i-d exclusive: giuliano calza ci svela gcds beauty, il suo nuovo e coloratissimo progetto

"Oggi, se un uomo vuole un correttore si vergogna come un ragazzino di 14 anni che compra i preservativi in farmacia." Il fondatore e Direttore Creativo di GCDS ci spiega come la sua nuova linea di make-up vuole ribaltare gli stereotipi di genere.

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02 novembre 2018, 12:47pm

Poco più di un mese fa GCDS ha messo in subbuglio il mondo della moda facendo sfilare Pokèmon e modelle con tre seni sulla sua passerella primavera/estate 19. Oggi il brand più pop e scanzonato del fashion system milanese—la cui irriverenza ha attratto anche Kim Kardashian—torna a far parlare di sé grazie al lancio di GCDS Beauty, linea di make-up al 100 percento cruelty-free, prodotta in Italia e autoironica, com'è nello stile di questo marchio.

In occasione del lancio ufficiale che si terrà il 3 ottobre a Los Angeles, abbiamo incontrato Giuliano Calza, fondatore e Direttore Creativo di GCDS, per farci raccontare direttamente dal suo creatore la nuova linea beauty. A intervistare Giuliano è SAGG Napoli, artista e performer parte della nostra i-D Family di cui vi abbiamo parlato qualche tempo fa.

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GCDS Beauty: per chi è?
Nello sviluppo di questa linea beauty ho voluto conservare lo stesso approccio che abbiamo scelto per l'abbigliamento: funzionale, divertente e inaspettato. Il risultato sono rossetti che diventano prodotti unisex, una sorta di "mai più senza" da avere sempre in borsa o nello zaino.

Il beauty, oggi più che mai, é un mezzo per sollevare questioni di genere, cultura ed etnia. Cosa significa per un marchio di streetwear lanciare una linea di rossetti?
L'obiettivo è quello di trasmettere un messaggio inclusivo attraverso il beauty, e Derek, il ragazzo protagonista della campagna, esprime al massimo questa idea. Ha interagito con tutti i rossetti in maniera divertente, fluida e spensierata; esattamente come dovrebbe essere l’approccio alla sessualità e ai temi legati all'etnia.

Blinghoe è un nome complicato per un rossetto: "hoe" è un termine dispregiativo usato sopratutto dagli uomini nei confronti della donne, le quali in seguito se ne sono riappropriate con un senso di rivendicazione. Ci parli dell’origine di questa idea?
Io lo trovo un nome molto femminista; sono le donne per me a fare i giochi, non lo vedo in modo dispregiativo, ma piuttosto come un espediente per attirare l' attenzione... E prendere quello che si vuole, rigettando non solo l’idea della casalinga anni '50 che deve farsi bella per il suo uomo che torna da lavoro, ma anche quella per cui il make-up sia qualcosa che si fa per gli altri e non per star bene con noi stessi.

Altro nome forte è Marijuana 4:20 (il 20 Aprile è divenuto un giorno internazionale legato alla celebrazione, ma anche alle proteste di legati al consumo di cannabis, NdA), un rossetto all’apparenza verde che quando applicato sulle labbra diventa un blush naturale. La descrizione di questo prodotto dice: "Try to see the reaction. They said 'Get me high', I show them how." Ci parli anche dell’origine di questa idea?
Il rossetto per me è simbolo di sessualità, come d’ altronde le labbra. Il nome sembra un tabù, ma per me era più l’aspetto magico di un rossetto che applicato da verde diventa rosa. Un po’ come la marijuana: ognuno ne fa l’uso che vuole e ottiene la reazione che il proprio corpo offre. Se fumarla rilassa e ha proprietà curative.. perché non può valere lo stesso anche per i baci?

