come nasce la soundtrack di una sfilata? ce lo racconta sebastien perrin

Il sound designer francese che sta dietro alle soundrack di Costume National e Hugo Boss ci parla del suo processo creativo e dell'ispirazione che trae dai viaggi e dalle persone che lo circondano.

di Giorgia Baschirotto
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27 gennaio 2016, 10:05am

Incontro Sebastien Perrin al Park Hyatt nel bel mezzo della Settimana Moda Uomo di Milano. All'entrata un gruppo di ragazze attendono intrepide l'uscita dall'hotel di Cameron Dallas, il modello californiano da 9,7 milioni di follower di cui apprendo l'esistenza solo al mio arrivo all'entrata dell'albergo di lusso. Al contrario di chi raggiunge la fama scalando l'olimpo dei social media, c'è chi costruisce il proprio successo lavorando dietro le quinte, tra una collezione in uscita e un numero indefinito di tracce da selezionare per poter dare vita alla soundtrack perfetta per la prossima sfilata. Quel qualcuno è Perrin, il quale rappresenta una nuova ondata di sound designer nel mondo della moda. Il producer e DJ francese ha lavorato con brand del calibro di Helmut Lang, Altuzarra, Zac Prosen, Bottega Veneta e Costume National, con il quale sta creando "una sorta di marchio di fabbrica musicale che identifichi il brand" mi racconta facendo riferimento al marchio italiano. È il mattino che segue il glorioso party di Philipp Plein, a cui Perrin ha partecipato da dietro la console facendo ballare tutta la Milano dell'industria della moda. "Questa fashion week è stata fantastica" dice, seduto ad un tavolo nella maestosa hall dell'hotel nel suo outfit total back, sfilando gli occhiali da sole. "Ma ora che è finita sono felice di dedicarmi ai miei progetti personali e di poter incontrare amici e collaboratori. Dopotutto il mio obiettivo principale è sempre lavorare a stretto contatto con la gente."
Dare vita alla soundtrack di una sfilata presuppone una ricerca individuale, una buona dose di estro creativo ma soprattutto la capacità di lavorare in team. "Ho instaurato un dialogo con i designer e anche con gli stylist con cui collaboro. Ogni volta che ci incontriamo per lavorare a una soundtrack discutiamo assieme dell'ispirazione che sta dietro alla collezione; il mio punto di partenza è la moodboard della sfilata o l'imput che mi stato dato, da lì cerco di mettere l'idea della collezione in musica." Ma come trasporre il mood di una collezione in suono? Perrin racconta, "È difficile spiegare come si traduce questo processo, accade spontaneamente nella mia testa," e aggiunge, "Diciamo che è la mia interpretazione della collezione, ha certamente un lato soggettivo. Dopotutto interpretare è scegliere, e scegliere porterà a creare un certo statement e a prendere una direzione musicale. Quando ci riesci stai già dicendo qualcosa sulla collezione."
Il panorama musicale da cui il sound designer francese attinge è vastissimo: dall'elettronica sperimentale della sfilata primavera/estate 13 di Boris Bidjan Saberi all'atmosfera rock di Costume National nella cornice di Palazzo Reale, le colonne sonore che accompagnano l'uscita dei modelli e delle modelle sulla passerella attraversano tutti i generi. "Ascolto moltissima musica ogni giorno, musica nuova ma anche grandi classici," racconta quando gli chiedo quali siano i suoi artisti preferiti al momento, "Mi piace roba molto pop e molto oscura allo stesso tempo. Sono un grande fan di Lee Harvey Osmond, musica estremamente pop come Hotline Bling rifatta da Disclosure assieme a Sam Smith, e allo stesso tempo techno molto essenziale costituita prevalentemente da bassi, come quella che ho messo per il party di Philipp Plein ad esempio."
In un'epoca in cui la moda sta mostrando il suo lato più democratico e in cui le soundtrack delle sfilate stanno ricevendo una maggior attenzione da parte del pubblico e dei media - basti pensare al successo dei set di Clara 3000 per Vetements e del mix della band surf rock Swimmers per la primavera/estate 16 di Saint Laurent - è curioso scoprire come vengono percepite da chi sta dietro le quinte. "Ogni volta che lavoro alla collezione per me è un piccolo viaggio, e quando la sfilata è finita non ascolto mai più la soundtrack che ho creato," spiega Sebastien. "La sfilata è un momento fugace, fai del tuo meglio fino al momento in cui la collezione sfila sulla passerella, dopodiché ha vita propria e arriva il momento di dedicarsi ad altro."
Parlando di viaggi, mi racconta che il suo lavoro lo costringe a muoversi costantemente, ma questa per lui è la parte più stimolante. "A volte non so più dove vivo esattamente, ho base a New York e Parigi ma una settimana sono qui a Milano e quella dopo dall'altra parte del mondo," racconta, parlandomi della sua esperienza in Cina in occasione del decimo anniversario di Vogue China. "La cosa che mi ispira di più quando viaggio sono soprattutto le persone. Quando le vedo nelle città in cui vivono, nel loro ambiente naturale mentre si occupano delle loro faccende, mi danno molta ispirazione."
Perrin lavora nella moda ormai da anni, ma la musica è sempre stata una costante nella sua vita. Diplomatosi alla PARIS Sound-Design & Engineering School, negli anni '90 ha suonato in club parigini iconici come il Rex e Le Queen, facendo poi incidere alcuni suoi lavori. "Tempo fa ho rilasciato qualche traccia per la label francese Fiat Lux, era ancora il tempo dei vinili," racconta, quasi nostalgico. "Il fatto che prima di occuparmi delle soundtrack delle sfilate facessi musica mia influenza tuttora il mio lavoro, ho un approccio diverso rispetto ad altri sound designer del settore," spiega parlando del suo processo creativo. "Edito le tracce delle soundtrack come se si trattasse di una traccia unica, come se stessi componendo una traccia nuova con i beat di molti brani diversi.In attesa di scoprire quali note accompagneranno le sfilate donna a cui sta lavorando in vista della Settimana della Moda Donna di febbraio, Sebastien riflette sulla possibilità di continuare a fare scatenare il suo pubblico non sono in passerella ma anche nei club in futuro. "Vorrei avere più tempo per ritornare a fare musica mia," conclude, "E lo troverò ne sono sicuro. Mi evolvo di continuo, o almeno ci provo."

managementartists.com/sebastien-perrin

Crediti


Testo Giorgia Baschirotto
Foto Dave Masotti

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