i tre giovani designer berlinesi da seguire questa stagione

La Settimana della Moda milanese ha ospitato con l'aiuto di Mercedes-Benz il 'German Fashion Design Talents', dove abbiamo avuto l'occasione di incontrare i nuovi talenti della moda tedesca.

di Francesca Lazzarin
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30 settembre 2016, 11:15am

Nobi Talai

Qual è l'ultimo avvenimento nel mondo della moda che ti ha davvero entusiasmata?
Il modello see-now-buy-now. Certo, per noi giovani brand è difficile riuscire a produrre in anticipo, ma credo che, in generale, si tratti di un'evoluzione positiva per il futuro del mondo della moda. Il cliente ha la possibilità di comprare subito ciò che vede e lo trovo un cambiamento molto interessante.

Come cambia il modo di concepire la moda a Berlino rispetto a Milano?
Milano è più internazionale. Io adoro vivere e lavorare a Berlino, lo trovo un ambiente molto stimolante, ma devo venire a Milano per avere la possibilità di fare conoscere il mio brand e incontrare i clienti. Poi i milanesi sono tutti molto eleganti, hanno uno stile ben definito e tanta classe. Berlino invece è più underground e il multiculturalismo che caratterizza la città trova espressione anche nei look delle persone che s'incontrano per strada.

Qual è la sfida maggiore che un giovane brand si vede costretto ad affrontare?
Credo che la sfida più difficile sia riuscire a trovare il giusto equilibrio tra la parte creativa e quella commerciale: non basta che tu sia abile nel creare vestiti, devi anche saperli vendere. Poi è fondamentale trovare le persone giuste con le quali lavorare, ma io in questo mi ritengo molto fortunata.

Sei nata a Teheran e le tue origini ricoprono un ruolo fondamentale nelle tue creazioni. Come riesci a prendere elementi dalla tradizione e incorporarli nella modernità senza che questa ne risulti limitata?
Discendo da una famiglia di nomadi iraniani che, come tutti i nomadi, ha sempre conservato uno stile di vita all'insegna dell'essenzialità. Ho scelto di non mantenere gli elementi folcloristici della mia cultura, quanto la bellezza che si cela dietro le cose semplici e funzionali. Credo che la mia filosofia si addica anche ai nomadi di oggi.

nobitalai.com

William Fan

Qual è l'ultimo avvenimento nel mondo della moda che ti ha davvero entusiasmato?
Beh, trovo bellissimo che i piccoli brand stiano finalmente iniziando a venir valorizzati e che i grandi brand non monopolizzano più il mercato come accadeva un tempo. Noi giovani stilisti veniamo finalmente presi sul serio, soprattutto a New York, Londra e Parigi.

Come cambia il modo di concepire la moda a Berlino rispetto a Milano?
Berlino è l'habitat ideale per i giovani designer, perché la scena della moda manca di una vera e propria tradizione. Qua a Milano, invece, i piccoli brand si ritrovano a concorrere con grandi case come Prada, Gucci, Versace. Berlino fa parte della mia identità di stilista e non vorrei mai vivere in nessun altro luogo, però sono costretto a spostarmi se voglio far conoscere il mio brand. Una città come Milano sicuramente offre più visibilità.

Qual è la sfida maggiore che un giovane brand si vede costretto ad affrontare?
Tutta la parte commerciale in generale, soprattutto iniziare a trovare acquirenti per i tuoi prodotti. La parte relativa alla stampa è semplice: se sei bravo in ciò che fai ti viene riconosciuto molto rapidamente, soprattutto se sei giovane ed innovativo. 

Il confine tra moda maschile e femminile è sempre più sottile. Secondo te perché ora si sta diffondendo la tendenza a fondere questi due mondi?
Beh, il mio brand è unisex e io mi sono sempre considerato una persona androgina fin da quando ho memoria. Ricordo che da piccolo andavo a fare shopping nei reparti femminili e maschili senza nessuna distinzione: lo trovavo così bello, stimolante e liberatorio. Ecco, questa sensazione di libertà è la stessa che voglio offrire ai miei clienti. Credo che questa tendenza sia stata generata dai cambiamenti nella società: negli ultimi anni abbiamo fatto grandi passi verso la parità, che si parli di sessi, di diritti, di opportunità. 

williamfan.com

Marina Hoermanseder

Qual è l'ultimo avvenimento nel mondo della moda che ti ha davvero entusiasmata?
Sicuramente l'ultima sfilata di Gucci. Ho trovato entusiasmante poter assistere ad una sfilata che è stata concepita come uno spettacolo. Mi sto stancando dei brand che cercano di omologarsi alla massa, proponendo sempre i soliti capi essenziali dai colori neutri per andare incontro ai gusti del pubblico. Da Gucci era evidente come la vera protagonista fosse la creatività. Certo, non tutti i capi che ho visto alla sfilata si prestano ad essere indossati ogni giorno, ma in fondo la moda è proprio questo: coraggio, creatività, spettacolo, divertimento.

Come cambia il modo di concepire la moda a Berlino rispetto a Milano?
Ieri sono stata alla fiera Lineapelle e non ho potuto fare a meno di notare quanto, anche in quella occasione, tutti fossero ben vestiti! Gli italiani sono così eleganti, investono molto più tempo ed energie nel modo in cui si presentano, nell'eleganza. Lo trovo bellissimo. Mi immagino che qui a Milano una donna potrebbe andare al supermercato in tacchi e nessuno lo troverebbe strano.

Qual è la sfida maggiore che un giovane brand si vede costretto ad affrontare?
Trovare il giusto equilibrio tra creatività e vestibilità. Quando hai un brand giovane è essenziale farsi notare, quindi realizzare capi che si distinguano dalla massa. Allo stesso tempo, però, devi fare attenzione che le tue creazioni non siano troppo particolari, impossibili da indossare. Un'altra grande sfida è riuscire a trovare il proprio posto nel mercato, circondarsi di una rete di contatti e di persone valevoli con le quali collaborare. 

Sei una persona molto versatile: hai collaborato con Austrian Airlines, Nike ed Hello Kitty. Come riesci a mantenere una tua identità pur lavorando con brand tanto diversi?
Inserisco le mie caratteristiche fibbie in pelle ovunque in modo da essere immediatamente riconoscibile. Sono sempre riuscita a mantenere la mia individualità pur collaborando con diversi brand. Sono versatile, è vero, ma rimango sempre fedele a me stessa. Non farei mai nulla che non mi rispecchi al 100%.

marinahoermanseder.com

Crediti


Testo Francesca Lazzarin
Immagini via Instagram

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