Fotografie di Andrea Zendali

Back to School: incontriamo gli studenti dell'Istituto Marangoni di Milano

Abbiamo fatto irruzione nell'Istituto meneghino per chiedere alla nuova generazione di designer, progettisti e creativi cosa vedono nel futuro della moda e quali sono le loro ossessioni del momento.

di Gloria Bertuzzi
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22 ottobre 2021, 9:25am

Fotografie di Andrea Zendali

Nuovo anno, nuovi talenti emergenti da conoscere. Questo è il motto che guida Back to School, la nostra rubrica che si spinge nelle università di moda italiane per dare voce alle nuove generazioni di talenti che le abitano e che, attraverso i loro punti di vista personali, stanno alzando l’asticella dell’intero settore, affermandosi come designer, progettistə e pensatorə del futuro.


Dopo essere entrati nella corte del Polimoda di Firenze, nel Magazzino dello IUAV di Venezia e tra le aule dello IED di Milano, oggi è il turno dell’Istituto Marangoni di Milano, che trova la sua sede proprio nell’epicentro della moda meneghina: il Quadrilatero della Moda.

Così, inoltrandoci negli spazi dell’istituto, abbiamo voluto intercettare la nuova generazione di designer, businesswo/men e stylist che sono tornati a frequentare i loro corsi finalmente irl per chiedere loro di parlarci della loro esperienza personale come giovani talenti in un’industria in continuo mutamento.

Leggi le nostre interviste agli studenti e alle studentesse dei corsi di Design della Moda, Styling e Fashion Business dell’Istituto Marangoni di Milano!

Luca Scarponi, 22, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@sscarpp

Cosa studi?
Sto per laurearmi alla triennale del corso Fashion Design & Accessori Menswear all’Istituto Marangoni.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi per questo anno sono prima di tutto concludere i miei percorsi formativi, sia quello accademico che di stage. Poi, intendo vivere di più Milano come città e frequentare più ambienti, per farmi ispirare sempre più.

La tua ossessione del momento.
Le mie ossessioni sono guidate da un’estrema attenzione ai dettagli, che ho applicato anche alla mia collezione di laurea Echi Di Quali Silenzi, ponendo la maglieria alla base del progetto e proiettandola nell’ottica della sartorialità.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che ci sarà un maggiore interesse rivolto a brand emergenti e di nicchia che promuovono l’artigianalità Made in Italy. Invece a livello di estetica credo che vedremo una rinascita dei un mood disco anni ‘70-‘80 e allo stesso tempo legata ad un’ottica new rave. Questo perché oggi possiamo finalmente ritornare a vivere l’esperienza dell’evento, ravvicinandoci parallelamente a un’idea di inclusività.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Secondo me nel fashion system manca appunto uno sguardo rivolto ai giovani creativi, ad oggi ancora costretti a confrontarsi con alcune persone che lavorano da anni nel settore moda con approcci ormai obsoleti.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Il mio stile è decisamente raffinato e sofisticato, grazie ad abbinamenti di pezzi vintage anni ‘70-‘80 con capi più contemporanei.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“La sensibilità è un arma a doppio taglio”. Da una parte credo che una profonda sensibilità sia fondamentale, ma dall’altra spesso può risultare controproducente all’interno di determinati contesti, specialmente nel settore moda.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Eclettica, dinamica, multiculturale.

Dove ti vedi da grande?
Se immagino un mio domani sicuramente vedo il design come ottica centrale del mio interesse. Per me l’importante è prendermi cura dei miei interessi a scoprire, sperimentare e prevedere le necessità di una società sempre più dinamica e in continua evoluzione.

