_DENNJ_, il brand che prende vecchi tessuti e li trasforma in capi multifunzionali

Tappezzeria, tendaggi e capi vintage sono solo alcuni dei tessuti a cui _DENNJ_ conferisce una nuova vita sostenibile, fatta di stile, multifunzionalità e upcycling.

di Giorgia Imbrenda
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26 aprile 2021, 3:26pm

Fotografia di Eleonor d'Angelo

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di DENNJ, brand di abbigliamento nato proprio nel pieno della pandemia che sceglie fin dal giorno 0 di utilizzare solamente tessuti second-hand per i suoi capi one-piece.

Per Dennj, fondatore del progetto, il concetto di sostenibilità è molto chiaro: non esiste senza un’azione concreta, condizione sine qua non per raggiungere un cambiamento effettivo. Per questo dietro alla realizzazione di ogni capo di cono giornate intere passare nei mercatini vintage più disparati, in cerca di quei tessuti abbandonati e dimenticati ma preziosi, più che meritevoli di una nuova vita. E non si tratta solo di materiali di vecchi abiti, ma si spazia tra tappezzeria e tessuti d’arredamento, che vengono presi e trasformati dalle mani dello stesso Dennj, che li riveste uno ad uno anche internamente rendendoli così double-face e multi-funzione.

Per farci raccontare meglio la storia del brand, abbiamo intervistato virtualmente il designer che gli ha dato vita.

Top del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Mattia Eusepi

Ciao DENNJ, raccontami di te. Chi sei e da dove vieni?
Ciao, sono Dennj—sì, si scrive così per via di un piccolo errore d’anagrafe che non ho mai voluto sistemare—, e vengo dalla provincia bolognese. Ho iniziato direttamente sul campo, lavorando in un negozio di abbigliamento e frequentando l’atelier di una designer venezuelana nelle pause pranzo, per poi consolidare le mie conoscenze sulla confezione di moda con un corso in Fashion Design a Milano. Quando il negozio vintage di lusso di cui ero responsabile, Lesley Luxury Vintage, ha chiuso a causa della pandemia, ho deciso di fare tesoro della reclusione forzata e dell’inaspettato tempo libero, concentrandomi finalmente sul mio progetto personale. E così è nato DENNJ.

Quanto c’è in DENNJ, di te, delle tue inclinazioni e passioni personali?
Praticamente tutto. La ricerca del tessuto rappresenta gran parte del procedimento, e per cercare bisogna viaggiare. DENNJ unisce le mie caratteristiche principali, quelle di essere un sognatore e un disordinato, alle mie passioni—fiori, piante, vintage, moda d’archivio, viaggi, cibo, vino, abbigliamento autoctono tradizionale. Un gran calderone che viene elaborato dalla mia testa e concretizzato nei capi di DENNJ.

Fotografia del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Aurora Manni

Come definiresti il tuo brand usando solamente tre parole?
Sperimentale, multifunzionale, sensibile.

DENNJ è un esempio di brand sostenibile. In che modo concili questo aspetto con la multifunzionalità?
Mi sono approcciato alla moda sostenibile grazie al laboratorio di Luz Molina. Da lei ho imparato a utilizzare scarti di produzione, a scegliere tessuti di stock e reinventare capi in disuso. Anche l’esperienza nel settore vendite mi ha aiutato a capire quanto la multifunzionalità sia apprezzata: un capo double-face, trasformabile e componibile, incuriosisce. Credo che a volte questo concetto sia ancora relegato a un’idea di moda “da viaggio”, ma è uno stereotipo da superare.

Abito del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Aurora Manni

Parlaci del tuo processo creativo. Come concepisci, sviluppi e assembli i tuoi pezzi?
È sempre una sorpresa. A volte parto da un’idea, altre volte da un’esigenza. Spazio tra archivi di moda, sfilate, tour virtuali di musei, biografie di designer, perdendomi tra decine di finestre del browser e materiali cartaceo. Quando sono saturo, passo alla seconda fase del processo, che è piuttosto tecnica. Lavorando quasi sempre con monofibra naturale second-life recuperata tra i mercatini del mondo, devo lavare, stirare, prototipare il tessuto e, se necessario, anche mixarlo con altri. Solamente una volta terminato l’intero drop, realizzo il moodboard e la story digitale della collezione.

Se dovessi scegliere tre designer con cui andare a cena stasera, chi sarebbero? E in quale ristorante li portereste?
Martin Margiela, lo inviterei a casa a Milano e gli farei della pasta fresca col mio ragazzo. Rei Kawakubo, la porterei da Buriani a Pieve di Cento, in provincia di Bologna. Vivienne Westwood, al Garghet a Milano.

Abito del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Mattia Eusepi

Parlando invece della tua ultima collezione Nòstos, perché hai deciso di suddividerla in quattro drop? Ti va di raccontarceli? Quali sono le reference da cui hai tratto ispirazione?
La collezione Nòstos è nata subito dopo il primo lockdown, in un periodo di stranezze e ridimensionamenti. Si tratta di una produzione piccola, di capi unici, che ho scelto di suddividere per tipologia per riuscire a sponsorizzare e dare visibilità a ciascun prodotto e mostrarlo da punti di vista diversi. Il nome significa “ritorno” e trasmette la tensione tra le mie radici bolognesi e la voglia di viaggiare e conoscere nuove dimensioni.

Ogni drop prende il nome da una figura della mitologia greca e si ispira alla loro storia. La reference principale del primo drop dedicato ai corsetti, Penelope, è Arianna Cortese, amica e collaboratrice che studia e lavora come costumista storica. Per gli altri drop, invece, mi sono fatto ispirare dalle mie esigenze, da quello che comprerei io e che mi piacerebbe indossare.

Abito del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Myrian Tisbo

Come hai sviluppato la comunicazione del tuo brand? Credi che i social media siano indispensabili per permettere a un brand emergente di farsi conoscere?
La comunicazione di DENNJ è un mix tra le mie idee e quelle della stylist del brand Emma Scalondro. L’intento è quello di attirare il pubblico nel mio mondo e nel mio mood del momento, raccontando il mio processo creativo con immagini forti e dirette o, al contrario, completamente concettuali e di soli dettagli. I social media sono indispensabili per molte realtà, soprattutto per i brand emergenti: quando hai un budget ridotto, ti danno molte possibilità. È una vetrina sul mondo che va sfruttata fino in fondo.

Dove vedi DENNJ tra 5 anni?
È molto difficile rispondere a questa domanda, tendo a vivere il momento. Sognando, mi vedo in una grande città europea, con un laboratorio più ampio e un team di collaboratori più giovani di me.

Abito del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Mattia Eusepi
Abito del brand emergente _Dennj_, intervista Rebel Label
Fotografia di Ilaria Ieie

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Fotografie su gentile concessione dell’ufficio stampa DENNJ

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