Non sai come combattere in prima persona il razzismo? Ecco qualche idea.

Abbiamo bisogno di fatti, non solo di repost.

di Athian Akec
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01 giugno 2020, 12:14pm

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK, ma stiamo lavorando a una lista di associazioni benefiche, organizzazioni no profit e persone che hanno messo in piedi raccolte fondi per la lotta al razzismo in Italia. Ne conosci una, o più? Segnalacela via email a it.editorial@i-d.co

Essere neri in questo momento è doloroso. Siamo una comunità continuamente in lutto. Il brutale omicidio di George Floyd, avvenuto poche settimane dopo l'uccisione di Ahmaud Arbert, è l’ennesimo esempio delle letali conseguenze del suprematismo bianco. I video di queste due tragedie, che abbiamo visto ricondivisi ovunque tra social media e TV, ne sono la testimonianza più diretta. In qualità di persone nere, le nostre vite sono fragili. Viviamo in un mondo che non rispetta il nostro diritto a respirare, vivere e sentirci al sicuro nel nostro paese.

Anche se sembra illogico, una parte chiave nell’affrontare il problema è costituita dal non condividere le violente immagini di questi omicidi, perché svalutano le nostre vite, normalizzano le nostre morti e danneggiano la nostra salute mentale. In ogni fotogramma vediamo le vite dei nostri fratelli e delle nostre sorelle spegnersi a causa di un odio omicida. Ci riempiamo di angoscia, dolore e una sofferenza indescrivibile. Prima di condividerli, chiedetevi: “In che modo la mia azione può aiutare chi tutti i giorni vive sulla sua pelle le conseguenze del razzismo sistemico? E chi ferirò invece condividendo queste immagini o video?” E poi, invece, provate ad affrontare le ragioni che stanno alla base di tutto questo. Andate alla radice del problema.

Non ripeteremo mai abbastanza che dobbiamo insistere. Se non lo facciamo, uomini e donne afroamericani che oggi sono vivi, respirano e hanno speranza, verranno brutalmente assassinati da una nuova ondata di odio omicida. Non è una questione di individui, ma di sistema. Viviamo in una società che svaluta le vite dei neri, normalizza le loro morti e la loro sofferenza, fallendo costantemente nel proteggerci da coloro che ci desiderano morti. Mi addolora pensare a quale di noi sarà la prossima vittima, a tutte le madri e tutti i padri neri che non vedranno i loro figli crescere, a tutti gli adolescenti che non realizzeranno i loro sogni, a tutti coloro che non vivranno per vedere un altro giorno per via della loro pelle.

Dobbiamo fare rumore per assicurarci che le nostre proteste avranno conseguenze politiche, economiche e sociali. Le nostre voci devono superare per intensità e numero quelle di chi è complice del sistema suprematista che ha portato alla morte di George Floyd. Gli ufficiali di polizia che hanno tolto la vita ad afroamericani disarmati devono essere accusati di omicidio e incarcerati; lo stesso vale per i loro colleghi che erano lì presenti e non sono intervenuti. Le aziende che sfruttano il lavoro dei neri nelle carceri devono essere boicottate in massa. I sindaci, i senatori e i presidenti che non prendono sul serio la questione razziale devono essere rimossi dai loro incarichi.

Ma cosa significa tutto questo in senso pratico? Significa ad esempio che tutti quelli come Amy Cooper, cioè tutti quelli che chiamano la polizia quando vogliono minacciare un nero, devono avere paura di perdere il proprio lavoro per le loro azioni.

Significa che se un poliziotto uccide un afroamericano disarmato deve poi affrontare la giustizia. Significa che i politici come la senatrice del Minnesota Amy Klobuchar--procuratore di stato tra il 1999 e il 2007 che ha rifiutato di sporgere denuncia contro diversi ufficiali accusati di abuso di potere, incluso Dereak Chauvin, il poliziotto che ha ucciso Floyd-- non dovrebbe diventare la candidata alla vicepresidenza di Joe Biden.

Anche online si può fare molto: qualsiasi emozione abbiate provato guardando il video della morte di George Floyd, dovreste incanalarla ora in una qualche forma di attivismo. Iniziate donando al Minnesota Freedom Fund, che paga le cauzioni di chi non può permettersi di farlo, perché: “La cauzione in denaro è ingiusta e discrimina in base alla ricchezza del singolo, diventando uno strumento primario di un sistema giudiziario che prende di mira intere comunità, creando violenza strutturale. Le persone di colore e gli immigrati subiscono più arresti, pene più severe e disparità nelle cauzioni in confronto ai cittadini bianchi."

Firmate la petizione di Reclaim the Block e donate per far sì che Minneapolis investa in: “Prevenzione della violenza, alloggi, risorse per i giovani e team di risposta all’emergenza della salute mentale.

Donate al Fondo in Memoria di George Floyd, creato dal fratello di George per: "Coprire le spese del funerale e della sepoltura, per le consulenze psicologiche e per lutto, per tutte le questioni legali e per assistere la nostra famiglia nei prossimi giorni, mentre continuiamo a cercare giustizia per George," come si legge su gofundme. Questi sono piccoli gesti in rete, ma possono aiutare a creare un vero cambiamento.

Alla mia generazione dico: lasciateci guidare questo cambiamento, lasciateci spingere i più anziani a cambiare il modo in cui pensano e votano. Lo dobbiamo a coloro che hanno combattuto per i nostri diritti prima di noi e a coloro che verranno dopo di noi. Dobbiamo sconfiggere il suprematismo bianco ovunque lo troviamo, tra le forze di polizia, nel nostro sistema politico o nelle prigioni, oltre che nelle nostre comunità. La brutalità della polizia contro gli afroamericani deve smettere di esistere ed essere ricordata attraverso i libri di storia. Se falliamo nel farlo, il dolore e la sofferenza di individui, comunità e famiglie continuerà.

Potete donare alle seguenti campagne per il Minnesota:

Il Minnesota Freedom Fund si occupa di tutelare i neri incarcerati nel paese, perché: “Le persone di colore e gli immigrati subiscono più arresti, vengono giudicati con pene più severe e ottengono cauzioni più alte rispetto ai cittadini bianchi”.

Reclaim the Block è un'iniziativa comunitaria che lotta per far sì che: "La comunità di Minneapolis e il consiglio cittadino spostino fondi dai dipartimenti di polizia" verso progetti più costruttivi.

Il George Floyd Memorial Fund, organizzato dal fratello di George Floyd, Philonise, per sostenere le spese legate alla sua morte e al processo.

Qui trovate una lista più completa di associazioni, persone e organizzazioni no profit che raccolgono donazioni per attività di lotta al razzismo, nazionali e internazionali..

Black Visions Collective è il fondo creato da un'associazione benefica composta da membri della comunità nera LGBTQ+ del Minnesota che si dà come obiettivo quello di "costruire nuovi leader politici neri."

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