7 look iconici di Vivienne Westwood

La guida agli outfit di Dame Viv per vivere oltre cinquant'anni nel mondo della moda senza mai annoiarsi.

di James Anderson; traduzione di Carolina Micella
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08 aprile 2022, 4:00am

Immagini di Charlie Ley/Mirrorpix/Getty Images e Tim P. Whitby/Getty Images

Da pioniera della moda punk negli anni ‘70 a leader del New Romantic dei primi ‘80, passando per il revival di corsetti e scarpe con plateau negli anni ‘90 e fino al salto nell’industria come brand di risonanza globale, quello di Vivienne Westwood è stato—ed è ancora oggi—un intenso viaggio a rotta di collo nel mondo della moda. Manifestante e attivista, la designer compie proprio oggi 81 anni, ma tra innumerevoli sfilate mozzafiato, pubblicazioni, mostre e documentari, non sembra mostrare alcun segno di rallentamento.

Per festeggiare la Principessa del Punk, abbiamo ripercorso più di cinque decenni per selezionare alcuni dei suoi look più memorabili, quegli outfit che hanno costellato la sua vita e carriera rendendola un’icona di stile.

Per le strade di Londra, 1971

vivienne westwood nel 1971
Fotografia di Charlie Ley/Mirrorpix/Getty Images

Dal 1971 in poi, Vivienne e Malcom McLaren (morto nel 2010) hanno lanciato una serie di rivoluzionari esperimenti di vendita nel loro negozio prima chiamato Let it Rock, Too Fast to Live Too Young to Die, SEX, Seditionaries e infine Worlds End situato al 430 di King’s Road, nel quartiere Chelsea di Londra. La prima di queste iniziative proponeva capi simbolo di un atteggiamento nostalgico verso la cultura pop: abiti rock-n-roll originali degli anni ‘50 rielaborati, esposti tra arredi, dischi e riviste retrò dello stesso decennio. Questo scatto di più di cinquanta anni fa mostra una giovane Vivienne con un look senza tempo e un’acconciatura decisamente all’avanguardia—dopotutto, a quei tempi era impensabile che le donne portassero i capelli corti!

Con un look di Seditionaries, 1977

Vivienne e Malcolm si sono stancati di Let it Rock nel 1973 e l’hanno trasformato in Too Fast to Live, Too Young to Die, progetto con cui hanno voluto concentrarsi sui classici look da motociclista. Nel 1974, poi, il duo irrequieto ha cambiato nuovamente rotta ribattezzando il negozio in SEX, proponendo audaci e stravaganti abiti in PVC, gomma e pelle. La clientela di SEX era un mix selvaggio di adolescenti alla ricerca di look audaci, appassionati di fetish, prostitute, regine e re della moda hardcore e i futuri membri dei Sex Pistols (band gestita da Malcom), un gruppo eterogeneo che ha reso il negozio il punto zero del punk londinese. Nel 1976, SEX si è poi reinventato in Seditionaries, luogo in cui, insieme ad abiti in tartan e stivali bondage, venivano vendute anche le t-shirt realizzate dai due creativi, decorate con immagini controverse e slogan ammiccanti. Durante questo decennio di innovazione, Vivienne indossava costantemente tutte le sue creazioni punk, come la t-shirt in garza con la scritta “Destroy”, i cui sample sono oggi sogno di ogni collezionista e venduti nelle aste a oltre 1000 sterline.

Sulla cover della rivista Tatler mentre imita Margaret Thatcher, 1989

Vivienne Westwood sulla cover di Tatler, 1989

Nel 1989 Vivienne ha scioccato l’intero Regno Unito quando una fotografia che la ritraeva identica alla Prima Ministra britannica, Maggie Thatcher, è apparsa sulla copertina del numero di aprile della rivista Tatler e su enormi cartelloni pubblicitari durante la London Fashion Week di quella stagione. Per il suo makeover in versione Thatcher, Vivienne ha indossato un classico abito Aquascutum accessoriato con un filo di perle, una borsetta e i capelli rigidamente laccati. L’immagine è stata scattata dal fotografo Michael Roberts, che ha personalmente incoraggiato Vivienne a fare da protagonista. “Margaret Thatcher era un’ipocrita. Questo è ciò che mi sono messa in testa,” ha ricordato Vivienne nel suo libro del 2016 Get a Life!. Inutile dire che la designer non fosse una fan della Prima Ministra, anche se nel 2015 ha confessato a The Telegraph un’ammirazione per lo stile della famosa Tory: “Nella sua vita è stata sicuramente la donna meglio vestita.”

A Buckingham Palace, 1992

fotografia di Martin Keene - PA Images/PA Images via Getty Images
Fotografia di Martin Keene - PA Images/PA Images via Getty Images

Nel 2006 Vivienne ha ricevuto un DBE dalla Regina in persona, in onore dei suoi “servizi alla moda”. Forse immemore di quando, alla fine degli anni ‘70, Dame Viv indossava la sua maglietta di Seditionaries che sbeffeggiava la monarchia—decorata con il collage fotografico di Jamie Reid che vedeva la Queenie con una spilla da balia nel naso—la designer ha ricevuto così l’approvazione reale dalla Regina. Precedentemente, nel 1992, aveva già ottenuto un OBE dalla famiglia reale e in vero stile Vivienne è riuscita a trasformare anche questa occasione in un’esperienza da tabloid. Come? Dopo aver ritirato la sua medaglia dalle mani della Regina a Buckingham Palace, la designer si è girata allegramente con la sua gonna lunga proprio davanti ai paparazzi, che per l’occasione si erano riuniti nel cortile del palazzo. Peccato che, proprio quel giorno, Viv dev’essersi scordata delle mutande e quando la gonna ruotando è salita sulla vita, tutto il mondo ha potuto vedere cosa c’era sotto.

Fotografata da Jurgen Teller, 1993

Questo sognante ritratto in bianco e nero di Vivienne stesa sulla panchina di un parco è stato uno dei suoi primi ritratti firmati dal celebre fotografo Juergen Teller. Vivienne appare rilassata ed elegante, sfoggiando uno degli svolazzanti abiti viola della sua collezione S/S 93 e un paio di scarpe con plateau della sua linea A/W 93—lo stesso modello che ha provocato l’iconica caduta di Naomi Campbell sulla passerella di Westwood alla Paris Fashion Week di quella stagione. Nel corso del tempo Juergen è diventato un ottimo amico di Vivienne e Andreas, collaborando a molte delle loro campagne pubblicitarie. Anni dopo aver scattato questa fotografia, Juergen ha ricordato con orgoglio che Vivienne riteneva lo scatto una delle fotografie più sexy che qualcuno le avesse mai fatto. Anche il V&A Museum di Londra ha pensato che questo fosse davvero un ottimo scatto e nel 1997 ne ha acquisito i diritti per la sua collezione permanente.

Con un buzzcut, 2014

A differenza di molte altre celebrity, Vivienne non è mai caduta nella trappola di cercare disperatamente di sembrare più giovane. Lontana dall’ago del botox e dai filtri Instagram, nel 2002 ha dichiarato a The Independent che “la vita diventa ricca man mano che invecchi” aggiungendo che “mi piace il processo di invecchiamento e non ho problemi con questa cosa." E anche se non è più una ragazzina, Vivienne non ha certo perso il suo lato ribelle e sa come utilizzare la propria fama e immagine per generare dibattiti sulle cause in cui crede. Nel 2014, per esempio, ha drasticamente tagliato i suoi lunghi capelli rossi sostituendoli con un buzzcut color argento: “Vivienne si è tagliata i capelli perché tutti dobbiamo accorgerci del cambiamento climatico”, ha riferito il suo portavoce a The Telegraph. Questo drastico taglio è stato anche un gesto con cui Vivienne ha potuto dimostrare di essere totalmente a suo agio con l’essere anziana: "Ha eliminato il rosso in favore del bianco per mostrare che è orgogliosa della sua età,” ha confermato il portavoce.

Durante la quarantena, 2020

Per molti anni, Vivienne si è impegnata instancabilmente per innescare azioni efficaci contro il cambiamento climatico e per un completo ripensamento globale sui sistemi democratici e capitalisti. Anche nel 2020, durante i primi mesi di pandemia, quando era insieme ad Andreas nella loro casa a Clapham, l'attivista non ha perso occasione per scrivere incessantemente su blog e vlog sottolineando il modo in cui Madre Natura ha ripristinato la terra durante la nostra quarantena. E secondo questo video, pubblicato nell’aprile 2020, Vivienne durante il suo lockdown non è certo scesa a patti con pantaloni da ginnastica e pantofole: sullo sfondo del suo giardino alberato, Dame Viv predica in un favoloso abito verde e su di giganteschi tacchi in pieno stile Westwood.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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