Il 2021 è l'anno delle "bimbo"

Per decenni, "bimbo" è stato un epiteto diffamatorio e sminuente. Ma ora la Gen Z ha deciso di riappropriarsi di questo termine.

di Roisin Lanigan
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29 gennaio 2021, 12:21pm

Torniamo per un momento nel 2007. Motorola Razrs, tute Juicy Couture e abbronzatura spray erano irrinunciabili. Nuts esisteva ancora. Tutti postavano ancora su Facebook. I reality show ci sembravano innovazione pura e sfornavano nuove celebrità a ogni edizione. Ma il 2007 era anche l’anno, secondo un articolo del New York Post, delle bimbo.

La bimbo per antonomasia è stata Paris Hilton, ma il tabloid aveva stilato una crudele lista delle bimbo più famose del 2007, tra cui Amy Winehouse, Jamie-Lynn Spears, Britney, Mischa Barton e Anna Nicole Smith. Tirando le somme di quell’anno, il New York Post ha scritto: “Anche se morto, incarcerato, pelato, incinta o disoccupato […], possiamo dire che l’anno appena passato è stato giovane, folle e fuori controllo.”

Questo, per molto tempo, è stato il modo in cui il mondo ha inteso la parola e il concetto di bimbo: un termine usato per spogliare giovani donne della loro umanità e presenza, che associava la promiscuità alla depravazione e alla poca intelligenza. Funzionava anche come termine per far riferimento a problemi di salute mentale (Britney Spears e Mischa Barton hanno entrambe sperimentato dei breakdown psicologici ed emotivi durante quegli anni, mentre Amy Winehouse e Lindsay Lohan hanno avuto seri problemi di abuso di sostanze). Negli anni ‘00, ma anche negli anni ‘90, quando il termine è entrato nel reame della politica per via del caso Monica Lewinsky, il contraccolpo sull’identità delle cosiddette bimbo è stato piuttosto intenso.

Il concetto di bimbo sminuiva le celebrità che hanno dato forma alla cultura degli anni ‘00, associando apparenze e promiscuità, costumi e salute mentale.

Quello di bimbo era un concetto usato per sminuire alcune delle giovani donne che hanno dato forma alla cultura degli anni ‘00. Congiurava contro queste donne promulgando immagini di seni rifatti, capelli decolorati, vestiti succinti e trucco pesante, implicitamente associando a questi elementi una connotazione fortemente immorale. E queste connotazioni negative del termine sono ufficiali: sul Cambridge Dictionary, la bimbo viene definita come “una giovane donna considerata attraente, ma non intelligente.”

Da allora, hanno preso piede in tutto il mondo movimenti culturali decisivi, dalla cultura GirlBoss al movimento #MeToo, fenomeni che hanno portato il discorso femminista nella cultura mainstream come mai prima di allora era successo. E anche la politica è cambiata; da un centrismo tipico degli anni ‘90 e ‘00 al panorama frammentario di oggi, dove una generazione di giovani politicamente attivi sta spingendo verso una politica più progressista e inclusiva.

È forse inevitabile, allora, che negli ultimi anni si sia tornati a parlare della bimbo come di una figura femminista, trasgressiva e tendenzialmente di sinistra. Oggi il concetto si sta facendo sempre più strada nell’immaginario collettivo, e dato che viviamo nel 2021, tutto questo è accaduto per la maggior parte su TikTok. Video di bimboification, che sono iniziati ad apparire l’anno scorso, sono letteralmente esplosi durante la pandemia, e il bimboism è stato reinterpretato non come stereotipo misogino, ma come un nuovo tipo di mentalità, estetica e modo di vivere.


“Mi sono sempre identificata nella figura della bimbo, ma ho cominciato ad abbracciare questa estetica solamente dopo la recente ondata di TikTok,” afferma Hannah Foran, una ragazza di 23 anni di Bristol, Tennessee. Alcuni BimboToks ti insegnano “come essere una bimbo 101” (e includono dichiarazioni tipo “worship the girls, the gays and theys” e “minaccia e manipola vecchi sugar daddies''). Hannah Foran ora ha più di 56.000 follower sul suo profilo personale, dove posta con il nome di @parishiltonsleftitty su tutto ciò che concerne la moda bimbo e su com’è vivere da bimbo quando sei borderline. 

“La Gen Z ha ridefinito il significato della parola bimbo,” spiega Hannah. “Non è più una parolaccia con connotazioni negative, al contrario, è stata ristrutturata e slegata dal suo significato originario. La nuova bimbo è vista come una persona politicamente attiva con valori e ideali che si avvicinano molto a quelli di sinistra, e in questo senso la popolarità delle nuove bimbo è sicuramente calata nel contesto contemporaneo. Tutto ciò che sta accadendo oggigiorno ha spinto la Gen Z a riprendere un termine una volta estremamente denigratorio per ripulirlo, dandogli una nuova identità.” E ha ragione: mentre il bimboism era tradizionalmente legato al concetto di una femminilità tipicamente bianca, nel 2021 si sono allargati i parametri per chi vuole o intende essere una bimbo.

