Instagram vorrebbe nascondere le immagini photoshoppate

In un dubbio tentativo di limitare l'invasione di fake news, Instagram inizierà a segnalare i post alterati digitalmente.

di Mahoro Seward
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15 gennaio 2020, 9:11am

Immagine via Facebook

L'ultima trovata di Facebook e del suo fare genitoriale nel proteggerci da contenuti "dannosi", la piattaforma ha annunciato che inizierà a filtrare le immagini photoshoppate su Instagram.

La feature, scoperta dal fotografo americano Toby Harriman, farà sì che i post sospetti verranno accompagnati sulla piattaforma da un banner nero che reciterà Informazione Falsa. Un po' come ora succede per i post che Instagram considera Contenuti Sensibili, gli utenti avranno la possibilità di vedere le immagini bloccate, così come di saperne di più sul motivo per cui l'immagine è stata bloccata.

In apparenza, questo può sembrare un passo in avanti positivo, un tentativo del gigante tecnologico per deviare (dato che anche solo l'idea di poterlo bloccare è ridicola) il flusso inarrestabile di notizie false che ogni giorno inonda i suoi canali. Ma per molti artisti e creativi, invece, la mossa ha un ché di preoccupante; le potenziali conseguenze sul modo in cui le immagini digitalmente modificate potranno circolare sulle piattaforme di proprietà di Facebook sono infatti profonde e preoccupanti. Nel caso di Harriman, ad esempio, il contenuto censurato immortalava un uomo di fronte a una montagna, mentre sullo sfondo campeggiava un arcobaleno. Il suo timore? Che "Instagram x Facebook inizierà a bloccare le immagini di arte digitale," come ha scritto il fotografo proprio in un post-denuncia su Facebook. "Ho un enorme rispetto per l'arte digitale e non voglio dover cliccare e ancora cliccare, superando barriere varie, per poterla vedere."

Ma in che modo la piattaforma distinguerebbe tra immagini "autentiche" e alterate? Secondo Instagram, l'arduo compito è affidato a una "combinazione di feedback da parte della comunità e tecnologia." Un po' vago, no? Le foto segnalate dalla suddetta combinazione, poi, verrebbero revisionate da fact-checker per determinare se siano davvero state alterate.

Certo, un'iniziativa come questa potrebbe essere un modo per rendere il nostro feed meno inquinato, ma pecca d'ingenuità se si pensa che solo qualche mese fa Facebook ha annunciato che non avrebbe fatto alcun tipo di verifica sulla veridicità dei post sponsorizzati dai candidati politici durante le elezione. La ragione? Libertà d'espressione. Ma mentre le conseguenze di questa guerra politica combattuta sui social media si fanno sempre più estensive e preoccupanti, le foto di persone sulla cima di una montagna non ci sembrano il primo dei problemi.

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK

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