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Oggi su YouTube e su Instagram sono moltissimi gli uomini queer che si occupano di make-up, e nella tua campagna uno dei modelli è un ragazzo – cosa ancora non del tutto comune da vedere. Quanto secondo te bisogna aspettare prima di vedere in Italia un queer billboard di beauty?
Direi che l'attesta finirà la settimana prossima: quella con Derek per noi è l’immagine più bella, e sarà su tutti i magazine. Io rifiuto l’ idea di un ragazzo gay che non può essere maschile indossando uno smalto, una borsa o un rossetto. Harry Styles e Frank Ocean per me sono l’esempio di come avere un approccio normale a tabù vecchi di dieci anni. È quella che ci mostrano loro la strada giusta da percorrere.

L’anno scorso Rihanna ha lanciato un lipgloss adatto a qualunque tonalità di pelle; e anche i vostri rossetti sembrano voler abbracciare più sfumature possibili. In che modo, in fase di sviluppo del prodotto, siete riusciti a rendere il risultato inclusivo?
Rihanna ha prodotto una delle collezioni di make-up più complete e ampie di sempre, ma nel farlo è stata aiutata da un colosso della cosmesi. Un centinaio di colori sono difficili da gestire per noi, ma in futuro vogliamo davvero continuare sulla linea dell'inclusività. Oggi, se un uomo vuole un correttore si vergogna come un ragazzo di 14 anni a comprare i preservativi in farmacia...

Una volta applicati, quanto durano i rossetti? Sono a prova di bacio!?
Sono a lunga tenuta, ma personalmente ancora non ho fatto una prova. L’unico che non sparisce mai è proprio Marijuana, perché è un PH reagente, e quindi non c'è un'applicazione di pigmenti colorati, ma solo una reazione chimica.

Al momento, sembra che nel beauty si stia diffondendo il trend di usare packaging che si rifanno a quelli di cibo, quasi fossero un bene di necessità piuttosto che un bene di lusso. Quanto e come pensi si stia evolvendo l’idea del lusso nel campo della moda e bellezza?
Sono rimasto positivamente impressionato dalla Korea, dove il beauty è più popolare del pane. Per me si tratta di un campo da esplorare per divertimento, ma credo possa essere una fetta enorme de business del lusso. Basti pensare ai profumi.

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Gli ingredienti della formula sono anche parte del packaging, a indicare completa chiarezza. Puoi dirci un po' di più sul percorso di produzione? Com’è produrre una linea beauty in Italia?
Ho fortemente voluto che i prodotti fossero cruelty free e lavorati in Italia. Il nostro produttore è un leader mondiale di questo settore, ma per un parvenu come me era necessario affidarsi a dei veri professionisti. L’iter produttivo è molto lungo rispetto all'industria della moda. Di solito preparo una collezione in due mesi, a cui si aggiungono i tempi di produzione del campionario. Per il beauty non funziona così: nel momento in cui hai un'idea precisa ci vogliono comunque altri sei mesi tra test e confezionamento. Noi volevamo creare quei "mai più senza" di cui accennavo, prodotti che ogni ragazzo tenesse sempre con sé, e così è stato.

Il lancio ufficiale di GCDS Beauty sarà il 3 novembre a Los Angeles durante il Comoplexcon, evento di riferimento per gli amanti dello streetwear di tutto il mondo. Avete in mente anche un lancio in Europa?
Vorremmo che questo business rimanga online based, perché questo ci permetterebbe di gestire in modo immediato, snello e veloce consegne e comunicazione. Vorrei lanciare un beauty bar, ma solo quando la collezione di make-up lo permetterà. Comunque, dal 1 novembre i prodotti sono già disponibili!

State già lavorando a nuovi prodotti?
Sì, lo sviluppo di altri prodotti è qualcosa a cui lavoriamo da un po' di tempo. Ci sarà un Art Director speciale per il progetto, che spero di svelare presto. Pigmenti del rossetto e qualità delle fibre del mascara sono argomenti davvero complessi!

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La linea di rossetti GCDS Beauty è disponibile online qui, e in tutti i negozi monomarca del brand.

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Non c'è MFW senza party di GCDS. Qui quello che è successo a settembre, durante la Settimana della Moda primavera/estate 19: