Com’è cambiato il concetto di jeans nel 2020?

È il capo-simbolo del nostro armadio, ma (come tutto il resto) negli ultimi mesi ha subito una rivoluzione. Abbiamo provato a rispondere alla domanda insieme a Ports 1961 e R13, freschi di collaborazione proprio nel mondo del denim.

di In collaborazione con Ports 1961
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03 settembre 2020, 1:00pm

Definire questo 2020 un anno turbolento sarebbe un eufemismo. Ma, come ogni momento di crisi, sta portando con sé una carica di rinnovamento da cui trarre spunti di riflessione positivi, che si candidano a essere il perno attorno a cui ricostruire noi, la nostra individualità e la nostra società. Un concetto in particolare ci ha fatto riflettere: quello di comfort zone e. Comfort zone può essere un luogo, uno stato mentale, una persona e anche un capo di abbigliamento. Tutti elementi delle nostre vite che la pandemia ha messo in qualche modo in crisi, facendoceli riconsiderare dalle fondamenta. Cosa intendiamo per comfort zone? Quella che ci siamo creati ci permette davvero di instaurare un rapporto onesto con la nostra interiorità? È un rifugio sicuro o una grotta limitante?

Anche solo decidere quando uscire di casa, dove andare, con chi e cosa indossare è diventato qualcosa di completamente diverso, per certi versi più sfidante e creativo. Noi di i-D Italy, ad esempio, abbiamo riflettuto molto su come è cambiato il modo di vestirsi e di concepire gli outfit post-lockdown, e ci siamo resi conto che quando le uscite sono limitate la creatività nella creazione dei look non fa che aumentare: le occasioni di sfoggiarli sono poche, quindi diamo il meglio di noi mettendoli insieme. Ed ecco che anche i capi che ci accompagnano da sempre assumono nuova rilevanza. Finalmente, vediamo anche il quotidiano sotto una luce diversa: ciò che quegli oggetti comunicano cambia, perché cambia il modo in cui noi li vediamo, li indossiamo e li abbiniamo.

Ports 1961 x R13

Ma c’è un tessuto in particolare che ha la capacità di portare direttamente su di sé i segni delle nostre esperienze, pre o post lockdown poco importa: il denim. Che siano un paio di pantaloni, una giacca o una camicia di jeans, c’è almeno un modello che ci accompagna da sempre (o quasi), e che nonostante gli infiniti cambi di armadio, casa e magari partner è sempre rimasto lì, sopravvivendo alle piccole rivoluzioni della nostra vita. Forse a ricordarci chi eravamo e quanto siamo cambiati, forse come comfort zone in cui avvolgerci, o forse ancora come capo che ci dà la forza di essere chi siamo, di sapere cosa vogliamo e di andare a prendercelo.

Per ciascuna persona il jeans assume un valore simbolico diverso, ma anche una foggia diversa, pur mantenendo sempre una linea semplice e sobria. Per questo abbiamo deciso di unire le forze con Ports 1961, che ha fatto del minimalismo il proprio marchio di fabbrica, e R13, punto di riferimento iconico della cultura denim, selezionando quattro modelle con cui riflettere sul concetto di stile e di creatività, sulla loro visione del jeans e sul loro rapporto con i trend contemporanei. Lo abbiamo fatto in occasione dell’uscita della capsule PORTS 1961 x R13, che presenta una serie di denim classici rielaborati con piglio moderno, basati su un taglio vintage anni ‘70 ed evidentemente ispirati all’iconico stile parigino di Jane Birkin.

Ports 1961 x R13

Micaela, 22 anni, modella

Come descriveresti il tuo stile?
Credo sia molto street e informale, sempre con le sneaker e mai con i tacchi. Di fatto, se non sono sicura al 100% del mio outfit non esco di casa.

Qual è il tuo primo ricordo legato ai jeans?
Mia mamma è sempre stata una fan del denim, ricordo benissimo i pantaloni e la giacca di jeans che indossava. È un tessuto davvero cool, e lo indosso anche ora--ovviamente.

Qual è il gesto più creativo che hai fatto di recente?
L’altro giorno ho postato sui miei social un video in cui canto. Mi ha fatto sentire molto bene condividerlo.

Qual è la canzone che ascolti in loop in questo periodo?
Cold War di Cautious Clay.

Se potessi scegliere tre persone con cui andare a cena, chi sceglieresti?
Credo sarebbe molto divertente andare a cena con Justin Roiland, l’attore che doppia Rick e Morty. Anche George Clooney, perché mia madre vorrebbe tantissimo conoscerlo quindi cederei questa occasione s lei.

Chi sono gli artisti che ti hanno sempre ispirato?
Anderson Paak per la voce pazzesca, la capacità di suonare il pianoforte e la batteria. Fa sembrare tutto così facile. Jorja Smith è un modello femminile per me, il modo in cui canta è davvero potente e i suoi testi riescono sempre a ispirarmi. Infine direi Childish Gambino. Lui è semplicemente su un altro livello.

Il trend che ti penti di aver seguito?
Ho usato le Crocs quando ero più piccola, senza rendermi conto di quello che stavo facendo. Ora ho capito che non c’entrano proprio niente col mio stile.

Ports 1961 x R13

Camila Blasich, 24 anni, modella

Come descriveresti il tuo stile?
Non sento di avere un vero e proprio stile. Mi piace giocare con i capi seguendo il mio flow. Ma se dovessi descrivere i miei outfit direi: smartstreet.

Qual è il tuo primo ricordo legato ai jeans?
Il mio primo ricordo legato ai jeans riguarda mia mamma. Ho sempre amato il suo stile, molto anni ‘80. Da quel momento mi sono innamorata dei pantaloni a vita alta.

Qual è il gesto più creativo che hai fatto di recente?
Mi dedico continuamente ad attività in cui riversare la mia creatività, come arte, fotografia e musica. Per me è un modo per godermi il tempo libero e rilassarmi. Proprio 4 mesi fa ho iniziato a produrre musica techno!

Qual è la canzone che ascolti in loop in questo periodo?
Ovunque vada la musica mi segue sempre. Ma c’è una canzone che, da quando l’ho conosciuta, non ho più smesso di metterla ogni mattina quando mi sveglio: Hey Mama di Musumeci.

Se potessi scegliere tre persone con cui andare a cena, chi sceglieresti?
Direi Stephen Hawking, Audrey Hepburn e Jim Carrey. Con loro adorerei uscire a cena e parlare tutta la sera.

3 artisti che ti hanno sempre ispirato?
Avril Lavigne, che da quando ero bambina mi ispira a fare musica, ed è grazie a lei che ho deciso di imparare a suonare la chitarra. Gisele Bündchen, che sarà un cliché ma mi guida nel mio percorso da modella e nell’essere una persona migliore. Infine mia mamma, che non è un’artista ma è una persona che c’è sempre per me.

Il trend che ti penti di aver seguito?
In Brasile era scoppiato questo trend chiamato “emo colored” o “emo coloridos” in portoghese, nato da una band locale chiamata Restart: lo stile si basa sull’uso di vestiti dai colori fluo, scarpe incluse. Erano tempi bizzarri.

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Deimantė, 22 anni, modella

Come descriveresti il tuo stile?
Mi piacciono i colori pastello e i vestiti vintage. Il mio stile dipende dal mio mood e dal periodo dell’anno.

Qual è il tuo primo ricordo legato ai jeans?
Durante l’infanzia ricordo che mia sorella indossava sempre giacca e pantaloni di jeans.

Qual è il gesto più creativo che hai fatto di recente?
Ho scattato delle foto di Milano per mostrare ai miei follower su Instagram quanto sia bella.

