Comme des Garçons al MET, immagine via Wikimedia Commons

10 mostre di moda che hanno fatto la storia e che puoi visitare online, gratis

Karl Lagerfeld a Palazzo Pitti, la collezione di Carla Sozzani e gli archivi di Comme des Garçons: ora puoi visitare le mostre che, anche senza pandemia, non avresti mai potuto vedere dal vivo.

di Carolina Davalli
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27 novembre 2020, 5:00am

Comme des Garçons al MET, immagine via Wikimedia Commons

Eccoci ancora qua, con l’ennesima lista di cose virtuali da fare online gratis direttamente dal vostro comodo divano ormai stracolmo di briciole. Se la tua reazione, leggendo questa frase, è più o meno questa qui, non temere, possiamo convincerti a continuare a leggere questo articolo con due semplici premesse.

1) Per selezionare le migliori mostre di moda ci siamo affidati a quel rabbit hole alienante che è Google Arts & Culture, la piattaforma creata da Google in collaborazione con diversi partner per offrire contenuti culturali facilmente fruibili online. Una sorta di prontuario di arte, moda, storia del costume e di quello che sta intorno, sopra, sotto e in mezzo a questi macro-ambienti.

2) Non potreste comunque vedere queste mostre di moda dal vivo, a meno che non abbiate una macchina del tempo. Le rassegne che qui vi proponiamo—oltre ad aver definito movimenti culturali, segnato cambiamenti e certe volte rivoluzionato il settore della moda—si trovano relegate in quel luogo che chiamiamo passato.

Dunque, se cercavate un’alternativa ai loop infiniti di Instagram, YouTube, Netflix in cui periodicamente vi immergete per fuggire la realtà, you’re welcome. Perderete comunque tempo, ma almeno imparando qualcosa di nuovo. Senza indugiare oltre, fatevi guidare tra quelle creazioni che hanno espanso la nostra percezione di moda, indagato la sua storia e le sue mille narrazioni, ripercorso tematiche, teorizzato futuri o carpito il presente per proporcelo sotto forma di mostra.

1) Tutte le mostre di moda del Victoria & Albert Museum, 1913 - 2017

Il Victoria & Albert Museum, oltre ad essere uno dei musei di arti applicate e decorative più vasti del mondo, possiede una collezione di moda da capogiro. Frutto di donazioni e acquisti, questo tesoro ha conferito al V&A la nomea di tempio non ufficiale del costume e della moda, e non a torto. Con il tempo, il museo è diventato uno dei poli culturali del settore, instaurando sodalizi tra accademia e brand, intellighenzia e designer, in una continua ricerca della moda e del costume in senso multidirezionale e multidisciplinare.

Da un’istituzione del genere e da una collezione del genere non poteva che provenire una serie di mostre seminali, che hanno alzato sempre di più l’asticella della presentazione di moda su larga scala. Questo slideshow Google evidenzia inoltre i cambiamenti avvenuti nella pratica degli allestimenti, mostrando il passaggio dalle period room—l’installazione che inscena un momento di vita quotidiana del passato, con abiti, accessori e mobili del tempo—a modalità di exhibition making più astratte, suggestive e allusive.

Esplora le mostre di moda del Victoria & Albert Museum qui.

Mostre sulla moda: le migliori da vedere online gratis. Victoria & Albert Museum, 1913 - 2017.
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2) The Corset: Fashioning the Body, The Museum at FIT, 2000

Il corsetto è forse uno dei capi storicamente più difficili e controversi da decodificare. Restrittivo ed estremamente sessualizzato, questo oggetto ha attraversato le ere della moda acquisendo significati e simbologie diverse a seconda del contesto culturale, della società e dell’immaginario in cui si è trovato.

Questa stratificazione così spessa di allusioni ha portato Valerie Steele, la Chief Curator de The Museum at FIT, a voler indagare il corsetto e la sua storia, cercando di sbrogliare le infinite narrazioni annesse. Pur inserendo decine di modelli di corsetti antichi, Steele si slega dal format di mostra del costume, adottando un approccio socio-psicologico e studiando esempi contemporanei, come l’indimenticabile Bustier della F/W di Issey Miyake, i controversi corsetti di Jean Paul Gaultier (quello indossato da Madonna, per intenderci) e il corsetto per eccellenza, quello che ha proiettato Vivienne Westwood nel pantheon dell’industria creativa. Insomma, una mostra a suo tempo imperdibile, che oggi non possiamo fare altro che studiare e rivivere da lontano.

