Illustrazione di Alessandra Marianelli/Luchadora

100 cose che puoi fare per salvare il pianeta

O quantomeno per non contribuire a ucciderlo ulteriormente.

di Amanda Margiaria, Benedetta Pini, e Carolina Davalli
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22 settembre 2020, 4:00am

Illustrazione di Alessandra Marianelli/Luchadora

In occasione del Global Climate Day of Action, VICE Media Group (di cui noi di i-D facciamo parte) ha creato una serie di contenuti che parlano di ecologia, attivismo green e rapporto tra emergenza climatica e industria della moda.

Sebbene i maggiori responsabili dell’emergenza climatica siano le multinazionali e, in generale, il sistema produttivo globale, ci sono un sacco di piccole cose che anche noi possiamo fare per salvare il pianeta, o quantomeno non contribuire a ucciderlo ulteriormente.

Noi ne abbiamo selezionate 100, ma se ne conosci altre scrivici in DM su Instagram, dove ci trovi come @iditaly._

  1. Smetti di comprare il basilico in quelle tristi vaschette di plastica e scegli invece una piantina. Morirà presto, ma almeno puoi dire di averci provato.
  2. L’acqua del rubinetto non ha nulla che non va e continuare a comprare quella in bottiglia non ha senso, semplicemente.
  3. Se proprio non vuoi rinunciare all’acqua in bottiglia, fai scorta alla Casa dell’Acqua. Qui trovi quelle che ci sono a Milano.
  4. Per coprire gli alimenti prima di riporli in frigo, usa le pellicole in cera d’api al posto di quelle in plastica trasparente. Questa è prodotta in modo sostenibile.
  5. Ora che tutti abbiamo almeno 30 tote bag in giro per casa, è giunto il momento di iniziare a usarle sul serio. Il primo passo è ficcarne una in borsa e non toglierla più, così da averla sempre con sé quando serve.
  6. Anche perché, per compensare le risorse utilizzate nella produzione di una borsa di tela, dovresti utilizzarla circa 7.000 volte.
  7. Insieme alla tote bag, in borsa lascia anche una tazza d’asporto, meglio se termica. Ogni minuto, solo Starbuck’s mette in circolazione 8.000 tazze. Se diventassero 7.999 non sarebbe male, no?
  8. Metti il miscelatore al rubinetto. Risparmierai molta più acqua di quanto potresti pensare.
  9. Metti in discussione tutti i tuoi preconcetti sul tema dell’ecosostenibilità. Qui trovi una breve lista da cui iniziare.
  10. Tutto inizia comunque dalle 3R: Riduci, riusa, ricicla. That’s it.
  11. Diventa vegetarian*.
  12. Anzi, diventa vegan*.
  13. Se decidi di continuare a mangiare carne, cerca di affidarti alla filosofia del meno, ma meglio: magari comprane una porzione in meno a settimana, ma di qualità (possibilmente prodotta in Italia).
  14. Basta confezioni singole e prodotti monoporzione. Sarà superfluo ricordarlo, ma quella minestra precotta inquina, oltre che non essere esattamente una prelibatezza.
  15. Comprare frutta e verdura di stagione e da produttori locali dovrebbe essere la norma. Il modo più semplice per farlo è acquistarla al mercato.
  16. Ma per i più pigri esistono siti di spesa online più coscienti, che ti mettono in contatto con le aziende agricole vicine alla tua città. Informati su quelli presenti nella tua città.
  17. Tipo Cortilia o l’Alveare.
  18. Ricordati che molti cibi sono commestibili anche oltre la data di scadenza. Quando la dicitura è “Da consumarsi preferibilmente entro il” significa che dopo la data in questione potrebbe perdere alcune qualità organolettiche, ma è commestibile senza rischi per la salute.
  19. Datti un tempo massimo sotto la doccia. Due canzoni su Spotify sono sufficienti.
  20. A proposito: chiudi l’acqua quando lavi i denti e quando ti insaponi sotto la doccia.
