"Sick World" di IUTER è l'antidoto estetico a un mondo allo sbaraglio

Cos'hanno in comune Fernet Branca, la Pimpa e l'icona anni '90 Daria? Solo la A/W 21 IUTER potrà spiegartelo.

di Carolina Davalli
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31 agosto 2021, 11:28am

Fotografia di Piotr Niepsuj

“Sick” (in italiano, “malato”) è una parola stratificata, che con il tempo—e soprattutto negli ultimi decenni—ha assunto connotazioni diverse, slegate e a volte in netto contrasto fra loro. Con questo termine, possiamo riferirci a una persona malata, nel senso di clinicamente non sana, oppure possiamo intendere qualcosa di tossico, di immorale, di disturbato o disturbante (vedi: cursed images) . Ma “sick” è anche l’attributo perfetto per descrivere qualcosa di stupefacente, di incredibile, totalmente fuori dal comune. Una parola, un mondo, e questo mondo malato per IUTER è la trasposizione più fedele di quello in cui ci troviamo immersi oggi nel 2021.

Sick World, la nuova collezione A/W 21 IUTER, parte proprio da questo termine per declinarlo attraverso più soluzioni estetiche, dando forma a una collezione eterogenea, apparentemente contrastante, che rivela tutti i paradossi e le contraddizioni che dominano sulla contemporaneità. Una collezione che si affida al potere iconografico per far affiorare gli scarti e le rotture che caratterizzano il momento storico in cui viviamo, il tutto espresso attraverso clash estetici e collaborazioni che, in qualche strano modo, cadono perfettamente sotto la voce “sick”.

Così vediamo Fernet Branca—l’amaro i cui effetti miracolosi venivano osannati come la cura per qualsiasi malanno e la cui identità rimane intatta anche a distanza di secoli—campeggiare con fare quasi anacronistico su capi e accessori street tra giacche in pelle, felpe e skate. E poi c’è la Pimpa, il personaggio di finzione generato dalla mano di Francesco Tullio Altan e compagna fedele delle mattinate di febbre passate di fronte ai libri o alla TV di ben cinque generazioni di bambini. La purezza della Pimpa diventa in Sick World simbolo di liberazione e di ideali, inserendosi nei capi più formali e sartoriali della collezione.

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E poi c’è Daria, disillusa maturazione dell’innocenza della Pimpa e icona indiscussa degli anni ‘90, che ci introduce in quel territorio terminologico più oscuro che parla di consapevolezza disturbata, di prese di coscienza e di un’identità che si confronta quotidianamente con tutto ciò che non va nel mondo là fuori. Cameo nel nome della collezione il riferimento a Sick, Sad World (Questo triste mondo malato), la parodia dei programmi di infotainment ormai simbolo della cultura televisiva americana che fa spesso incursione nelle puntate della serie.

Infine, la collezione ci proietta nell’ultimo campo semantico di “sick”, quello che tratta dell’incredibile e dello stupefacente, qui incarnato dai grafici Daniel Sansavini, Filippo Antonioli, Studio Temp e Nathaniel Matthews, i cui interventi sperimentali popolano T-shirt, capi in maglia e giacche invernali.

Ecco dunque spiegato come la Pimpa, Fernet Branca, Daria e questi talenti della grafica sperimentale si sono infiltrati in Sick World di IUTER. Semplicemente, proprio come il brand stesso, sono espressione di questo denso aggettivo nelle sue evoluzioni più visionarie, e, chi più consapevolmente di altri, hanno giocato un ruolo fondamentale nel dar forma alla cultura collettiva, rendendola, perché no, ancora più malata.

Scopri la collezione “Sick World” di IUTER qui.

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Fotografia di Piotr Niepsuj

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