se compriamo fast fashion, è solo perché non sappiamo quanto è cool riciclare

Riutilizzo dei materiali, riciclo, impatto ambientale e sostenibilità: ne parliamo insieme a IED Milano dal 18 al 20 settembre.

di Benedetta Pini
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04 settembre 2019, 1:41pm

Immagini su gentile concessione di IED

Siamo arrivati a un punto di non ritorno e qualsiasi scusa non regge più. La produzione o è sostenibile o non ha senso di essere avviata. Nel corso degli ultimi anni la quantità di informazioni sulla situazione ambientale e sui danni provocati dalle attività industriali che non ne tengono conto è aumentata esponenzialmente, diventando man mano sempre più accurata, chiara e approfondita. Per questo stiamo assistendo alla nascita di tantissimi progetti che fanno della sostenibilità la loro filosofia, dal recupero del materiale alle modalità produttive. E sono tutti - o quasi - incredibilmente curati, dimostrando che "riciclato" e "cool" possono stare nella stessa frase. Il mondo della moda non è restato a guardare, anzi, si è rimboccato le maniche, impegnandosi in vari modi - tra progetti, brand, incontri, conferenze, workshop, informazione, ricerca, film, libri, manifestazioni - per rendere ognuno di noi sempre più consapevole del proprio impatto ambientale e fornire alternative al fast fashion.

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Da sempre attento ai trend del momento e a scendere in campo per le giuste cause, IED ha deciso di dare il proprio contributo con un progetto davvero speciale: Fa/Re - Being Cool is Nothing New, in collaborazione con Orsola de Castro, fondatrice con Carry Somers della campagna globale di comunicazione Fashion Revolution. Si tratta di un evento aperto al pubblico presso lo Spazio Teatro della sede di IED Moda Milano (via Pompeo Leoni 3), dal 18 al 20 settembre.

Tre giorni di esperienza immersiva all'insegna del riuso: scarti di provini fotografici diventano fanzine, nastri di audiocassette trasformati in strumenti musicali, vecchi capi d'abbigliamento a cui viene data una vita nuova e imprevista, come un tessuto che diventa suono. Se i giovani prediligono il fast fashion, è solo perché non hanno ancora capito quanto sia stimolante riutilizzare, reinventare, ricreare: è sostenibile ed è pure cool. I progetti di una scuola come IED producono inevitabilmente una grande quantità di scarti, che possono essere integrati, trasformati, rigenerati per creare progetti nuovi e originali con un'anima antica, custodi di una storia passata che, come in un processo di reincarnazione, si integra a questa seconda vita. Per questo siete tutti invitati a portare con voi un capo di abbigliamento che non usate più, così da prendere parte attiva all'happening sperimentale.

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Nel concreto, si tratterà di laboratori sperimentali incentrati sul riuso, interamente ideati dagli studenti IED insieme a docenti e tutor: ci saranno installazioni multimediali, materiali visivi, fanzine, esposizioni e workshop pratici. Un programma ricco ed efficace, così da capire in prima persona quali possono essere le tecniche e le modalità per realizzare progetti sostenibili, partendo da due parole chiave fondamentali: commistione e multidisciplinarietà. Levi's fornirà alcune delle materie prime da utilizzare durante i workshop dedicati all'upcycling, ovvero fondi di magazzino di capi in denim, e illustrerà una tecnica di produzione davvero innovativa: la Water

Non vi resta che aprire i vostri armadi, liberarvi di quei capi che vi ostinate a tenere in fondo ai cassetti ma che non indossate da anni e sapete benissimo che l'occasione giusta per metterli non arriverà mai, segnarvi la data in calendario e venire a scoprire insieme a noi quanto la moda sostenibile sia cool.

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Crediti


Testo di Benedetta Pini
Immagini su gentile concessione di IED

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