  21. Il miglior scrub è quello fatto con i fondi di caffè, così non uccidi il pianeta perché non compri nulla e contemporaneamente smaltisci un rifiuto organico.
  22. Se hai le mestruazioni, è giusto tu sappia quanto inquinano gli assorbenti che usi.
  23. Usa. Quella. Dannata. Bicicletta.
  24. In alternativa, valuta il car sharing. Se vivi in città non ti serve davvero un’auto di proprietà, dai.
  25. Tramite il tuo cellulare puoi fornire dati ambientali che andranno a sostenere una legislazione più sensibile, dall’eliminazione della plastica al monitoraggio del progresso rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU. Come? Attraverso l’Earth Challenge.
  26. Non serve lavare i jeans ogni due volte che li utilizzi, anzi.
  27. Lo stesso vale per molti altri capi. Escluse sudate clamorose, sono pochi gli indumenti che richiedono un passaggio in lavatrice dopo ogni uso: giacche, felpe, maglioni, pantaloni e pigiami possono essere indossati più volte prima di finire a mollo.
  28. Impara a cucire, così potrai crearti abiti o accessori, oppure modificare i vestiti che hai già.
  29. Disdici tutti gli abbonamenti che inviano ancora materiali cartacei via posta.
  30. Parlando di posta, metti un cartello nell’ingresso del tuo palazzo per evitare il volantinaggio selvaggio.
  31. Non stampare a meno che non sia davvero essenziale. Per i documenti puoi crearti un archivio digitale e salvarlo, come per qualsiasi cosa importante, su almeno tre dispositivi diversi.
  32. Per quanto siano belle, le macchinette usa e getta non sono un oggetto sostenibile. Se sei un nostalgico, comprati una analogica. Continuerai a utilizzare rullini, ma almeno eviterai di comprare ogni volta un intero dispositivo in plastica.
  33. Sappiamo che non lo fai comunque, ma è giusto ricordarlo: meno stiri, meglio è.
  34. Se hai un business, munisciti di un sistema per inviare gli scontrini digitali via e-mail.
  35. E per quanto American Psycho ne abbia fatto un culto, hai davvero bisogno di un biglietto da visita cartaceo? Meglio un link al tuo portfolio online.
  36. Un e-book reader, per quanto poco romantico, è comunque una soluzione preferibile dal punto di vista ambientale ai libri cartacei.
  37. Sostituisci gli oggetti in plastica che si rompono con i loro alter-ego in vetro, ceramica, bambù, ferro o qualsiasi altro materiale che sia più duraturo e meno fragile della suddetta plastica.
  38. Getta i farmaci scaduti nell’apposito bidone. Ogni farmacia ne ha uno e non è uno sbatti ingestibile come pensi.
  39. Idem olio esausto e pile.
  40. Se puoi, fai una donazione a degli enti che preservano la natura e il pianeta. Qui trovi una lista.
  41. Calcola la tua impronta ecologica qui, e poniti degli obiettivi per ridurla costantemente.
  42. Utilizza sistemi di ricerca come Ecosia. È tipo Google, ma pianta un albero ogni tot di ricerche.
  43. Se prendi un volo, calcola quanto CO2 consumerai. Puoi convertire quel gesto in una donazione per degli enti che sostengono il pianeta.
  44. Impara a fare compostaggio domestico. Se hai un giardino, qui trovi una guida per farlo.
  45. Se non hai un giardino, munisciti di un disidratatore di rifiuti organici e dona i tuoi rifiuti a chi ha bisogno di fertilizzanti naturali.
  46. Acquista un panno per la cucina. Se ci pensi, lo Scottex usa e getta è davvero inutile.
  47. Non ti servono davvero tutti i prodotti per la pulizia della casa che trovi al supermercato. Spesso bastano ammoniaca o candeggina diluite in acqua per pulire e disinfettare qualsiasi superficie.
  48. Per sturare i lavandini, invece, basta aceto, bicarbonato e acqua calda. Costo? Più o meno zero. Spreco? Nullo.
