Storia e usi della parrucca: dagli antichi egizi alle controversie più contemporanee

Nel corso del tempo, il valore culturale delle parrucche ha oscillato ciclicamente, diventando oggetto di culto, simbolo di emancipazione sociale e mezzo di affermazione identitario.

di Beatrice Birolo
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30 giugno 2021, 4:00am

Che sia per esigenza o divertimento, le parrucche sono spesso un mezzo per esprimere la propria identità, permettendoci di mostrarci in qualsiasi colore o acconciatura di capelli senza dover danneggiare i nostri né aspettare un'eternità per farli ricrescere dopo aver fatto scelte decisamente sbagliate.

Il trucco sta nel saperle indossare nel modo corretto e soprattutto con naturalezza. Una parrucca può essere indossata ovunque, ed essere intesa come ornamento personale, travestimento, oppure può far parte di corredi di natura religiosa. Anche i materiali utilizzati per la creazione di parrucche sono molteplici, e vanno dai capelli umani a quelli di cavallo, yak o piume.

Quindi, ripercorriamo insieme la storia delle parrucche, riflettiamo sul loro utilizzo e come indossarle senza fare danni!

Storia della parrucca

Le più antiche parrucche risalgono all’epoca Egiziana, quando sia uomini che donne si rasavano la testa per via del clima e per mantenerla libera dai parassiti, un problema molto comune a quel tempo. Tuttavia, una testa calva non era considerata esteticamente bella e questo li portò a creare le parrucche per ottenere l’aspetto di una vera chioma, e soprattutto per proteggersi dal sole! Divennero così parte integrante dell’abbigliamento quotidiano, simboleggiando lo status di una persona e il suo ruolo nella politica e società: più una parrucca era elaborata, più il rango sociale era alto. I materiali coi quali venivano composte variavano dai capelli umani alla lana, fino alle fibre di foglie di palma.

Un’altra civiltà antica che indossava parrucche era quella Romana e venivano create usando i capelli degli schiavi. Nonostante i capelli fossero considerati sacri per loro, questo non impediva loro di indossare parrucche. Le donne ricche, in particolare, nutrivano una preferenza per le parrucche molto elaborate con lo scopo di ottenere maggior volume ed effetto in quanto acconciatura e  rendendole a volte intenzionalmente “finte” all’apparenza, con trecce dai colori diversi.

Durante il Medioevo invece, l’uso delle parrucche diminuì: la moda non era una priorità per le persone, le donne erano costrette a coprirsi i capelli e la Chiesa nutriva un’opinione tutt’altro che positiva sulle parrucche, associandole al diavolo e considerandole peggiori dell’adulterio.

All’inizio del Rinascimento, le acconciature tornarono in voga e le donne iniziarono a mostrare i propri capelli adornandoli con veli e gioielli; nel XVII secolo ci fu proprio una vera e propria rinascita della parrucca e sia le donne che gli uomini si rasavano la testa anche solo per comodità, compreso Luigi XIII. In Francia quindi si formò la prima corporazione indipendente di fabbricanti di parrucche, il che le fece diventare vere e proprie icone della moda, parte integrante del mondo aristocratico e dello spettacolo e una caratteristica essenziale del costume nobiliare in tutte le corti d’Europa. Raggiunsero il loro massimo sviluppo, coprendo la schiena e le spalle, scendendo poi lungo il petto: inoltre, alcune professioni richiedevano un tipo di parrucca specifica, come parte del costume ufficiale—pratica mantenuta ancora oggi in alcuni sistemi giuridici, in particolare nel Regno Unito con le “periwigs”.

Andando avanti verso il XVIII secolo, vedremo parrucche sempre più elaborate, ricciolute e incipriate di bianco—ormai colore prescelto per le parrucche, ottenuto prima ingrassandole e poi incipriandole con farina o con una miscela di amido e gesso—a volte addirittura ornate con vere e proprie gabbie per uccelli! Più le parrucche si allontanavano dall’avere un aspetto naturale, meglio era, rendendo inoltre chi le indossava soggetti facili per delle caricature. Tutto ciò durò fino al periodo della Rivoluzione francese, dove la farina non poteva essere sprecata per incipriare le parrucche, che vennero subito associate alla classe aristocratica.

