potremmo anche perdonarvi per aver riso dell'idea così americana di RompHim, perché le tute create dal brand sembrano pensate per neonati dalle dimensioni di una persona adulta, ma non si può sottovalutare né deridere la competenza di Miuccia quando si tratta di abbigliamento funzionale. È assolutamente impensabile prendere in giro i suoi sermoni sartoriali.

"La cosa migliore delle tute da lavoro di Prada è la loro spiccata mascolinità—esprimono l'idea di maschio nel taglio sartoriale," afferma Charlie. "Hanno piccole pinces nella parte inferiore della schiena, così da sottolineare l'ampiezza delle spalle. E la tasca per la pochette ne esagera le forme. A loro volta esagerate poi dallo styling, con maniche arrotolate sopra i gomiti. Se chi disegna questi abiti voleva creare una shilouette prettamente mascolina, ci è riuscito." Non c'è il rischio di sembrare un neonato troppo cresciuto o un meccanico in pausa pranzo indossando queste tute da lavoro. Per i più coraggiosi, Miuccia ha pensato una versione corredata da stampa a fumetti, mentre per i più intraprendenti ci sono le opzioni da esploratori in blu scuro e beige. Tutte da portare con maniche arrotolate sopra il gomito, perché è un abbigliamento riservato a chi si sente pronto a passare all'azione. Invece, per gli indecisi, la risposta di Miuccia è combinare pantaloncini corti-ma-molto-corti a capispalla che ricordano una tuta unica, ma rimangono sottilmente separati. E proprio i pantaloncini corti-ma-molto-corti sembrano essere stati prerogativa di quasi ogni sfilata: da Gosha Rubchinskiy e i suoi look da football inglese anni '90 a Rick Owens e i scultorei modelli, gli orli sono sempre più in alto, rendendo i pantaloncini corti-ma-molto-corti ancora più scioccanti e suggestivi per la stagione primavera/estate 18. E se le tute da lavoro non fossero il capo più provocante di questa stagione, siete pronti a infilarne una? Cedete anche voi alle lusinghe di casa Prada.

Prada spring/summer 18

Crediti


Testo Steve Salter