  49. Quando chiedi un drink al bar, specifica di non volere la cannuccia.
  50. Se vai in ufficio, lascia nel cassetto della scrivania un kit di bambù per il pranzo, un bicchiere di vetro e un tovagliolo di stoffa, così non dovrai sprecare oggetti monouso.
  51. Getta sempre i mozziconi di sigaretta nella raccolta indifferenziata. Non a terra, dai.
  52. A proposito di rifiuti, ok fare la differenziata, ma la vera soluzione è produrre meno rifiuti.
  53. Compra un posacenere portatile da tenere con te, nel caso non ci fossero bidoni a portata di mano.
  54. Meglio ancora, non fumare proprio.
  55. Utilizza shampoo e dentifricio solidi, così non creerai spreco di contenitori di plastica.
  56. Inizia a prendere dimestichezza con i supermercati che vendono i prodotti sfusi. Spesso si risparmia, oltre a salvare l’ambiente.
  57. Impara a produrre i cosmetici in casa, è molto più semplice di quanto tu pensi.
  58. Il burro di cacao, per esempio, puoi farlo con zucchero e miele.
  59. Ci sono alternative sostenibili per qualsiasi oggetto di igiene personale. cotton-fioc e dischetti per struccarsi sono ormai fuori moda.
  60. Gli spazzolini sono il classico oggetto che sembra innocuo, ma dovendo essere cambiato di frequente finisce per inquinare moltissimo. Sceglilo in bambù.
  61. Compra cibo sfuso. Finanzierai business indipendenti e non creerai sprechi di packaging.
  62. Se bevi una birra, oltre al vetro ricorda di gettare il tappo nell’apposito contenitore per metallo.
  63. Anche il sesso può inquinare: scegliete lubrificanti ecosostenibili e sex toys preferibilmente non in plastica.
  64. Iscriviti alla newsletter di Negozio Leggero: ogni lunedì mattina troverai 3 consigli per condurre una vita non solo più sostenibile, ma anche ricca di piccole soddisfazioni.
  65. Entra nel mondo Davines per non uscirne più.
  66. E mentre siamo in tema, ripetiamo tutti insieme: lavarsi i capelli tutti i giorni non serve.
  67. L’unione fa la forza, specialmente a livello locale. Mettiti in gioco e partecipa attivamente alle iniziative della tua zona. Puoi iniziare ad esempio studiando la mappa di Fridays For Future.
  68. In spiaggia, raccogli i rifiuti che trovi intorno a te.
  69. Lo stesso vale per le passeggiate in campagna.
  70. O in montagna.
  71. Scaricati una o più di queste 6 app per una vita meno inquinante.
  72. Se non resisti allo shopping, ci sono un sacco di progetti legati al mondo della moda che sostengono l’ambiente. Un esempio su tutti: la t-shirt di Vivienne Westwood x Greenpeace.
  73. Altra regola da implementare quando si tratta di shopping: one in, one out, cioè ogni volta che si compra qualcosa di nuovo bisogna regalare/donare/vendere qualcosa che già si possiede.
  74. Quando compri, in ogni caso, fallo da brand sostenibili. Qui ne trovi 8 che ci piacciono, e qui altri 8.
  75. Qui le mascherine ecosostenibili, ché quelle chirurgiche sono inquinanti.
  76. Segui su Instagram piccoli brand ecosostenibili e reposta i loro lavori: spesso fanno fatica a emergere e hanno bisogno di tutto il passaparola possibile.
  77. Acquista da questi piccoli brand, vedendolo come un investimento: magari costa di più, ma dura anche di più.
  78. Leggi Fashionopolis e metti in discussione tutte le tue abitudini d’acquisto.
  79. Abbassa il riscaldamento: vestirsi a strati è cool da più di una stagione, ci insegna Balenciaga.
  80. I mercatini vintage sono i nuovi centri commerciali, lo sapevi no? Uno dei migliori è a Napoli, ed è quello di Resina.
  81. L’inquinamento elettronico è spesso sottovalutato. Tieni accesi i dispositivi tecnologici solo quando li stai effettivamente usando, altrimenti spegnili subito, non lasciarli in modalità stand-by.