Proseguendo verso l’epoca vittoriana ed edoardiana, prese piede un look meno elaborato e i capelli naturali tornarono di moda, dove le acconciature più complesse richiedevano l’aggiunta dei cosiddetti postiche (dal francese “capelli aggiunti”) o posticci in italiano, che potevano prendere la forma di frange, frizettes, riccioli. Creati e lavorati nei laboratori dei parrucchieri, venivano pettinati e fatti passare su una tavola piatta con denti di metallo chiamata hackle o carda, rendendoli così più facili da lavorare nello styling con un metodo risalente agli Egizi: usando dei bigodini in legno o argilla indurita, i capelli venivano arrotolati e messi in acqua miscelata con della soda, per poi venir bolliti per qualche ora e una volta asciutti, srotolati e conservati.

L’uso dei posticci durò fino agli anni ‘20, epoca in cui il look più desiderato dalle donne e facile da portare perché non richiedeva capelli aggiunti, era il Bob: deteneva diversi nomi specifici dati dai vari stili, come il Bob egiziano, il taglio Charleston o lo Shingle, insomma o era liscio o era mosso, ma sempre corto all’altezza dell’orecchio.

Oggi, la tecnologia moderna ha reso le parrucche alla portata di tutti, con un costante sviluppo da parte dei fabbricanti per migliorarne la costruzione, vestibilità e styling, ottenendo buoni risultati sia con i capelli umani sia con quelli artificiali.

Le parrucche nella cultura afrodiscendente

A spianare la strada per l’entrata delle parrucche nel sistema dello showbiz e della cultura mainstream ci ha pensato una star su tutte, l’icona della metà degli anni ‘60 Diana Ross, celebrità nota per la sua lunga carriera musicale e cinematografica tanto quanto per la sua collezione di parrucche. Altri girl group di quegli anni indossavano parrucche importanti semplicemente per esprimersi creativamente.

D’altra parte, oggi i motivi per cui usiamo le parrucche non corrispondono a quelli per cui le donne afro-americane le indossavano durante il movimento per i diritti civili e la conseguente desegregazione razziale degli anni ‘60. Un periodo in cui l’acconciatura afro si diffuse sempre più come simbolo di ribellione e orgoglio, dove si vede riemergere anche il pettine afro, uno strumento essenziale per questo tipo di acconciatura che, per via dello spazio tra i denti del pettine, non andrà a creare danni al tipo di capelli di per sé già molto fragile.

Continuava comunque a esistere un senso di oppressione per cui le donne afro-americane sentivano il bisogno di adattarsi alla società, il che implicava automaticamente l’adattamento dei propri capelli a essa e dunque a ricorrere a parrucche o a miscele chimiche (così calde che quasi danneggiavano lo scalpo) per rendere i capelli “pettinabili” e lisci. Venivano usate in ambiente di lavoro, ma chi era un’assistente di volo o infermiere, per esempio, doveva indossare obbligatoriamente la parrucca come se fosse parte dell’uniforme, per rispettare dei requisiti che i propri capelli naturali non potevano soddisfare.

Ancora oggi ci sono persone per cui risulta ancora difficile accettare la bellezza dei propri capelli a causa di sistemi di supremazia bianca o razzismo, facendol* sentire inadeguati o fuori luogo. Il modo in cui una persona (in questo caso, afroamericana) sceglie di portare i suoi capelli, usando o meno una parrucca, è una sua scelta, fine. Indossare la parrucca dovrebbe essere vista come una delle tante forme di espressione di sé, senza dover per forza creare divisioni tra chi “altera” i propri capelli e chi no, piuttosto celebrando i diversi stili piuttosto che condannarli e senza creare divisioni all’interno della comunità nera.

Nonostante questo, capita ancora che le persone afroamericane che indossano parrucche vengono considerate ghetto mentre le persone bianche che fanno lo stesso, cool. Quel che è certo però è che esiste una nuova trasparenza intorno all’universo delle parrucche, mentre qualche anno fa gli stilisti dovevano firmare accordi di riservatezza per tenere segrete certe abitudini di alcune persone famose! Anche la creatività delle drag queen ha contribuito a portare all’estremo il look delle parrucche, celebrandole e personalizzandole in base al personaggio—un esempio calzante è il reality show RuPaul’s Drag Race.

Lo stereotipo di “chi indossa le parrucche” cambierà sempre nel corso degli anni e le parrucche solleveranno sempre controversie, man mano che acquisiscono sempre più importanza in una società più vasta e più bianca. Ora, anche le motivazioni di chi le acquista sono varie: per esempio una parrucca può essere vista anche come un’alternativa più clean per cambiare acconciatura o colore senza ricorrere a sostanza chimiche.

