Fotografia Amy Troost 

noah carlos, modell* non-binary che guidano una nuova generazione

“Sai una cosa? Chissenefrega del sistema. Indosseremo quello che vogliamo, quando vogliamo, e faremo quello che vogliamo.”

di Tom Rasmussen
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20 novembre 2019, 2:59pm

Fotografia Amy Troost 

Questo articolo è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D The Get Up Stand Up Issue 358, inverno 2019

Siamo a Londra, e Noah Carlos si reclinano su uno sfarzoso divano in velluto come se avessero appena fatto centinaia di interviste. Ogni volta che raccontano una storia, si sistemano i capelli e fanno gli occhioni come se la loro vita fosse una scena di Gossip Girl (anche se sono meno snob, fortunatamente).

Noah, o @loserthrift come sono conosciuti online, sono parte di una nuova corrente di modell* dell’industria della moda. Sì, sono non-binari, ma anche simpaticissim*, dirett*, e con un punto di vista riguardo l’identità di genere che li rende sia assolutamente attraent*, sia li porta ad essere importantissim* portavoce di come mai i giovani nel 2019 giochino così liberamente con il concetto d'identità.

Secondo la mentalità millennial, i social media danneggiano la nostra salute mentale e distorcono la nostra percezione della realtà. Ma è stato proprio Instagram ad aver aiutato Noah a superare il liceo. Perché qui, online, con i loro look pazzi e le brusche caption, il loro potere queer riflette al meglio quello di tante persone gender fluid da tutto il mondo. “La seconda volta che abbiamo indossato un vestito è stato al ballo scolastico,” ricordano. “Era un vestito di maglia metallica con un collo di strass. Stavamo ballando, divertendoci. Ma il tessuto era veramente fragile, e quando alcuni ragazzi per prenderci in giro hanno iniziato a tirare il vestito, quello si è subito rotto ed è caduto a terra.” Ma Noah hanno continuato a ballare ugualmente.

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Costume Norma Kamali. Abito Bottega Veneta. Calze Wolford.

Questo è il tipo di situazione che al liceo può inghiottirti. Il tipo di esperienza che potresti pensare che accada solo nei corridoi di Mean Girls oppure alle feste di Euphoria, la serie TV preferita di Noah. Ma per un ragazzo con un genere non convenzionale, immerso in un liceo conservatore della Orange County, Noah venivano pres* in giro per essere divers*. Specialmente dopo che loro hanno iniziato a sperimentare ed esprimersi attraverso la moda.

“Lo compriamo, tanto costa solo cinque dollari, e se non ci piace come ci sta, lo doneremo a qualcuno.” Questa è la filosofia di Noah, che così hanno iniziato a indossare capi che i loro coetanei non avrebbero mai osato mettere. Quando erano 14enni, la loro famiglia non navigava nell'oro, ma Noah, come qualsiasi teenager, volevano essere cool, e volevano vestiti nuovi. È stato allora che hanno iniziato a esprimersi al di là della binarietà di genere, sbirciando nei negozi di seconda mano in cerca di un rifugio dalla noia del vestiario maschile.

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Costume Norma Kamali. Camicia e pantaloni Balenciaga. Calze Wolford

"Era l’inizio degli anni ‘00, e le norme di genere nella società erano più stringenti. Non potevi fare quello che volevi, come invece accade oggi,” ricordano Noah. “Ma una volta arrivat* al liceo, eravamo tipo, sai una cosa? Fan**lo il sistema. Indosseremo quello che vogliamo e faremo quello che vogliamo.” Una stella stava nascendo.

Questa non-conformità è stata raggiunta con non poche difficoltà sia in mezzo ai corridoi di una scuola tipica americana, sia tra le preoccupazioni della loro mamma (che ora è fuori di sé dalla gioia per il successo di Noah). Invece, nello stesso momento ma online, Noah hanno iniziato a fiorire. Il loro attitude da "fan**lo il sistema" li hanno proiettati nell'etere virtuale e i loro follower su Depop e Instagram sono cresciuti in maniera folle. “Ci scrivevano giovani modelli filippini dicendo 'Amo fare il modello, ma è così bello vedere finalmente dei modelli queer'."

La vita online di Noah diventò lo spazio attraverso cui erano celebrati proprio per le cose che al liceo erano fonte di scherno. Sicuro, le loro storie su Instagram che mettevano in cattiva luce le persone che li bullizzavano li hanno fatti espellere da scuola — mentre lo racconta Noah fanno un sorrisetto — ma, come molte esperienze del liceo, le hanno prese con filosofia, perché hanno sempre saputo che aspettavano loro grandi cose.

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Noah indossa un costume Norma Kamali. Abito Paco Rabanne. Gioielli (indossati per tutto l’editoriale) dall’archivio dello stylist.

