Fotografia di Chris Scheurich

"Tagliarmi i capelli è stata la cosa più rivoluzionaria che io abbia mai fatto"

9 ragazzi ci dicono cosa significa per loro portare i capelli al naturale (e quali pregiudizi incontrano ogni giorno per questo).

di Amanda Margiaria
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06 febbraio 2020, 6:00am

Fotografia di Chris Scheurich

Chris Scheurich è un fotografo americano che vive tra New Orleans e New York. Si occupa di reportage e moda, unendo i due mondi e lasciando che si influenzino a vicenda. Noi di i-D Italy lo avevamo intervistato qualche tempo fa per parlare di KIDS—la sua serie sullo street-style newyorkese completamente realizzata selezionando i modelli attraverso uno street casting.

Ora torniamo a parlare di lui grazie al progetto HAIR: una serie di scatti che indagano il rapporto tra persona e capelli, il modo in cui influiscono sulla loro vita, accompagnandoli dall'adolescenza all'età adulta, entrando nelle loro relazioni sociali e nei momenti d'intimità.

Partendo dall'esperienza personale della persona ritratta, gli scatti di questo progetto suscitano riflessioni più ampie sul concetto di appropriazione culturale e sui tanti bias e pregiudizi che ancora gravano attorno all'aspetto fisico. Ma lasciamo che siano direttamente loro a parlarvene.

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Nome: G (@gshared)

Età: 24

Città: New York City

Occupazione: Stylist e modello

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Non ho mai avuto un vero e proprio taglio di capelli in tutta la mia vita. Sono nato con tantissimi capelli e non riuscirei mai a separarmene, perché fin da quando sono piccolo sono stati il mezzo attraverso cui ho espresso me stesso. Mi piacciono anche per via dell'attenzione che attirano. Ho sempre avuto la sensazione che i miei capelli avessero una sorta di potere, è come una corona che emana una certa energia.

Quanto i capelli hanno a che fare con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
Moltissimo. Sono parte di chi sei come individuo. So che tante persone non fanno molto caso ai propri capelli e va benissimo così, ma personalmente credo che siano qualcosa di più.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte? Usi i capelli per esprimere te stesso?
Ho avuto molte reazioni negative nei confronti dei miei capelli in passato, ma adesso sono diminuite parecchio. A Brooklyn, da dove vengo, non era cool avere i codini o fasce colorate tra i capelli. Era considerato da "femminuccia", o comunque qualcosa di eccentrico, e portava le persone a fare domande sul mio orientamento sessuale. Ho persino infranto la policy sulle uniformi della mia scuola perché usavo elastici per capelli rosa per coordinarli alle mie Nike Miss Piggy SB Dunks.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Le acconciature subiscono costantemente appropriazioni culturali. È facile accreditarle quando sono riconoscibili o comunque portano segni che le riconducono alla loro origine. Ha a che fare con il rispetto. Se trovi qualcosa che ti piace talmente tanto da volerlo riprodurre, non dovresti avere alcun problema a dichiarare in modo evidente da dove proviene l'ispirazione. Se farlo ti mette in difficoltà, dovresti riconsiderare il tuo concetto di imitazione.

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Kenna indossa orecchini Yun Yun Sen e abiti dall'archivio della modella

Nome: Kenna Matthews (@kennaxskye)

Età: 21

Città: Houston

Occupazione: Modella

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Quando vivevo a Huston ho attraversato un periodo di profondo disagio per via del modo in cui mi rappresentavano i miei capelli lunghi e scombinati. Mi facevano sentire sconnessa da me stessa. Così ho incontrato il mio stylist per quella che doveva essere una spuntata ai capelli, ma improvvisamente si è trasformata in un brutale taglio bob, che mi ha fatto sentire ancora peggio di prima. Qualche tempo dopo, per puro caso, il mio agente mi inviò un paio di foto in cui le modelle avevano il mio taglio di adesso; ho sentito che era quello giusto, così ho preso appuntamento quello stesso giorno.