Quale parrucca potrebbe fare per me?

Esistono un’infinità di parrucche disponibili sul mercato, ma come scegliere quella più adatta? Basta sapere che esistono parrucche di pizzo di tipi diversi con applicazioni non sempre facili, vediamone alcune:

  • Lace Front Wigs (parrucche frontali in pizzo)

Questo tipo di parrucca è composta da del pizzo velato lasciato più lungo intenzionalmente attorno all’attaccatura della testa, in modo da essere tagliato prima di indossarla e dare così l’illusione di una linea del cuoio capelluto naturale intorno ai perimetri del viso. Un must tra le celebrità e si indossano soprattutto in estate.

  • Full Lace Wigs (parrucche di pizzo integrale)

Sono parrucche con una base fatta interamente in pizzo, rendendole più versatili, perché possono essere indossate in una moltitudine di stili, e sono al tempo stesso più costose rispetto alle parrucche frontali in pizzo. È consigliabile indossarle con sotto una retina/calotta per un’applicazione migliore.

  • 360 Lace Wigs

Sono esattamente come le Lace Front Wigs, con la differenza che hanno la parte centrale cucita a macchina su una calotta traspirante e il pizzo percorre l’intero perimetro della parrucca, quindi se volete indossare una parrucca in un ponytail potete farlo tranquillamente, perché avrete l’illusione di una linea dei capelli naturale.

How to: come indossare una parrucca?

Per concludere, vediamo insieme alcuni suggerimenti su come indossare una parrucca nel modo giusto. Se fatto nel modo sbagliato, oltre a esser brutto alla vista può anche causare grossi danni alla salute dei vostri capelli!

  • Proteggi i tuoi capelli naturali e utilizza l’adesivo giusto

Per questo passaggio, se hai i capelli lunghi puoi intrecciarli lungo lo scalpo per creare una superficie piatta, se hai i capelli corti invece basterà avvolgerli; assicurati di averli fissati per bene e successivamente, utilizza una wig cap, che terrà tutto insieme! Assicurati che il tutto sia ben fissato prima di applicare qualsiasi adesivo—tutto il processo dipende da questo!

Passando alla colla invece, scordati quella per le ciglia o la colla stick, usane una adatto alla tua parrucca e ricordati di fare un patch test per assicurarti di non essere allergic*. Se preferisci parrucche che non hanno bisogno di essere incollate, puoi benissimo utilizzare prodotti come questa “fascia anti-scivolo” di Rad Swan, che ti permette di creare l'illusione naturale di un'attaccatura dei capelli in modo da dover solo applicare la parrucca, lasciandola in posizione e proteggendo i bordi, senza subire alcuna pressione.

  • Prendersi cura della propria parrucca ed evitare di indossarla per più di 6 settimane alla volta

Anche le parrucche hanno bisogno di qualche dose di TLC (tender loving care!) tanto quanto ne diamo ai nostri capelli naturali e scalpo, il che significa lavarle con shampoo, balsamo, usare trattamenti e protezione termica; senza dimenticare di pulire bene anche le zone in pizzo per utilizzarle il più a lungo possibile, usando con un remover apposito o alcol diluito. Il tutto può essere eseguito massimo ogni due settimane, ma dipende per quanto tempo la indossate e dai prodotti utilizzati per lo styling o dal tipo di adesivo.

Tuttavia, nonostante sia riconosciuto il fatto di prendersi una pausa dalle parrucche dopo 6 settimane, non è necessario aspettare tutto questo tempo! Certi adesivi per esempio sono creati per funzionare a breve termine, da escludere quindi se desiderate indossare una parrucca per varie settimane.

  • Rimuovere la parrucca in modo delicato

Quando arriva il momento di togliere la parrucca, avere pazienza è la chiave. Utilizzate il remover più adatto per il tipo di parrucca che avete e aspettare che la colla si ammorbidisca così da non sentire alcuna resistenza quando la toglierete, altrimenti, applicare più remover!

Ricorda:
Indossare una parrucca può essere un mezzo divertente per esprimere se stessi e trasformarsi, ma l’ideale è non farci troppo affidamento, mantenendo un approccio bilanciato tra l’utilizzo di parrucche e la cura dei propri capelli naturali, dando loro l’attenzione che meritano.

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Crediti

Testo di Beatrice Birolo
​Artwork di Maria Laura Buoninfante

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