Kamixlo è la prova vivente che la nicchia emo esiste ancora

Hardcore, rap, pop, reggae: schiacciate play e preparatevi per un trip lisergico.

di Benedetta Pini
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02 ottobre 2020, 1:44pm

Prendete il meglio di reggaeton, bachata e cumbia, il rap di livello di Fred Durst e Lil B, la follia di Rob Zombie, Hatechild, Estoc e Swan Meat, la presa male emo/hardcore di Skrillex e la forza dirompente dell’ariete per eccellenza Lady Gaga. Le conseguenze potrebbero essere due: o vi esploderà il cervello, o si aprirà un varco temporale che vi porterà in un trip lisergico. Ecco, tutto questo è Kamixlo. Musicista, DJ e producer inglese, per la precisione di Brixton, affonda le sue radici in Cile, da dove proviene tutta la sua famiglia e di cui la sua musica è intrisa.

Dato che passa più tempo a guardare il wrestling e giocare alla play che a fare musica, cercando l’ispirazione in storie—sue o di chi gli sta intorno—particolarmente intense, l’album che sta per uscire contiene praticamente tutto quello che ha fatto dall’inizio della sua carriera. In attesa che Cicatriz sia fuori per l’etichetta berlinese PAN il 30 ottobre, l’abbiamo chiamato per farci raccontare cosa sta facendo in questo periodo e come l’album abbia preso forma durante il lockdown. Consiglio di ascolto durante la lettura: il suo singolo, Sick.

Ciao! Cosa stavi facendo prima di questa intervista? E cosa farai dopo?
Hey! Ero immerso in un loop di video dei Paramore su YouTube e poi giocherò a Dark Souls con la mia PS4.

Com’è nato il tuo nome d’arte?
Prima era Kami Lo, ma suonava un po' strano, così ho aggiunto la “X” per renderlo più carino—anche se in ogni caso non si pronuncia.

Qual è il tuo background artistico e personale?
Ho imparato da piccolo a suonare la chitarra e il piano, insieme a mio nonno. Non ero granché bravo, così sono passato al basso e alla batteria, con cui mi sentivo molto più a mio agio. Ho avviato decine di progetti con mio fratello—da roba noisy a power violence, anche un progetto hardcore acustico da solo—, finché non ho scoperto la produzione. Ed è successo in modo del tutto casuale: un giorno mi annoiavo e ho trovato per casa un cd rom con un software per producer—ancora oggi non so di chi fosse, sicuramente non mio. Così l’ho scaricato, ci ho smanettato per giorni e mi ci sono immerso completamente. Le mie conoscenze di produzione non sono così avanzate neanche oggi, ma mi diverto. È quando non sai cosa stai facendo che saltano fuori le idee più interessanti.

Dove sei cresciuto e com’è stato?
Sono cresciuto a Brixton, Londra Sud. La amo, come città è fantastica. Ma viverci è stato sia positivo che negativo. Sono stato per lo più da solo, chiuso nella mia cameretta, uscivo solo con mio fratello e scoprivo nuova musica tramite internet. Diciamo che non ho avuto un’infanzia molto sociale.

Le tue radici cilene influenzano la tua musica?
Sono cresciuto a Londra ma la mia famiglia è di cileni super orgogliosi. Mio nonno era un attivista comunista, è dovuto scappare dal Cile negli anni ‘70 per le persecuzioni di Pinochet. È una storia assurda. Sono cresciuto immerso nelle mie radici cilene, sono parte della mia esistenza e per questo saranno sempre parte della mia musica in qualche modo.

Da dove trai ispirazione?
Traggo ispirazione da ricordi particolarmente dolci o traumatici, o anche guardando il wrestling o i film. Per realizzare qualcosa devo trovarmi nello stato mentale giusto, e poi ho bisogno di tempo per lavorarci su; l’ispirazione è un passaggio molto complesso per me, per questo non creo una grande quantità di musica. La tracce di Cicatriz sono praticamente tutta la mia produzione.

Qual è il featuring dei tuoi sogni?
Non penso molto ai featuring, ma sarebbe un sogno lavorare con Lady Gaga. È l’unica per me. Non so quanto potrebbe uscire una canzone di qualità, ma non mi importa. Mi piacerebbe collaborare anche con Fred Durst, Lil B o Rob Zombie, sarebbe divertente.

A parte la musica, hai altre passioni? In che modo si intersecano tra loro?
Il wrestling professionista è la mia altra grande passione. Trascorro la maggior parte del tempo a guardare incontri o a leggere materiale sull’argomento, probabilmente più di quanto ne passi a fare musica. Molti dei temi delle mie canzoni arrivano dal wrestling, The Burning Hammer Bop prende il nome da una mossa di wrestling—guardatevela su YouTube, è assurda! Se guardi nella mia discografia, è pieno di reference al wrestling, per esempio Lariat, SPLXCITY e Golden Trigger.

Quanto influisce Instagram sulla tua comunicazione, la tua narrazione e la tua personalità artistica?
Non sono molto una persona da Instagram. Lo uso per promuovere i miei lavori e postare stories stupide, ma non vado oltre a quello. I social media mi mettono ansia.

3 artisti locali e sconosciuti che dovremmo ascoltare?
Vi dico 3 artisti che non sono locali e non sono sconosciuti, ma credo che più persone dovrebbero ascoltarli:
Swan Meat: ogni volta che droppa qualcosa mi esplode il cervello, è la cosa più interessante e divertente che abbia mai sentito.
Estoc: fa i migliori edit di sempre, ma anche i suoi pezzi originali spaccano. Se avete mai sentito uno dei miei dj set, ci sono sempre almeno 2 o 3 sue tracce.
Hatechild: è il mio dj preferito di sempre. Abbiamo suonato dei b2b a Londra venerdì 13, appena prima che la città fosse messa sotto lockdown, onestamente non avrei potuto desiderare nessuno di migliore con cui suonare.

Se potessi andare a cena con 3 persone famose (vive o morte), chi sarebbero e perché? E dove le porteresti?
Skrillex: lo amo. Non mi piacciono molto le sue ultime canzoni, ma la storia dell’emo boy che diventa un dj famoso in tutto il mondo è assurda. Ero un grande fan della sua vecchia band, i From First To Last, molti loro brani sono stati cruciali nella mia adolescenza.
Lil B: l’ho incontrato brevemente qualche anno fa, dopo uno dei suoi concerti a Londra, ed è stato adorabile. Il suo stile di vita solido e positivo è ammirevole. Non sono aggiornatissimo su quello che sta facendo adesso, ma il ritmo con cui all’epoca buttava fuori nuova musica era incredibile. È sicuramente un rivoluzionario.
Lady Gaga: perché sì.
Li porterei tutti al Morleys di Brixton.

Come ti vedi tra 10 anni?
Morto, probabilmente.

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Crediti

Testo di Benedetta Pini
Fotografia di Nile HQ (@kemitstry) and Elliot Denman (@elliotdenman)
Art Direction di Nile HQ
Stage design di Nile HQ and Marina Moro (@lil.mew)

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