“Niente rende i misogini più furiosi del vedere donne che scelgono di essere sexy, apparire stupide ed essere tuttavia incredibilmente consapevoli di sé. Bimbo non è più un termine dispregiativo: oggi lo rivendichiamo per noi stessi."

Come conseguenza della nascita di un altro termine, l’himbo (da ‘him’ più ‘bimbo’), il dolce e affettuoso antidoto che ci voleva come controparte ai sadboi e incel che popolano la mascolinità moderna, la bimbo del 2021 non deve essere cis, bianca, bionda o nemmeno una donna per qualificarsi come membro di questo club inclusivo. Anzi, i bimbo del 2021 (conosciuti anche come thembo o nimbo) rendono l’himbo del 2020 alquanto obsoleto. I bimbo del 2021 si considerano tali senza dover rifarsi al contesto originale, e la diretta conseguenza di tutto questo è quella di sradicare totalmente il potere misogino che si era instaurato all’interno di un momento culturale estremamente influenzato dal contesto patriarcale.

"La definizione di bimbo si è espansa da quella legata alla stereotipata Valley Girl bionda,” afferma la ventiquattrenne newyorkese Meredith Suzuki (AKA @maeultra), un'altra bimbo di TikTok. “Chiunque, di qualsiasi razza, genere, orientamento sessuale, corporatura o stile estetico può essere una bimbo. In quanto persona queer di colore, invece di sentirmi esclusa dalla conversazione, ho voluto dare un esempio." Meredith spiega che i bimbo di oggi sono molto più interessati all'ideologia dell'essere sexy e di sentirsi tutt'uno con sé stessi, piuttosto che concentrarsi solamente ad apparire in un certo modo. "È potente e liberatorio sapere che sto costantemente sfidando le norme di genere e della società,” aggiunge. “Niente rende i misogini più furiosi di donne che scelgono di essere sexy, apparire stupide ed essere tuttavia incredibilmente consapevoli di sé. Bimbo non è più un termine dispregiativo, oggi lo rivendichiamo per noi stessi."

Mentre la comunità bimboification è esplosa su TikTok, la rinascita del bimbo stava già facendosi strada nella cultura collettiva da qualche anno. Il podcast You're Wrong About, lanciato per la prima volta nel 2018 ma esploso in popolarità durante il lockdown, cerca di rimediare i torti della storia e di gettare nuova luce su alcune delle bimbo più famose e diffamate, da Nicole Brown e Anna Nicole Smith, da Jessica Simpson a Monica Lewinsky.

Prima del 2021, il concetto di bimbo era già presente anche negli angoli di Internet di destra, dove meme offensivi (che sono stati poi sovvertiti dalle bimbo di TikTok) venivano quotidianamente creati da incel. Una particolare immagine virale di una donna che si trasforma da bimbo a topo di biblioteca è stata recentemente difesa dal suo creatore, che ha affermato che non era intesa come propaganda sessista, ma come fanart bimbo-fetish.

La figura del corpo tipicamente associato alle bimbo è infatti diventata sempre più presente nel porno e nei principali media per adulti, soprattutto negli ultimi anni. L'estetica Cock Destroyers è fortemente influenzata da quella bimbo, e su siti come PornHub e XHamster l'hashtag #bimbo raccoglie centinaia di migliaia di visualizzazioni. Un articolo del 2018 pubblicato su MEL afferma: "Il fetish bimbo è vivo e vegeto. Il termine, generalmente un peggiorativo, negli ultimi anni è stato trasformato da alcune donne in un’identità marginale.”

Da quando il pezzo è stato pubblicato, tuttavia, la bimboification del nostro mondo è progredita ulteriormente, e pensarla solo come un tipo di identità marginale o vederla attraverso una lente puramente sessuale e feticista significa ignorare il potere delle bimbo moderne. In effetti, sebbene l’estetica bimbo sia una reazione rispetto agli eventi senza precedenti che stiamo vivendo, non è, come ci si potrebbe aspettare a prima vista, un semplice rifiuto di questi tempi, piuttosto un modo di metabolizzare gli orrori quotidiani delle news e un modo per radicalizzare le nostre reazioni verso l'attualità. In breve, contrariamente a come potrebbe venir percepito, i bimbo moderni sono l'assoluto opposto dello stereotipo di menti vuote e frivole.

“I bimbo stanno sovvertendo l’idea neoliberista che i tratti iperfemminili non possano essere sinonimo di intelletto. Incarnano l'iperfemminilità e attraverso questa performance di genere sovvertono tutto ciò che è stato storicamente utilizzato per oggettivare e opprimere le donne.”