Quanto i capelli hanno a che fare con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
Ho dovuto lasciare sedimentare questa domanda prima di rispondere. Personalmente, la sfida più grande dopo il taglio è stata affrontare l'immediata reazione dei miei colleghi, preoccupati che ora il mio aspetto fosse più androgino di quanto non sentissi di esserlo dentro di me. Ma la verità è che non mi sono mai sentita così in sintonia con me stessa.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Ovunque. Tagliarmi i capelli è stata probabilmente l'azione più rivoluzionaria che io abbia fatto per dare una spinta alla mia carriera. Ho dovuto adattarmi a quanto mi sentissi diversa in pubblico e ho realizzato che qualcosa di apparentemente insignificante come un taglio di capelli possa influenzare profondamente la percezione che gli altri hanno di te.

Usi i capelli per esprimere te stessa?
Assolutamente sì, ma non intenzionalmente. Per esempio, non mi faccio la piega né altro quando non lavoro, perché mi sento più a mio agio così. In questo modo esprimo un aspetto di me che contribuisce alla costruzione della mia identità.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
È inaccettabile che le persone non siano consapevoli delle proprie azioni nel momento in cui abusano di un'acconciatura che appartiene a qualcosa a cui non sono intimamente legati o preparati. C'è anche un modo rispettoso ed emancipatorio di celebrare certi hairstyle nell'industria della moda, e lo si può fare semplicemente coinvolgendo modell* e artist* che appartengono a quella determinata cultura, così che possano rappresentarla in modo accurato e onesto.

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Nome: Emmanuel De La Rosa (@egotblockz)

Età: 26

Città: Bronx, NY

Occupazione: Modello e BMX rider

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
I miei capelli sono davvero difficili da domare, per questo motivo non li ho mai lasciati crescere. Ma quando ho compiuto 20 anni ho cambiato idea. Il primo anno è stato il più difficile, ma mi ha permesso di conoscere per davvero i miei capelli e capire come trattarli. Ho iniziato a farmi le treccine dopo qualche mese e da quel momento non ho più smesso di prendermi cura dei miei capelli. Ora non sono così lunghi, ma sono robusti e sani.

Quanto hanno a che fare i capelli con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
Amo i miei capelli perché non li ho mai lasciati crescere quando ero piccolo. Per me sono parte della mia trasformazione da bambino a uomo.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
In alcune situazioni è successo, ma avrei potuto preoccuparmene molto meno. Faccio crescere i miei capelli per appagare il mio gusto personale. Se a qualcuno non piacciono, è solo una sua opinione.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Mi affascina il modo in cui i vari stili di capelli attraversino diverse culture, perché spesso condividono molto più di quanto pensiamo. Mi piace anche il fatto che possano evocare memorie d'infanzia. È assurdo quando vedi un'acconciatura e ti ricorda un certo periodo della tua vita.

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Charlie indossa collana Ankha e abiti dall'archivio del modell*.

Nome: Charlie Nishimura (@70yroldasianwoman)

Età: 22

Città: New York City

Occupazione: Modell*

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Ho sempre portato i capelli molto corti. Dopo la prima delusione d'amore ho fatto il contrario di quello che fa la maggior parte delle persone che tendono a usare i capelli come terapia: ho iniziato a farli crescere. Più crescevano, più diventavano ricci, ed è stata una bella sorpresa. Ora non riesco neanche a immaginare di tornare ad avere i capelli corti.

Quanto hanno a che fare i capelli con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
Amo i miei capelli. Crescendo ho esplorato sempre più la mia fluidità e sono diventati una parte preponderante dell'immagine di me. Mi aiutano a esprimere il mio lato androgino. Come Sansone, sento che i miei capelli mi danno potere.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
L'appropriazione culturale è un argomento molto controverso, perché le influenze tra culture possono essere gestite anche con rispetto ed empatia. Per dirla tutta, comunque, non sarò mai fan delle persone bianche con i dread.