Qual è la canzone che ascolti in loop in questo periodo?
Watermelon Sugar di Harry Styles.

Se potessi scegliere tre persone con cui andare a cena, chi sceglieresti?
Direi Harry Styles, Jensen Ackles e Zayn Malik.

Tre artisti che ti hanno sempre ispirato?
Donatella Versace, Billie Eilish e Cara Delevingne.

Il trend che ti penti di aver seguito?
Il mio obiettivo è quello di non avere rimpianti perché ogni cosa che ho fatto mi ha resa ciò che sono oggi.

Ports 1961 x R13

Aminata, 23 anni, modella e stylist

Come descriveresti il tuo stile?
Definirei il mio stile afro-elegante: mi piace mischiare brand di moda, specialmente mono o bi- color, con un piccolo tocco o qualche piccolo dettaglio di texture africane colorate.

Qual è il tuo primo ricordo legato ai jeans?
Risale a cinque anni fa. Avevo 18 anni quando ho trovato un jeans palazzo pants levis in un mercato vintage, e mi è rimasto nel cuore. Da lì è nato l’amore per i jeans palazzo a vita alta, e ancora oggi se ne vedo uno mi viene subito in mente il primo che comprai.

Qual è il gesto più creativo che hai fatto di recente?
Ho realizzato un vestito usando come base una t-shirt ecologica in tessuto colorato africano come patchwork e che si apre come un ombrellone con il vento. Questo progetto mi ha aperto la strada verso mille altre idee creative, che dopo le vacanze inizierò a realizzare.

Qual è la canzone che ascolti in loop in questo periodo?
Malaika di Miriam Makeba, una canzone del 1972. Il titolo significa “angelo”: è una canzone dolce e armoniosa che racconta di un ragazzo che canta per la sua compagna e le chiede di sposarlo.

Se potessi scegliere tre persone con cui andare a cena, chi sceglieresti?
Mio marito, che è la mia persona preferita, il mio migliore amico, mi è sempre stato vicino, sostenendomi tantissimo nei miei progetti personali ed è anche mio socio per il brand d’abbigliamento. Poi mia madre e mia suocera, che sono le due donne della mia vita, mi hanno sempre aiutata, ascoltata e coccolata.

Tre artisti che ti hanno sempre ispirato?
Withney Houston, che sarà sempre una leggenda per me. Poi Beyoncé. Lo confesso, sono una #yoncegirl: il suo modo di essere creativa, di emanare good vibe, di sapersi sempre rinnovare vengono prima della sua musica per me. Infine Madonna. Ammetto che non ho mai ascoltato molto la sua musica, ma mi piaciono il suo stile, la sua personalità, i movimenti, i suoi video, i colori.

Il trend che ti penti di aver seguito?
Quello di usare parrucche o pettinature che non esaltassero il mio naturale capello afro, ma al contrario lo mortificavano per seguire le tendenze occidentali. Non ho niente contro chi utilizza questi tagli, ma dopo un’attenta riflessione ho capito che mi sento più a mio agio con i miei capelli naturali, valorizzando il mio essere nera e smettendo di seguire canoni di bellezza o di eleganza esterni.

La capsule “PORTS 1961 x R13” è disponibile per l'acquisto dal 26 agosto 2020 nei negozi PORTS 1961 di tutto il mondo e su www.ports.1961.com

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Ports 1961 x R13
Ports 1961 x R13
Ports 1961 x R13

Crediti

Testo: Benedetta Pini
Fotografia: Parinya Wongwannawat
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Executive Producer: Rosario Rex Di Salvo
Casting: Konet Creative
Stylist: Giorgia Imbrenda
Junior Art Director: Maria Laura Buoninfante
Make Up Artist & Hair Stylist: Silvia Sidoli
Senior Project Manager: Valentina Curti
Project Coordinator: Benedetta Borioni
Producer Assistants: Luca Barbagallo

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