Parliamo con Lachlan Watson di recitazione, istinto e di che cosa significa essere queer oggi

Una conversazione online in occasione del Fashion Film Festival, in attesa di poterci fare una chiacchierata IRL.

di Gloria Maria Cappelletti
|
20 gennaio 2021, 3:10pm

Lachlan Watson è la star americana genderqueer di 19 anni che conosciamo per aver interpretato Theo nella serie tv targata Netflix Le terrificanti avventure di Sabrina e per il suo impegno come attivista per i diritti delle persone non-binary, rifiutando ogni etichetta di genere. Abbiamo avuto occasione di parlarci al Fashion Film Festival Milano, dove ha preso parte alla giuria accanto a icone della fotografia di moda e del cinema come Paolo Roversi e Tim Yip—che abbiamo intervistato qualche giorno fa. Ne è emersa una conversazione vivace e stimolante, finendo a parlare di recitazione, di istinto e un video game che ci fa scoprire l’amore tra dinosauri.

Hai solo 19 anni, ma già una carriera di successo. Quando è nato il tuo interesse per la recitazione? Hai sempre sognato di essere una star dello schermo?
Ho sempre voluto seguire un percorso che mi permettesse di diventare performer, non ho mai pensato di fare altro. Per un momento ho persino pensato di voler essere una rock star, mi immaginavo come rockstar Ryle—che è il mio secondo nome—, perché suonava bene. Ma ero ancora molto giovane. Poi questa idea di performance ha preso una forma diversa e sentivo di trovami completamente a mio agio sul palcoscenico, davanti alla macchina da presa. Tutto è successo molto velocemente, e la carriera attoriale mi ha permeso di avvicinarmi anche al mondo della moda. I sogni della mia infanzia sono diventati realtà e hanno preso forma. Penso che l’infante che ero sarebbe entusiasta di conoscermi per chi sono oggi. 

Cosa vuol dire per te recitare? Che sensazioni provi quando devi interpretare un personaggio nuovo? 
Non ho mai frequentato delle scuole di recitazione. Ho sempre avuto la sensazione di sapere che dentro di me avevo questa dote naturale. Rifletto molto su di me, per me la recitazione è una forma di espressione di tanti aspetti del mio carattere o di vite diverse che potrei essere. Questo è l’aspetto eccitante della recitazione. La cosa più importante è seguire sempre il proprio istinto. C’è un aspetto quasi animalesco nella recitazione, un momento in cui devi seguire le tue sensazioni più profonde e decidere che cosa fare per interpretare un personaggio. Penso che nelle scuole di recitazione si possano imparare delle tecniche particolari, ma non mi interessa una tecnica, preferisco immedesimarmi nel personaggio seguendo il mio istinto. 

IMG_1388.jpeg

Sei in giuria al Fashion Film Festival Milano, quindi hai visto moltissimi fashion film per votare i tuoi preferiti. Com’è stata questa esperienza?
È la prima volta che faccio parte di una giuria per un film festival. Questa edizione completamente digitale è stata interessante, sicuramente un’esperienza unica. Non ho mai fatto qualcosa del genere prima e ho dovuto guardare i fashion film con un occhio critico. Quando guardo i film, normalmente mi concentro solo sulla recitazione, la mia attenzione si focalizza sull’interpretazione dei personaggi. In questo caso, invece, ho dovuto analizzare i film con una prospettiva molto più ampia, ho guardato la moda, gli abiti, lo styling, i luoghi, e quindi ho dovuto valutare più elementi.

C’è stato qualche personaggio nei fashion film che hai visto che ti ha colpito particolarmente?
Sì, mi è piaciuto moltissimo RISQUES di Thomas Gerard. La modella protagonista è riuscita a interpretare una spirale di emozioni. Ho sentito questo alternarsi di sentimenti in un movimento costante, che è esattamente quello con cui ogni performer deve confrontarsi. Ho trovato affascinante come un film di moda possa trasmettere emozioni attraverso delle immagini, il che rende la storia astratta e in questo caso minimale. Questo lavoro è riuscito, secondo me, a unire tutti gli elementi più interessanti di un fashion film: la collezione, i tessuti degli abiti, le emozioni della modella, l’estetica raffinata delle immagini, con un editing molto cool. Non so se ha vinto qualche premio, ma sicuramente è tra i miei preferiti. 