"Una bimbo è una persona che usa il potere radicale che deriva dal performare un’iperfemminilità, come forma di critica anticapitalista,” afferma Stephanie Deig, una ricercatrice PhD specializzata in filosofia femminista e studi di genere all'Università di Lucerna. “I bimbo stanno sovvertendo l’idea neoliberista che i tratti iperfemminili non possano essere sinonimo di intelletto. Incarnano l'iperfemminilità e attraverso questa performance di genere sovvertono tutto ciò che è stato storicamente utilizzato per oggettivare e opprimere le donne. Una bimbo è qualcuno che incarna la nozione di iperfemminilità in maniera radicale. Sovvertendo le aspettative, stanno rivendicando il potere di quella femminilità."

La ricerca di Stephanie è particolarmente focalizzata su TikTok come campo tendenzialmente intersezionale e di sinistra, un luogo per i bimbo della Gen Z per radicalizzarsi a vicenda, il tutto vestiti di rosa e mostrandosi in tutto il loro glam. "Ci sono così tante idee politiche radicali che circolano nelle nicchie di bimboification online,” afferma, attribuendo il collettivismo e l'intersezionalità del bimboismo della Gen Z come reazione alla generazione precedente del femminismo alla girlboss, che propone un tipo di potere femminile visto da con lo sguardo di un maschio capitalista.

"I bimbo di TikTok sono anticapitalisti e allo stesso tempo riconoscono attraverso questa estetica sfarzosa, che non puoi sfuggire completamente ai confini del capitalismo come fonte di piacere e oppressione,” spiega Stephanie. "Sono radicali, intersezionali. Hanno reso il femminismo molto più inclusivo di prima."

Il bimbo radicale e politicamente impegnato di oggi ha perfettamente senso quando ti rendi conto che, anche negli anni '90 e ‘00, la figura del bimbo era considerata intrinsecamente trasgressiva. Guardiamo indietro con orrore al sessismo dell'articolo The Year of the Bimbo, ma allo stesso tempo intendiamo le donne di cui parlava come delle figure trasgressive, esattamente quelle che la Gen Z intende celebrare. "Negli anni ‘00, essere bimbo significava che le donne potevano rifiutare una visione ristretta e limitante di ciò che dovevano essere o sembrare, per rivendicare il potere dall'oggettivazione dei corpi delle donne," afferma Stephanie. "La stessa logica si applica ora, tranne che è diventata ancora più inclusiva, radicale e trasgressiva, perché comprende la performatività di genere. Molti giovani queer, ad esempio, usano la figura di bimbo per ribaltare la sessualizzazione e usarla come fonte di potere.”

"Chiunque può essere una bimbo. Si tratta di applicare una specifica mentalità al tuo modo di vivere. Le donne e le persone queer sono state oppresse dal patriarcato, ed essere una bimbo è il rifiuto di tutto questo.”

È stato facile liquidare personaggi come Paris Hilton, Monica Lewinsky e Britney Spears come bimbo, perché farlo significava ignorare il fatto che stessero esplodendo sui reality TV, che si mantenessero vendendo milioni di dischi o che stessero causando delle crisi presidenziali. E anche se nulla di tutto ciò avrebbe potuto esercitare il potere di cambiare il capitalismo o le strutture sociali che opprimono le donne, non sminuisce il fatto che fossero dei tentativi per farlo, per quanto imperfetti. Persino i bimbo di finzione del passato ci indirizzano verso i bimbo di sinistra radicale di oggi; in fondo, Elle Woods era sicuramente iperfemminile, ma era allo stesso tempo era un personaggio profondamente femminista. E una rapida occhiata alla tua FYP, o al tuo Depop, dimostra che non è solamente la politica delle bimbo degli anni 2000 a influenzare la Gen Z, ma anche l'estetica, che si tratti di tute rosa Juicy Couture, magliette con slogan o flip phone abbaglianti.

È questo particolare insieme di circostanze—la rinascita dell'estetica anni ‘00, l’esistenza di una piattaforma video per bimbo, il sovraccarico di informazioni dato anche da una pandemia ancora in corso, un anno di elezioni decisive—che rende il 2021 l’anno delle nuove bimbo. "Durante questi periodi, in cui passiamo più tempo da soli, pensiamo molto di più alla relazione con noi stessi e con il nostro corpo," afferma Stephanie. "Riflettiamo su come i nostri corpi possano essere dei mezzi politici. La Gen Z sta usando TikTok per innescare conversazioni sincere su come possiamo usare i nostri corpi in modo onesto e genuino, all’interno di uno spazio aperto e inclusivo. È rivoluzionario."

Altri bimbo di TikTok la mettono in una maniera leggermente diversa. "Chiunque può essere una bimbo", dicono. "Si tratta di applicare una specifica mentalità al tuo modo di vivere. Le donne e le persone queer sono state oppresse dal patriarcato, ed essere una bimbo è il rifiuto di tutto questo. È un modo per trovare una maggiore consapevolezza di sé, e di trovarla in quei tratti di cui ti hanno insegnato a vergognarti." E per citare la regina delle bimbo: That’s hot.

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