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Mostre sulla moda: le migliori da vedere online gratis. The Corset: Fashioning the Body, The Museum at FIT, 2000.
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3) Gothic: Dark Glamour, The Museum at FIT, 2008

Gotico” è uno di quegli aggettivi che ha acquisito infiniti significati attraverso lo scorrere delle epoche. L’immaginario solitamente associato a questo termine rimanda allo stereotipo estetico legato a Mary Shelley, all’epoca vittoriana o alle rovine di qualche castello. Oppure, si intende la subcultura di fine anni ‘70.

Di fatto, l’aggettivo “gotico” è la somma di tutte queste influenze, inclusa la loro decadenza e la loro caricatura, che dà luogo a un pastiche tutt’altro che scontato o monotono. La mostra Gothic: Dark Glamour è proprio questo: il risultato di un’analisi semiotica e semantica del termine “gotico”, legato ai costumi da lolita goth giapponesi, ad abiti da lutto vittoriani, ai lavori di John Galliano per Dior e (ovviamente) dgli immancabili Alexander McQueen. Se a posteriori potremmo spingerci a dire che l’allestimento della mostra è forse un po’ troppo didascalico, vale comunque la pena.

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10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Gothic: Dark Glamour, The Museum at FIT, 2008.
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4) Bellissima. Italy and High Fashion 1945-1968, MAXXI, 2014

La verità fa male, ma è giusto accettarla. E poi, se ti sta stretta, agire per cambiare le carte in tavola. Ed è proprio questo l’intento della mostra: una reazione contro il sistema della moda italiana, che troppo spesso sembra dimenticarsi delle proprie origini e della propria tradizione. Partendo dalla dolorosa presa di coscienza che la moda italiana sta rischiando di essere destinata all’oblio, i curatori della mostra, ossia Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo e Stefano Tonchi, hanno tramutato 20 anni della storia della moda italiana in una celebrazione di nomi, oggetti e stili che hanno dato luogo al concetto del “Made in Italy”, plasmando la nostra cultura collettiva nazionale.

Gli oggetti in mostra spaziano dai completi delle Sorelle Fontana agli abiti da sera Valentino, dalle ensemble di Simonetta e alle sculture di Capucci. Una rassegna che elogia la maestria dei nomi che hanno gettato le basi di un’industria ora rinomata internazionalmente, lontano anni luce dalle narrative glam o stereotipate a cui la moda italiana viene spesso associata.

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10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Bellissima. Italy and High Fashion 1945-1968, MAXXI, 2014.
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5) Masterworks: Unpacking Fashion, The Costume Institute (MET), 2016

Come afferma il titolo della mostra stessa, Masterworks: Unpacking Fashion raccoglie la crème de la crème della collezione del MET (sì, proprio quello del Gala), un altro dei luoghi di riferimento per l’archiviazione, la fruizione e la sperimentazione nel settore moda.

Per celebrare il pensionamento di Harold Koda, il Curator in Charge del Costume Institute, Anna Wintour e il Curator in Charge Andrew Bolton hanno organizzato una mostra che incarna la moda con la M maiuscola. Manualità, visione, design e sogni impalpabili si condensano in una rassegna che annovera nomi del calibro di Iris van Herpen, Lagerfeld per Chanel e Raf Simons per Dior. Quando si dice che la moda trasforma i sogni in realtà, probabilmente bisognerebbe far riferimento a questa mostra.

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10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Masterworks: Unpacking Fashion, The Costume Institute (MET), 2016.
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6) The Vulgar: Fashion Redefined, Barbican Centre, 2016

“Volgare” è un’altra di quelle parole allusive e stratificate. Con “volgo” si intende la plebe, con lingua “volgare” si parla di linguaggio autoctono; poi, con il tempo, questo termine è diventato sinonimo di sciatteria e brutto gusto. Judith Clark analizza proprio questo concetto nella sua mostra seminale allestita presso il Barbican Centre di Londra: dalla superficie ha scavato nella storia etimologica di questo aggettivo, per poi arrivare alle definizioni più semplici e scontate, eppure imprescindibili in una riflessione sulla moda.

Non basterebbe un intero libro per raccontare la portata di questa mostra, ripercorrendo tutti i collegamenti formali e intellettuali che la rendono una delle più complete e di successo degli ultimi decenni. Sappiate solo che se mai vi daranno del “volgare”, d’ora in poi potete prenderlo come un complimento.

Esplora la mostra di moda The Vulgar: Fashion Redefined qui.