  82. In casa, usa principalmente luci al LED, che consumano il 90 percento di elettricità in meno delle lampadine a incandescenza e durano 25 volte più a lungo.
  83. Inizia a usare l’app To good to go, che ti permette di ritirare il cibo avanzato da ristoranti e bar a prezzi davvero bassi, ma sempre di ottima qualità.
  84. Non buttare, aggiusta! Se non sai come si fa, Pinterest è una risorsa essenziale dove trovare diagrammi illustrati e idee.
  85. Pinterest non serve solo per riparare, ma anche creare. Dai un'occhiata a questa dashboard, ad esempio.
  86. Anche sul caro, vecchio Facebook—specialmente nei gruppi—si trovano vere chicche: chi ha bisogno di un trapano nuovo quando c’è qualcuno là fuori che lo vuole regalare pur di sbarazzarsene?
  87. Se il tuo posto di lavoro lo permette, organizza un mercatino di scambio durante il cambio di stagione: ognuno porta 5 capi che non usa più e li baratta con gli indumenti donati dagli altri colleghi.
  88. Oppure fallo con i tuoi amici e le tue amiche.
  89. Leggi questo grazioso articolo dei nostri colleghi di VICE Italia.
  90. E già che ci sei, leggi anche questa guida del The Guardian.
  91. Segui, leggi, commenta e partecipa alle attività di Fridays For Future in Italia. Qui trovi il loro sito.
  92. Se ordini cibo d’asporto, specifica di non volere posate, tovaglioli e salse.
  93. E se ogni mese, per un anno, ti dessi un micro obiettivo per ridurre i tuoi sprechi?
  94. Sciopera per il clima.
  95. E dopo aver scioperato, ecco cos’altro puoi fare.
  96. Ricorda che il tuo apporto non è che infinitesimale e statisticamente irrilevante quando si tratta di cambiamento climatico. Quindi non sentirti in colpa se non puoi risolvere tutti i problemi del mondo (anche se non vuol dire che puoi fregartene del mondo intorno a te).
  97. Di conseguenza, la cosa migliore che puoi fare è continuare a esercitare pressione su governi e aziende perché stipulino leggi e regolamenti a tutela dell’ambiente.
  98. E, ovviamente, boicottare chi ancora si ostina a non essere ecosostenibile nel 2020.
  99. Infine, un vademecum per capire se una crema è eco: verificare nell’etichetta che non siano presenti Petrolati (Petrolatum, Petrolatum liquidum, Mineral oil, Paraffina, Paraffinum liquidum, Vaselina, Cera microcristallina o Microcrystalline Wax), Parabeni (Imidazolidinyl urea e Diazolidinyl urea (cessori di formaldeide); Methylchloroisothiazolinone; Methylisothiazolinone; Formaldheyde; DMDM hydantoin; Benzylhemiforma, 2-bromo, 2-nitropropane; 1,3-diol, 5-bromo, 5-nitro, 1,3-dioxane; methyldibromo glutaronitrile; sodium hydroxymethylglycinate), Siliconi (Amodimethicone; Dimethicone; Dimethiconol; Cyclomethicone; Ciclopentasiloxane; Trimethylsiloxysilicate; Altri ingredienti dalla composizione simile terminanti con -thicone; -xiloxane; -silanoil); la presenza di Alcool è okay solo se è alla fine dell’INCI e se sono “alcool buoni”, ovvero: Benzyl Alcohol, alcool etilico naturale o alcool alimentare biologico o alcohol denat, Behenyl Alcohol, Cetearyl Alcohol, Cetyl Alcohol, Lanolin Alcohol, Stearyl Alcohol) e verificare che ci sia la dicitura “LAV - Dalla parte degli animali” (cruelty free controllate da ICEA) → reference.
  100. Ci sono un sacco di cose da fare, come abbiamo visto, per contribuire alla salvaguardia della Terra. La più importante, forse, è la costanza: cerca di portare avanti con regolarità le tue nuove azioni, finché non diventeranno abitudini. Non mollare, semplicemente.

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Crediti

Illustrazione di Alessandra Marianelli/Luchadora

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