Ode in foto alla potenza dell'acqua, l'elemento essenziale alla vita di cui dobbiamo avere (più) cura

Il nuovo libro "Agua" della fotografa dominicana Denisse Ariana Pérez evoca un immaginario alternativo a quello antropocentrico, dove l’umanità accetta e fa i conti con la propria dipendenza rispetto alla natura.

di Megan Wallace
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27 aprile 2021, 4:00am

Gli esseri umani sono composti per il 60% di acqua. Eppure, se ci limitassimo a osservare solamente il modo in cui trattiamo i nostri oceani, laghi e fiumi, potremmo pensare che non abbiamo nulla a che spartire con questo elemento. Studi recenti confermano che, globalmente, ogni anno gettiamo all’incirca 8 miliardi di chili di plastica nell’oceano. Ed è su questo sfondo—di spaventosa distruzione e indifferenza—che la fotografa e scrittrice dominicana basata a Barcellona Denisse Ariana Pérez ambienta le immagini del suo nuovo libro fotografico, Agua.

Come si potrebbe intuire dal titolo, il progetto è interamente dedicato all’acqua. Parlando con lei su Zoom, Denisse ammette però che è stato solamente di recente che si è sentita attratta in modo radicale e potente da questo particolare elemento. “È strano che, essendo cresciuta su di un’isola [la Repubblica Dominicana], io non abbia mai avuto una relazione particolare con l’acqua—nonostante ne fossi praticamente circondata,” afferma con un sorriso. Dapprima indifferente, con il passare degli anni è stato impossibile per lei ignorare la chiamata delle maree. “Non ho mai parlato all’acqua, e poi è successo che l’acqua ha parlato direttamente a me.”

La chiamata dell’acqua ha dapprima preso la forma di un leggero sussurro, piuttosto che di una dichiarazione forte e chiara. È successo infatti mentre stava lavorando a un progetto incentrato sulla mascolinità africana, e la fotografa ha iniziato spontaneamente a scattare i propri soggetti immersi nell’acqua, captando la capacità di questo elemento—nella sua fluidità e inconsistenza—di “togliere qualsiasi maschera o facciata.” Osservando la mole di fotografie che aveva raccolto, ha realizzato che c’era qualcosa di più grande che la spingeva a scattare e la attraeva a questo elemento—anche se non era ancora consapevole di che cosa creasse questa sintonia. Successivamente, ha deciso di “inseguire l’acqua,” concentrando le proprie energie per indagare la domanda: “Cosa accade quando si intrattiene attivamente una conversazione con la natura?” Come si vede nel libro, il risultato di questo dialogo prende vie del tutto inaspettate.

Mostrando uno spettro di corpi, spesso nudi, immersi in un dialogo silente con l’acqua che li circonda, il progetto ci ricorda che gli esseri umani non devono essere per forza in costante conflitto con il mondo naturale. Ma sotto a questo apparente senso di estasi e tranquillità, si sono fatte strada ben altre sensazioni ed emozioni. “Non tutti riescono a galleggiare o immergersi nella calma,” afferma Denisse. “L’acqua può essere anche violenta e brutale.”

Uno degli aspetti più importanti del processo di Denisse è stato infatti quello di aiutare i propri soggetti a superare l’iniziale disagio fisico e l'ansia di trovarsi immersi in balia dell’acqua. "Ho tenuto le mani dei miei soggetti, li guidavo nella respirazione, cercavo di farli rilassare e connettere appieno con la natura,” racconta. Gran parte del potere dell'acqua, dopotutto, risiede nelle sue profondità sconosciute e nel cambiamento delle sue maree; aspetti che sono lontanissimi dal controllo umano, ma che dobbiamo saper accettare, piuttosto che combattere.

La realizzazione di questo libro ha portato Denisse dal Lago Vittoria, il lago più grande dell'Africa, alle acque ghiacciate della Danimarca. Questo viaggio l'ha messa di fronte ad alcune delle realtà e degli aspetti più sconvolgenti dell'inquinamento idrico. "Certe parti del Lago Vittoria sono così inquinate che è solo una distesa di plastica,” ricorda. “È stato davvero devastante da vedere. Alcune persone si sono paradossalmente abituate a questa realtà e altre ne stanno pagando le conseguenze in maniera molto più drastica." A questo proposito, Denisse ha deciso di devolvere il 10% delle vendite di Agua a FACE Africa, un ente benefico che affronta la crisi idrica portando acqua potabile, servizi di sanificazione e programmi di igiene alle comunità remote dell'Africa sub-sahariana.

Agua riflette sulla distruzione delle nostre acque da un punto di vista anche molto più olistico. Rifiutando di adottare una narrazione "tragica e disperata" nel documentare il mondo naturale che la circonda, Denisse ha utilizzato il progetto come escamotage per creare delle oasi unendo realtà e fantasia, attraverso un percorso di scelte consapevoli che non lascia nulla al caso. "Ovviamente è importante che le persone vedano immagini di siccità e plastica, ma a volte è più facile che vengano ignorate, perché non vogliono veramente essere messe di fronte a questo tipo di discussioni,” afferma. "Forse è attraverso qualcosa di sensoriale o una connessione più energetica con questi elementi che le persone saranno costrette a farsi carico realmente [di questi problemi]." Agua riesce in qualche modo a suscitare proprio questo spirito di connessione, e sebbene non sia dichiaratamente un invito all'azione, è pur sempre un invito a pensare.

Con immagini di esseri umani che si crogiolano nella bellezza e nella purezza dell'acqua, siamo invitati a creare un'affinità con i laghi, i fiumi e gli oceani che oggi tendiamo a trascurare. Questi ritratti di esseri umani che fluttuano pacificamente nell'acqua evocano un immaginario, una realtà alternativa che si distacca da una visione antropocentrica, in cui l’umanità accetta e fa i conti con la propria dipendenza e affinità rispetto alla natura. Creando un senso di universalità attraverso le proprie immagini, Denisse ci ricorda con franchezza che siamo solo uno dei tanti anelli di un ecosistema molto più vasto, che è iniziato prima di noi e che continuerà senza di noi. Dopotutto, come ci ricorda l'epigrafe presente nel libro: "Veniamo tutti dall'acqua, abbiamo galleggiato molto prima di camminare o parlare.”

“Agua” è disponibile per l’acquisto su Guest Editions. Per leggere di più sul progetto FACE Africa e donare per la causa, vai qui.

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

Crediti


Tutte le immagini courtesy Denisse Ariana Pérez

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