La Moda è davvero passata di Moda?

Una possibile risposta a questa domanda la offre Stefano Pilati con le sue Random Identities.

di Alessio de Navasques
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14 gennaio 2020, 2:45pm

Che la Moda sia passata di moda lo affermava già nel 2015 la guru del fashion system Li Edelkoort nel suo Antifashion Manifesto, sostenendo che il mondo della moda sarebbe stato destinato a morire, salvo tornare a confrontarsi con il contemporaneo, occupandosi della situazione politica internazionale e riavvicinandosi in qualche modo al consumatore finale.

La previsione provocatoria della trend forecaster olandese sembra oggi essere diventata realtà, e così novità e nuove tendenze si allontanano oggi dal concetto di street (-style e -wear in egual misura) non solo per raccontare mondi nuovi, ma anche per comunicare messaggi di integrazione e inclusività.

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In questo senso, Pitti Uomo è un osservatorio importante, un faro italiano su ricerca e innovazione che grazie a una selezione di ospiti internazionali e proposte mai scontate offre visioni vibranti sul futuro della moda maschile. Telfar, una delle guest internazionali dell'ultimo Pitti Uomo 97, ha portato nei saloni rinascimentali di Palazzo Corsini la poesia black di una performance di musica e danza durata due giorni e culminata con una sfilata a metà tra il baccanale rinascimentale e show multidisciplinare.

Il messaggio è arrivato - ancora più forte - dalle identità randomiche di Stefano Pilati. Superato il clichè del dandy milanese con lo spirito punk, che dopo essere stato direttore creativo di Yves Saint Laurent dal 2004 al 2012 (oltre alle sue esperienze da Prada, Miu Miu ed Ermenegildo Zegna) si rifugia a Berlino, con il suo nuovo progetto Random Indentities Pilati esprime infatti la profondità di un creativo ormai libero e fuori dalle convenzioni, che rimette al centro della ricerca di moda l'umanità dei rapporti autentici, esprimendo un'identità nuova, altra, che non conosce confini.

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Per lo show fiorentino delle identità randomiche pensate da Pilati, la Stazione Leopolda è sospesa al di fuori di tempo, spazio e coordinate di concretezza grazie al violino di Patrick Belaga, mentre il designer mette in scena la sua vita. Il suo percorso. A solcare la passerella sono infatti gli amici di una vita, caratteri e personaggi che parlano un linguaggio di moda ibrido, autentico. Non servono le spettacolarizzazioni, Random Identities è un progetto che ci aiuta a capire chi siamo, o cosa vorremmo essere.

MJ Harper, Lyra, Lux Gillespie, James Jeanette, Andreas Grill, Karl Kolbitz, Fatfemme; personaggi legati all'industria creativa, artisti, muse o anche semplici amici portano con fierezza capispalla, giacche, veri e propri “pezzi”, strutturati, desiderabili, impeccabili grazie ad una sapienza sartoriale che combina stili e mondi diversi, propria di chi come lui sa dominare ogni tipo situazione, reinventandosi sempre.

Stefano Pilati Random Identities Pitti Uomo 97

Un nuovo stile formale che mette insieme capi fluidi con una tale naturalezza da farci dimenticare ogni possibile differenza tra guardaroba maschile e femminile. Si intravedono camicie e magliette che riportano tracce, stampe rarefatte, ombre di reggiseni, ricordandoci che siamo tutti una stratificazioni di identità diverse.

Catene e piercing, dettagli metallici, orecchini pendenti e tacchi, tacchi ovunque e su chiunque, raccontano il feticismo di un progetto complesso e sono un raffinato rimando alla cultura clubbing berlinese. Collane di cristalli spuntano tra tessuti maschili: un lusso nuovo e disinvolto nei dettagli, quello di Pilati che riesce ad indossare una collana di diamanti su una maglietta rosa, come è successo all'afterparty che ha seguito lo show, rimanendo chic e contemporaneo sempre.

Stefano Pilati Random Identities Pitti Uomo 97

E se come diceva Walter Benjamin “La moda non è altro che l'eterno ritorno del nuovo,” ci sono storie che ci raccontano come rimanga sempre un radar vibrante sul nostro futuro, ma anche un mezzo per lanciare messaggi e battaglie importanti.

Stefano Pilati Random Identities Pitti Uomo 97

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Dopo la sfilata ci siamo fiondati al party di Stefano Pilati, che ha chiuso Pitti Uomo 97 ed è stata l'occasione per rivedere vecchi amici, ma anche conoscere un sacco di nuove persone. Per vedere chi c'era, vai qui:

Crediti

Testo di Alessio de Navasques
Fotografia di Gloria Maria Cappelletti

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