Immagini courtesy di Gucci.  

Hollywood secondo Gucci: i migliori look della Love Parade di Los Angeles

La moda è forse diventata una nuova fonte di intrattenimento? Alessandro Michele ha appena dimostrato che lo è sempre stata.

di Mahoro Seward
|
04 novembre 2021, 9:52am

Immagini courtesy di Gucci.  

Esiste forse una maison di moda più Hollywood di Gucci? Certo, il blockbuster starring Lady Gaga e Adam Driver ha certamente alimentato l’hype (come se Gucci ne avesse bisogno) diretto alla casa di moda fiorentina, ma ci ha anche ricordato quanto la storia del brand sia inscindibilmente legata alla dream factory per eccellenza: Hollywood. A dimostrazione di ciò, basti guardare quello che è successo due notti fa sulla Hollywood Boulevard, dove Gucci ha messo in scena la sua Love Parade, un’altra sfilata chiave per la costellazione di celebrazioni del centenario del brand.

E momenti prima che i look iniziassero a camminare tra il Grauman’s Chinese Theater e le insegne che costellano (letteralmente) la rinomata via, anche le celebrità invitate all’evento hanno contribuito a tessere dei riferimenti ben chiari alla storia del marchio. Forse la più favolosa di tutte è stata Gwyneth Paltrow, che ha sfoggiato il completo di velluto rosso riproposto da Alessandro Michele per la sua collezione Aria, una rivisitazione dell’iconico look creato da Tom Ford per Gucci, e che l’attrice aveva famosamente indossato ai VMA del 1996. E poi c’era il cast, che includeva Steve Lacy, Jared Leto, Phoebe Bridgers e Janaya Khan

Ma più delle celebrità che hanno partecipato alla sfilata, la più grande testimonianza del terreno comune tra Hollywood e Gucci è lo spirito che condividono. Per esempio, il gesto teatrale di occupare interamente una delle strade più rinomate del paese per mettere in scena una sfilata. E su un livello più concettuale, l’interesse comune a trattare tutto ciò che ha a che fare con romanticismo, spettacolo, lustro, magia e sovversione.

In effetti, sono proprio queste tematiche che hanno dato forma fin dall’inizio all’operazione cinematografica che Alessandro ha attuato per il brand. In una lettera condivisa con gli invitati, ha scritto dell’importanza delle storie raccontate da sua madre, un’assistente di regia di una produzione cinematografica romana, nel infondere in lui una vera e propria ossessione per Hollywood—che ha descritto come “un tempio greco, popolato da divinità pagane.” Gli attori e le attrici? “Sono eroi di miti: creature ibride che hanno il potere di oscillare tra una trascendenza divina e un’esistenza mortale.”

Gucci Love Parade

Nonostante la potente drammaticità—che ha dominato su tutti i 115 look di sfilata—la collezione risultava più che credibile. La teatralità da red carpet attingeva direttamente ai tropi estetici legati alla città di Los Angeles, dando l’impressione di essere stati presi direttamente dalle personalità che la popolano. Cascate di drappeggi in lamé argentato e look di paillette e finta pelliccia erano giustapposti a latex brillante e a un activewear tappezzato dal logo del brand. Poi è arrivato il momento dell’America più rustica, con abiti floreali, cappelli da cowboy e stivali in pelle di serpente. Figure fatate e principesche in abiti perlacei, indossati sotto a headpiece alla Cleopatra, al fianco di personaggi in cappellini da baseball, leggings da corsa e scarpe da ginnastica. Ah, e non mancavano collane a forma di butt plug.

Tra ball chain e pendenti smussati (chiedi ai tuoi amici che sperimentano di più come funzionano) stretti tra le mani come fossero rosari, questi accessori e gioielli hanno reiterato quell’energia erotica che abbiamo visto dominare le ultime stagioni del brand. Ma la cosa più interessante di questi accessori è il fatto che sono apparsi totalmente naturali (oltre che estremamente chic) all’interno dei look, in una dimensione estetica per nulla scioccante o sconvolgente. Dopo una stagione in cui abbiamo visto pelle nuda e corpi in mostra, era l’ennesimo riferimento all’ossessione della moda per il corpo e il sesso.

Certamente, un altra tematica che è impossibile ignorare—soprattutto nel momento in cui un brand decide di presentare la propria sfilata sulla Hollywood Boulevard—è quale ruolo ha Gucci in quella che possiamo chiamare l’era dell’intrattenimento della moda. Infatti, la maison è stata uno dei massimi catalizzatori di alcuni degli spostamenti più grandiosi rispetto a come percepiamo la moda. Operazioni come la campagna S/S 19 di Glenn Luchford ispirata alla vecchia Hollywood, la collaborazione filmica di Alessandro Michele con Gus Van Sant, Ouverture of Something That Never Ended, e la teatralità dell’hackeraggio tra Gucci e Balenciaga (senza dubbio uno dei momenti più roboanti della storia della moda contemporanea) hanno proiettato la comunicazione della moda verso altre applicazioni. In questo paricolare caso, comunque, Alessandro ha scritto una vera e propria dichiarazione d’amore alla istituzione dell’intrattenimento per eccellenza. Eppure, questo progetto non ha voluto dichiarare che la moda è diventata finalmente una nuova forma di intrattenimento. Al contrario, è stata la dimostrazione che lo è sempre stata.

Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Gucci Love Parade
Tagged:
Hollywood
Los Angeles
Gucci
Review
S/S 22