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Nome: Tay (@taydmry)

Età: 22

Città: Virginia

Occupazione: Modella

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Dai 12 ai 16 anni ho sempre stirato i miei capelli. Poi ho deciso di portarli come sono naturalmente. Ho attraversato molte fasi, optando per una o l'altra soluzione, finché non ho trovato il taglio per me: corti! Non importa più se li lascio ricci e crespi o lisci, semplicemente amo i capelli corti su di me.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Sono entrata nell'industria della moda quando i capelli naturali sono diventati la tendenza predominante. Questa maggior apertura ha fatto sì che io non abbia mai avuto reazioni negative nei confronti dei miei capelli.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Le donne nere vengono spesso ridicolizzate per alcuni look che indossano sul lavoro, mentre attorno a loro ci sono persone non nere che portano lo stesso taglio e vengono invece apprezzate. È terribile. Credo fermamente nella possibilità di ogni persona di fare tutto ciò che vuole, ma assistere a queste situazioni è spesso doloroso. D'altra parte, noto che qualcosa sta cambiando.

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Nome: Semaje Bligg (@semvje)

Età: 21

Città: New York City

Occupazione: Scrittore e delivery guy

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Ho iniziato a farmi crescere i capelli con l'idea di tenerli a spazzola. Mentre crescevano, ho deciso di dargli io uno stile, e ci ho messo tutto il mio cuore e la mia anima. Sono un mix di afro e dreadlock.

Quanto hanno a che fare i capelli con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
Capisco che quando le persone vedono i miei capelli potrebbero avere dei preconcetti, ma sono talmente sicuro e a mio agio che non appena la conversazione è finita tutti i pregiudizi spariscono e torno a essere positivo.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Crescendo ho avuto amici e familiari che mi dicevano cosa avrei dovuto fare con i miei capelli, ma tutto questo mi ha spinto a ribellarmi ancora di più. Mi è capitato di ricevere occhiate di scherno, ma so che ognuno ha la propria opinione. Al lavoro mi fanno semplicemente indossare una cuffia per coprire ciò che io chiamo arte. I miei capelli sono la mia arte, quindi mi aspetto che creino delle controversie.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Penso che ognuno dovrebbe fare ciò che vuole. Se un'altra cultura influenza le tue scelte nel taglio di capelli, fallo in un modo che sia tuo. Abbiamo tutti le nostre fonti di ispirazione che dipendono da motivi personali, perché dovrebbe esserci un qualche limite sociale nell'espressione di se stessi?

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Tiger indossa gioielli Lady Grey e abiti dall'archivio della modella.

Nome: Tiger Ray Mackie (@tigereayy)

Età: 25

Città: Manhattan, New York

Occupazione: Grafica freelance

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Quando ero più piccola stiravo chimicamente i miei capelli perché volevo omologarmi. Essendo per metà giamaicana e per metà scozzese, stavo trasferendo il senso di oppressione sulla mia testa. Stavo assimilando un'idea di bellezza eurocentrica, invece che accettare la mia.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Ho ricevuto molti commenti negativi. Ho avuto colleghi che mi dicevano di comprare prodotti diversi per capelli che mi avrebbero aiutato a risparmiare "tempo" per avere un aspetto più professionale. Alla fine, ho capito che volevo lavorare per un'azienda che non avrebbe scelto di licenziarmi per via di come sono i miei capelli.

Usi i capelli per esprimere te stesso?
Lo faccio ogni giornoI. Li ho lasciati crescere naturalmente per 9 anni. In passato ho odiato i miei capelli perché erano ricci, ma ora lo considero uno dei miei più grandi punti di forza. Spero che portarli così possa incoraggiare altre persone a vedersi belle anche con i capelli al naturale.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Credo ci sia una differenza sostanziale tra un individuo che si sceglie uno stile per omologarsi alla cultura dominante e un individuo che sfrutta l'attitudine di una comunità oppressa di cui non è parte o con la quale non interagisce. Il secondo perpetua un sistema di disparità e discriminazione razziale e credo che, in quanto persone intelligenti, dovremmo aspettarci di più da noi stessi e dalla nostra società.