Dopo aver guadagnato un seguito online, l’industria della moda si è resa conto della presenza di Noah, che infatti sono stat* subito pres* sotto contratto da IMG lo scorso dicembre. Questa stagione hanno sfilato per Marc Jacobs, Maison Margiela, Lanvin e Alexander Wang. Hanno appena scattato il lookbook Prada per Barneys. “Essere non-binary e essere allo stesso tempo capaci di fare qualcosa del genere è incredibile. Potete vestirci con collezioni donna e uomo, e si vede che possiamo fare parte di entrambe le visioni.” E alla velocità della luce, i bulletti di scuola hanno iniziato a mettere like ai loro post.

“Le difficoltà sono ciò che ti rendono ciò che sei,” dice Noah. “Se non avessimo fatto questo tipo di esperienze, non credo che saremmo così sicuri di noi come lo siamo ora. Siamo qui per venderti un capo, e possiamo farlo esattamente come lo fa una ragazza bianca cisgender, ma se non ci prendete nel vostro cast, non lo saprete mai,” aggiungono. Come ogni modell* che si rispetti, il focus di Noah è quello di fare un buon lavoro, entrare nell’immaginario della collezione. Ma sono anche coscient* della rappresentazione di genere che potrebbero offrire nel sistema della moda, che sta diventando meno ossessionata ad attenersi a una catalogazione binaria, e alla rappresentazione che potrebbero offrire al mondo in generale. Noah sono comunque coscient* della sottile linea tra l’essere un simbolo e essere una rappresentazione di genere.

“Per molte delle sfilate che facciamo non mi vengono chieste informazioni riguardo la nostra sessualità o di condividere in che cosa ci identifichiamo. Certe volte lo fanno, come quando sono stat* da Kenzo,” ci raccontano. “Era l’ultima sfilata di Humberto e Carol e non volevano usare nessun modello bianco. Volevano solo persone di colore, perché non sfilano così spesso — poi hanno specificamente cercato un* modell* non-binariy per chiudere la sfilata. È stato bellissimo, davvero un'esperienza positiva.”

Ma la passerella può essere un luogo ancora molto binario, e Noah non fanno sfilate di menswear così spesso. “È lo stesso per tutti i modelli non-binari che incontro, in realtà noi potremmo fare anche uomo — anzi in particolare per quelle sfilate vorrebbe dire esprimere qualcosa di davvero potente, il fatto che uno vende anche a quel settore. Amiamo mischiare elementi maschili con quelli femminili. Oggi il nostro outfit è Nonno-chic." (Stanno indossando un maglione beige e short cortissimi.)

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Costume Norma Kamali. Camicia e pantaloni Acne Studios.

Avranno anche 18 anni, ma la percezione della fluidità di genere di Noah è molto più avanti rispetto a quella di molte persone che ricoprono ruoli decisionali all’interno dei maggiori brand di moda. Così, mentre le passerelle continuano a essere quasi sempre divise secondo confini di genere, Noah sono felicissim* di scavalcarli, passando da una parte all’altra, nel tentativo di educare le persone a seguire questo loro approccio fluido. “Il fatto è che tutto è lento, ma la moda è velocissima," affermano. "Finché le persone non conformi a certi standard rimangono escluse da certe esperienze nei diversi ambiti di questa industria, la situazione non cambierà mai. Per cambiare le cose abbiamo bisogno di lanciarci in questo mondo e parlare di quello che sta succedendo.”

Con il 56 percento della Generazione Z che si identifica come non-binariy o che comunque conosce qualcuno che si identifica così e con la più alta concentrazione di modell* non-binary nelle sfilate A/W 19, il mondo sta iniziando a seguire il percorso guidato dalla fashion industry. Se si può ignorare l’esperienza di Noah e il loro attitude, non si può di certo fare a meno di notare questo cambiamento che è solo agli inizi, rendersi conto di come questa generazione si impegni a immergersi in determinate situazioni e a mettere in discussione le percezioni della loro presenza. Perché tutto questo è ciò che un giorno guiderà il mondo.

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Costume Norma Kamali. Abito Prada.
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Costume Norma Kamali. Camicia e pantaloni Loewe.
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Costume Norma Kamali. Camicia e pantaloni Fendi. Scarpe (indossate in tutto l'editoriale) Sies Marjan.
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Costume Norma Kamali. Abito Michael Kors.
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Costume Norma Kamali. Tuta Emporio Armani.
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A proposito di dicotomie di genere:

Crediti


Fotografia Amy Troost
Styling Marie Chaix

Capelli Tina Outen per Streeters con prodotti Bumble and bumble.
Trucco Kanako Takase per Streeters con prodotti Addiction.
Unghie Tracylee per Bri Winters.
Styling dei props Kadu Lennox per Frank Reps.
Assistenti alla fotografia Karen Goss e Katie Tucker.
Operatore Digital Alonzo Maciel.
Assistente Styling Victor Cordero.
Assistente Capelli Nevada Raffaele.
Assistente Trucco Michaela Bosch.
Assistenti allo styling dei prop Jade Sorensen e Matt Anderson.
Produzione di MAP Ltd. Assistente alla produzione Cat Lewis.
Direttore casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.

Modelli Noah Carlos di IMG.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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