Ci vuoi raccontare il tuo ultimo progetto Goodbye Volcano High? Di cosa si tratta?
Sei la prima persona che mi chiede di Goodbye Volcano High, progetto che uscirà a breve. È un videogioco per Playstation, un'avventura narrativa cinematografica sulla fine di un’era e l'inizio di una storia d’amore. Ho dato la mia voce a un personaggio che mi piace molto perché è un piccolo dinosauro senza genere. Non vedo l’ora che esca. Per ora si può vedere solo il trailer.

IMG_1387.jpeg

C’è qualche altro progetto a cui stai lavorando?
Sto facendo tantissime audizioni. Purtroppo con la pandemia gli shooting sono fermi. Per questo sono stato molto felice di lavorare a Goodbye Volcano High, perché ho potuto registrare da casa senza dover andare in studio. Adesso sembra che ci sia una ripresa. È un momento particolare, ma mi piace anche avere tempo per concentrarmi su di me. Appena uscita la quarta stagione di Le terrificanti avventure di Sabrina si è fermato tutto, questo mi ha insegnato a dover accettare un momento di pausa, in cui non sto veramente raccogliendo i frutti di quello che ho fatto. Così ho la possibilità di guardarmi dentro e capire meglio cosa voglio fare.

Quali sogni e speranze hai per il futuro?
Vorrei riuscire a realizzarmi facendo tantissime esperienze diverse. Non ho mai avuto un sogno nel cassetto. Non ne ho uno perché li ho tutti. Non mi voglio limitare in alcun modo e spero di mantenere sempre la mia curiosità. Questa totale apertura verso il futuro rispecchia il mio essere non binario. 

Hai mai pensato di fare un film come regista?
Sì, perché no? Un giorno mi piacerebbe provare. Per adesso, comunque, so che mi devo concentrare sulla recitazione e trovare una nuova parte giusta da interpretare. 

Hai 19 anni, sei giovane, è il momento giusto per sperimentare.
Ho tante possibilità e libertà. È interessante essere giovane in un momento in cui le identità di genere non binarie vengono riconosciute. Ci sono stati in passato molte persone attiviste che si sono battute per i movimenti di rivendicazione dei diritti genderqueer e per il riconoscimento legale dei generi non binari, ma credo che ora qualcosa stia finalmente cambiando in modo più concreto. A volte penso che il tempo scorra troppo lentamente, perché vorrei ci fossero già dei cambiamenti radicali nell’opinione pubblica. Però negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti. Essere giovane oggi mi permette di avere una prospettiva sul futuro, e sono sicuro che succederanno cose interessanti e ci saranno più opportunità, non solo per me ma per chiunque.

Se fosse possibile, vorresti essere giovane per sempre?
Questa domanda è interessante, ci devo pensare un attimo. Direi di no. Non penso che vorrei essere giovane per sempre. Credo che il valore della gioventù e quindi della vita risieda nella sua finitudine. Mi immagino invecchiare, probabilmente sentirò la stanchezza della vita, sarò una persona un po’ scorbutica e mi cambierò il colore dei capelli ogni settimana. Mi piace l’idea di invecchiare, di avere accumulato tante esperienze, acquisire saggezza e capire cosa vuol dire “accettazione”. Grazie per questa domanda, mi ha ispirato e ne scriverò una poesia. 

Segui i-D su Instagram e Facebook

Crediti

Testo di Gloria Maria Cappelletti
Immagini su gentile concessione Lachlan Watson e Fashion Film Festival Milano

Leggi anche:

Tagged:
intervista
le terrificanti avventure di sabrina
lachlan watson