Natalina Opiangah, 19, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@natalinaopg

Cosa studi?
Studio Fashion Business all’Istituto Marangoni di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Voglio continuare a sperimentare e a scoprire. Ah, e essere la baddest bitch nel mio campo.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
La moda nel suo complesso, fare festa e conoscere nuova gente.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
I look total black, l’Avant Garde, il denim e un ritorno in grande stile della pelle.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Secondo me manca la creatività, quella autentica, e sicuramente un approccio più inclusivo e volto alla diversity.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Bipolare.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Stilosa, eterogenea e minimalista.

Dove ti vedi da grande?
Il mio sogno sarebbe quello di lavorare al fianco di Virgil Abloh e dei creativi futuri che seguiranno i suoi passi nel mondo della moda, del design e della grafica.

Mingda Jiang, 23, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@jvant_garde

Cosa studi?
Studio Fashion Design alla Marangoni.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è semplice: restare fedele alle mie visioni. Dal punto di vista strettamente accademico, un obbiettivo che mi pongo è quello di lavorare bene e sodo, così da essere selezionato per la sfilata di fine anno.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
I volumi, le riconfigurazioni stilistiche, il movimento.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Credo che ci sarà un’attenzione sempre più forte al proprio stile personale, a una ricerca consapevole di un’estetica propria. E poi nel futuro vedo un legame sempre più stretto tra tecnologia e umani, anche nella moda.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca attitudine e ego.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Lo descriverei come comfy, pulito, semplice e funzionale.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
AINSI SOIS MOI.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Futuristica, irreale, miraggio.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo o in cima o alla base del mio campo artistico. Staremo a vedere.

Yuan Jingbo

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@no.198_yuan

Cosa studi?
Studio Fashion Design all’Istituto Marangoni di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo per quest’anno è di creare una collezione folle, stupefacente e sperimentale, dando forma a tutte le mie visioni e alla mia ricerca artitica.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Sono ossessionato dal mio lavoro, e cerco di approcciarmi ai miei progetti con uno sguardo sempre nuovo e innovativo, specialmente per quanto riguarda la realizzazione di editoriali. Nel mentre, però, cerco sempre di divertirmi.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
È molto difficile per me rispondere a questa domanda, anche perché la moda è in continuo mutamento e diventa sempre più complesso prevedere i trend futuri. Sicuramente vedo molta eterogeneità, diversità e sempre più correnti estetiche.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Non credo manchi nulla alla moda, penso che ci sia solo il bisogno di portar e in superficie quegli approcci, tecniche e ideali che sono assopiti da fin troppo tempo.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Insicuro.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
”Sii acqua, amico mio.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Vecchio nuovo amore.

Dove ti vedi da grande?
Uno specchio, un’ombra, gli occhi di qualcuno. È tutto.

Lou Suchel, 18, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@loopiotte

Cosa studi?
Sono al primo anno del corso Fashion Design e Accessorio dell’Istituto Marangoni.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è quello di capire a fondo come funziona il mondo della moda, per potermi inserire al meglio e sovvertire le regole del gioco.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Conoscere nuove persone, scoprire di più l’Italia e fare molta più ricerca sulla moda sostenibile.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Non credo di poter fare previsioni dal punto di vista estetico, su quali saranno le correnti e i trend futuri. Però sono convinta che la moda stia evolvendo molto, specialmente dal punto di vista della sostenibilità. O almeno lo spero.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca autenticità. È sempre più difficile trovare il nostro vero io quando si è dentro il sistema della moda, specialmente a causa delle industrie di fast fashion e dei social che tendono sempre più ad omologarci e a farci desiderare le stesse cose.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Non ho un look definito. Sono semplicemente me stessa. Mi vesto per esprimere ogni volta un lato diverso della mia personalità e del mio immaginario. La moda è la mia arte, ed è un’estensione della mia sfera emotiva.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Autenticità, perfezione e la voglia di capire le regole del gioco per utilizzarle a mio favore.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Calma, ariosa, storica.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo lavorare nel settore della moda sostenibile di lusso. Voglio fare qualcosa di rilevante per le persone e per il mio pianeta. Spero di poter creare una piattaforma che ispiri le persone e che aiuti la moda ad evolvere in meglio, includendo pratiche, realtà e persone che spesso sono rimaste escluse da questo mondo.