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Nomee: Mika (@jeneweinster)

Età: 21

Città: New York City

Occupazione: Modello

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Quando ero più piccolo, intorno ai 16 anni, ho partecipato a un contest per modelli quando vivevo nel mio Paese d'origine, la Malesia. In quell'occasione mi hanno fatto tingere i capelli e da quel momento li ho sempre portati biondi.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Ho avuto reazioni negative solo nei confronti dei miei capelli naturali, ma ora le cose sono cambiate e durante questa stagione sto portando i capelli al naturale per la prima volta.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Ti direi di fare ciò che vuoi con i tuoi capelli, se sei abbastanza coraggioso.

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Nome: Symone Lu (@symone_lu)

Età: 21

Città: Queens, NY

Occupazione: Modella e artista

Raccontaci la storia dei tuoi capelli.
Da bambina erano un problema per me; mia madre non aveva il mio stesso tipo di capelli, farmi le treccine e i codini era diventato troppo difficile, così ha iniziato a lisciarmeli. Per tutte le scuole medie li ho portati lisci, fino ai 16 anni. Ispirata dal percorso della youtuber Shameless Maya, ho deciso di lasciarli al naturale. Ora a malapena li liscio, perché so come gestire i miei capelli naturali.

Quanto hanno a che fare i capelli con l'autostima e l'accettazione di se stessi?
I capelli giocano un ruolo fondamentale nell'accettazione e nella comprensione di chi sei. Quando ero più piccola, l'unica ragione per cui portavo i capelli lisci era mia madre, ma durante la mia fase di transizione mi sono resa conto che non avevo mai visto i miei capelli naturali. Questa presa di coscienza mi ha portato a capire di più me stessa e ad accettare le cose che mi piacevano o no di me, inclusi i capelli.

Hai mai avuto reazioni negative nei confronti dei tuoi capelli mentre ti trovavi al lavoro o da qualche altra parte?
Ho ricevuto commenti negativi sui miei capelli durante il lavoro, ma niente di particolarmente folle. Le domande più comuni sono: quanto ci impieghi a farti i capelli così? È difficile? Come gestisci i tuoi ricci? Sono i tuoi capelli naturali?

Usi i capelli per esprimere te stessa?
Ho sempre usato i capelli per esprimermi. Sebbene ora io abbia 21 anni, continuo a cambiare capelli ogni giorno in base ai miei outfit. Ma presto mi piacerebbe darmi a tagli e colori particolari. Soprattutto adesso che sto lavorando sui set con così tanti hair-stylist, mi viene voglia di sperimentare anche a casa.

Qual è la tua posizione in merito all'appropriazione culturale di uno stile di capelli?
Questa tendenza è molto forte sui social media. Nonostante sia ancora un grande tabù per molte persone, ho notato che l'industria sta lentamente modificando i suoi pattern tradizionali. Per quanto riguarda l'appropriazione culturale dei capelli nel mondo della moda, bisogna saper distinguere cosa è da considerare moda e cosa un'offesa culturale.

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Crediti

Testo: Amanda Margiaria (@amimargiaria)
Fotografia: Chris Scheurich (@cjs1022)
Capelli: Hiro Furukawa (@hirofrkw)
Trucco: Praesakow Gwen Sanchai (@gwenmakeup)
Assistente al trucco: Ammy Chan (@ammytyc) Styling: Ali McNally (@itsalimcnally)
Modelli: Charlie, Tiger e Tay per Ricky Michiels, Kenna per Click, Mika per Muse, e G, Semaje, Emmanuel e Symone

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