10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. The Vulgar: Fashion Redefined, Barbican Centre, 2016.
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7) Karl Lagerfeld: Visions of Fashion, Palazzo Pitti, 2016

Karl Lagerfeld non solo era il Kaiser della moda e il direttore creativo di rinomate case di moda, la cui firma ha segnato delle vere e proprie rivoluzioni nella moda, ma era un artista a tutto tondo. In occasione del 90° anniversario di Pitti Immagine Uomo, i curatori Eric Pfrunder e Gerhard Steidl hanno celebrato il creativo con una mostra antologica della sua produzione fotografica, all’interno delle immense sale del Palazzo fiorentino.

Da Vogue a Harper's Bazaar, da Numéro a V Magazine, gli editoriali scattati da Karl sono documenti non solo di uno sguardo fotografico sagace, ma anche di cambiamenti fondamentali nella storia della moda. A posteriori, guardare questi scatti ci trasporta in un mondo lontano, etereo, quasi irraggiungibile, carico del vuoto che il designer la lasciato dopo la sua scomparsa. Questa mostra fa parte del suo lascito, e segna sicuramente un momento topico nella storia della moda.

Esplora la mostra di moda Karl Lagerfeld: Visions of Fashion qui.

10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Karl Lagerfeld: Visions of Fashion, Palazzo Pitti, 2016.
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8) Between Art and Fashion: Photographs from the Carla Sozzani Collection, Galerie Azzedine Alaïa, 2017

Carla Sozzani, proprio come sua sorella Franca, non ha mai fatto distinzioni all’interno dell’arte. Dalla fotografia alla moda, dalla pittura ai magazine, l’ossessione per le immagini e le forme è ciò che contraddistingue l’indole delle due sorelle. Ed è stato proprio assecondando questa passione che Carla Sozzani si è ritrovata con una collezione immensa di fotografie, che spaziano dal XVIII secolo allo scorso decennio; una collezione tanto vasta quanto incredibilmente raffinata.

200 di queste immagini hanno composto la mostra curata da Fabrice Hergott presso la Galerie Azzedine Alaïa, la fondazione istituita dal rinomato couturier tunisino. Qui troviamo nomi del calibro di Richard Avedon, Bruce Weber, Cecil Beaton, Louise Dahl-Wolfe, fotografi e fotografe i cui scatti hanno rotto i confini della storia, per non essere mai più dimenticati. Questa rimane indiscutibilmente una delle collezioni di fotografia di moda più ricercate di sempre, e riviverla anche solo di riflesso è travolgente.

Esplora la mostra di moda Photographs from the Carla Sozzani Collection qui.

10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Between Art and Fashion: Photographs from the Carla Sozzani Collection, Galerie Azzedine Alaïa, 2017
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9) Disobedient Bodies, The Hepworth Wakefield, 2017

Cosa succede quando chiedi ad un designer di moda di curare una mostra all’interno di una galleria di arte e design? Nel migliore dei casi, può andare come alla Hepworth Wakefield di Wakefield, Inghilterra, quando J.W. Anderson ha messo piede nei suoi spazi nelle vesti di curatore. La mostra indaga la forma del corpo all’interno della moda, dell’arte e del design, spingendo questa riflessione oltre i suoi stessi limiti.

Una esposizione che ha tutto dell’essenza di Anderson, in cui i colori, le forme e il modo in cui interagiscono la fa da padrone; in un gioco a tratti così infantile da risultare spiazzante, lasciandoci letteralmente senza parole. Forse è davvero questo uno dei migliori esempi di mostra multidisciplinare, in cui pratiche diverse dialogano tra loro e le auree di diversi oggetti si amplificano a vicenda.

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10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Disobedient Bodies, The Hepworth Wakefield, 2017.
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10) Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between, The Costume Institute (MET), 2017

Una mostra interamente dedicata al lavoro di Rei Kawakubo per Comme, da considerarsi come l’opera magna del curatore Andrew Bolton. L’esposizione è infatti un virtuosismo curatoriale per complessità, tematiche e allestimenti, in cui tutto trasuda della filosofia della designer e del suo marchio Comme des Garçons.

Una poetica descritta fin dal titolo della mostra, Art of the In-Between”, l’arte dello stare a metà, che sia a completare o a dividere poco importa; importa invece il gioco di astrazioni, vuoti e richiami che si instaura, guidandoci verso abiti che parlano da soli. Se dovessimo paragonare questa mostra a un fenomeno della fisica, sarebbe la repulsione irriducibile tra due poli magnetici dello stesso segno.

Esplora la mostra di moda Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between qui.

10 mostre di moda che hanno fatto la storia, ora su Google Arts & Culture. Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between, The Costume Institute (MET), 2017.
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Crediti

Testo di Carolina Davalli
Immagini via Wikimedia Commons e Google Arts & Culture

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