C'è un brand di gioielli che riporta in vita lo spirito naïf degli anni '80

Un mix coloratissimo ed esplosivo di influenze dal passato, inclusi tutti quei giocattoli della nostra infanzia che non esistono più—tra Sailor Moon, Polly Pocket e sorprese delle patatine.

di Giorgia Imbrenda
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26 febbraio 2021, 1:00pm

Rebel Label è la rubrica di i-D che incontra, intervista e qualche volta fotografa i brand emergenti (e non) in Italia. Oggi è il turno di Danslesrues, il brand fondato da Martina Mancini nel 2017 per poi accogliere Giorgio Ciccone nell’anno più strano della storia recente.

Proprio nella primavera del 2020, in pieno lockdown, i due si sono conosciuti e hanno deciso di lavorare insieme. Giorgio ha portato a Danslesrues una visione nuova, rivisitando insieme a Martina l’identità iniziale del brand per dare vita a gioielli ricchi di colore, spensieratezza, allegria e un pizzico di nostalgia verso la nostra infanzia ormai perduta. L’esito sono gioielli semplici ma ricchi di forza espressiva, gioielli a forma di cuore che riprendono tutti i colori dell’arcobaleno e donano a chi li indossa una parentesi di leggerezza.

Incuriosite da tutto questo, abbiamo deciso di intervistare Martina e Giorgio per farci raccontare direttamente da loro Danslesrues.

rebel label interviste di moda Danslesrues

Ciao! Raccontateci un po' di voi e di come vi siete conosciuti.
Martina: Ciao! Io vivo e lavoro Vastò, dove gestisco la mia agenzia di comunicazione in ambito digital e offline. Ho conosciuto Giorgio per puro caso su Instagram durante il lockdown della primavera del 2020. Il brand esisteva già dal 2017, ma con l’entrata di Giorgia ha assunto una nuova identità.
Giorgio: Ciao! Vivo a Milano ormai da undici anni, dove disegno capsule per brand di moda. Per Danslesrues mi occupo della direzione artistica video e digitale.

Come vi siete avvicinati al mondo della gioielleria? 
Martina:
È una nostra passione comune, ma che assume declinazioni diverse per ciascuno di noi. Per quanto mi riguarda, ho sempre amato il mondo della gioielleria e realizzato dei modelli sin dall’adolescenza.
Giorgio: Anche io sempre stato un appassionato di gioielleria, ma più come collezionista, soprattutto di bijoux anni ‘80 e ‘90.

Qual è la storia dietro al nome del vostro brand?
Tutto nasce dal modo in cui traiamo ispirazione per le nostre creazioni. Amiamo trascorrere ore tra la gente, osservarne i movimenti, le gestualità e le necessità estetiche per lasciarci ispirare direttamente da ciò che succede per strada e nelle piazze. A questo uniamo la nostra passione per la Francia e il suo mood malinconico: da qui la scelta della lingua.

Quali sono le reference delle vostre creazioni?
Martina:
Sono le pietre stesse, con la loro luce e costruzione.
Giorgio: Il mio passato, i miei giocattoli e gli oggetti a me più cari. 

La visual identitiy del vostro marchio è caratterizzata da cuori con una forma molto particolare. Che storia c’è dietro?
La forma del cuore è stata la prima che abbiamo scelto, ma presto ne sveleremo tante altre. Ognuna vuole simboleggiare un aspetto diverso del concetto concreto, reale di umanità; un concetto che questo momento storico ha fatto emergere più che mai.

Il cuore nello specifico simboleggia l’amore, l’importanza di amarsi e di essere amati. Per realizzarlo ci siamo ispirati a un vecchio anello da cui Giorgio non si separa mai, fondendolo con una spilla di Sailor Moon, l’immaginario di Polly Pocket, gli anelli giocattolo e le sorprese delle patatine. Non siamo sicuramente i primi a farle un anello a cuore, ma ciò che lo rende speciale è il mix di sensazioni che genera. 

Nell’ultimo periodo avete creato un progetto insieme a unghiedellamadonna, come si è sviluppata questa collaborazione? E, in generale, come vedete le connessioni che si creano tra realtà diverse all’interno del settore moda?
La collaborazione è nata in maniera del tutto spontanea, Giorgio la conosceva da tempo e conosceva bene il suo lavoro. Isa è un’artista talentuosa, creativa e molto concreta, che con la sua visione ha stravolto il mondo della nail art in Italia.

Ora abbiamo selezionato diversi brand, realtà e figure con cui vorremmo collaborare nel corso dell’anno, in maniera spontanea ed empatica legandoci a persone a cui siamo legati da una stima reciproca e da valori comuni.

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Quanto contano per voi l'artigianalità e il Made in Italy?
Il Made in Italy è un grande valore del nostro paese, e andrebbe sfruttato a pieno. Le nostre leghe metalliche vengono realizzate a Vicenza e affidate a un artigiano della città; ci piace molto collaborare con piccole realtà, creare un’atmosfera conviviale e famigliare. Per questo riusciamo a seguire la produzione interamente, dalla creazione degli stampi alla laccatura.

Come avete sviluppato la comunicazione del brand?
L’abbiamo costruita in modo totalmente spontaneo. Siamo sempre stati affascinati dalla grafica e dalla comunicazione, e se il Covid ci ha bloccato a livello di shooting o campagne, ci ha permesso di rallentare il ritmo, fermarci a pensare al nostro progetto e trovare una chiave di lettura personale del modo in cui vogliamo comunicarlo.

Il nostro intento è quello di realizzare prodotti destinati a tutt*, che chiunque possa indossare sentendosi bene con sé e a proprio agio. Per questo abbiamo scelto di adottare una comunicazione senza volti o personalità di riferimento, unita a grafiche giocose, che rendono il prodotto funny e catchy.

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Quanto è fondamentale Instagram nella promozione di un brand emergente come il vostro?
Usiamo il profilo Instagram di Danslesrues per comunicare le informazioni su ciò che sta faendo il brand, come i restock, le collaborazioni e i lanci; mentre le ispirazioni, i work in progress e qualche spoiler rimangono sul profilo di Giorgio.

Più che Instagram, però, riteniamo fondamentale per un brand come il nostro il digital in generale. Il nostro lavoro si basa quasi esclusivamente su questo, e ci ha aiutati tantissimo.

Cosa c'è nel futuro del vostro brand? E dove ti vedete tra 5 anni?
Nelle prossime settimane si inizierà a capire un po’ di più l’identità di Danslesrues: sveleremo altre forme nei design, ma anche altri prodotti e collaborazioni.

Tra cinque anni non abbiamo la più pallida idea di dove saremo, ma sappiamo cosa vorremmo che diventi Danslesrues: non un brand di gioielli ma uno stile di vita dreamy e funny, leggero ma mai frivolo, e con un sottofondo glamour. Vorremmo inoltre iniziare a collaborare con realtà che si occupano di beneficienza e aiuti umanitari, due concetti che sono alla base della nostra educazione e cultura.

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Crediti

Testo di Giorgia Imbrenda
Immagini su gentile concessione di Danslesrues

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