Luca Rosei, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@luca_rosey

Cosa studi?
Sono al secondo anno di Fashion Styling e Creative Direction della Marangoni.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Quest’anno vorrei riuscire ad affermarmi sempre più come stylist, imparare il più possibile dagli altri e studiare tanto. Il mio obiettivo ultimo è quello di evolvere a livello stilistico ed estetico.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Wes Anderson, il design organico e Miuccia.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Sento nell’aria un ritorno all’estetica childish in versione un po più punk, una voglia di sentirsi cool e coccolati da un tipo di maglieria sperimentale e un trend di accessori sempre più innovativi.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca la trasgressione e l’irriverenza che ha guidato le sottoculture negli scorsi decenni, manca un attitude che abbia come scopo la rivoluzione, manca il senso del vero DIY—anche se durante la pandemia ne abbiamo visti i primordi.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Dipende molto da come mi alzo la mattina e dal clima, ma in generale direi anni ‘60/’70.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
”Tutto fa brodo ma non tutto fa brodo.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Fluida, eclettica, audace.

Dove ti vedi da grande?
Sinceramente, il futuro un po mi spaventa. Credo che, soprattutto ora, il mondo sia imprevedibile e non si ha molto controllo sul proprio futuro. Quello che spero è di trovare un posto che sento mio, e di essere soddisfatto e felice del mio lavoro. :)

Cindy Liao, 22, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@pinkponyriderr

Cosa studi?
Studio Moda all’Istituto Marangoni di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
I miei obiettivi sono semplici, ma richiedono molto più lavoro di quanto ci si aspetti: essere felice e laurearmi con un progetto che mi rispecchi al 100%.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Gli stivali a calza, le gonne di seta e le tote bag giganti.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Non saprei dirlo con precisione, ma so esattamente quello che spero ritorni in voga. Voglio un ritorno in grande stile del look YSL.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Mancano ispirazioni fresche, innovative e radicali, e manca una relazione più profonda tra le persone—che siano creativi, consumatori, brand o semplici curiosi.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Dipende dal mio mood e da chi voglio essere quel determinato giorno.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
”Sii fedele a te stessa e alla tua autenticità.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Libera, giocosa e ogni tanto stressante.

Francesco Datti, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@dattiuntono

Cosa studi?
Studio Fashion Design alla Marangoni di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è quello di trovare un’estetica ben definita, che esprima appieno le mie visioni e la mia persona.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
L’estetica childish, l’horror vacui e le vibe vintage.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Sicuramente vedo un’attenzione maggiore nei confronti della questione della sostenibilità. Invece, a livello di stile, ho notato che l’activewear sta tornando, ma con un tocco più eclettico e retrò.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Forse nella moda non manca niente, ma c’è un urgente bisogno di una rinfrescata a 360 gradi. Serve un giro di boa che abbracci e supporti le nuove generazioni.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Non ho uno stile ben definito, ma se dovessi descriverlo lo definirei come romantico, un mix di capi presi dall’armadio dei nonni e un tocco di punk—che non fa mai male.

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
Fame di essere il migliore” è il mio motto per tutto.

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Eclettica, variegata, quasi disturbante.

Dove ti vedi da grande?
Credo molto in un destino già scritto, e spero che mi porti in un ufficio stile che possa farmi crescere sia in ambito progettuale che dal punto di vista umano.

Daniela Ailed Servin Chaidez, 21, Milano

Interviste studenti istituto marangoni milano fotografia andrea zendali

@danielaaservin

Cosa studi?
Studio Fashion Design alla Marangoni di Milano.

Quali sono i tuoi obiettivi per quest’anno?
Il mio obiettivo è quello di crescere sempre di più come designer e progettista. Voglio captare più ispirazioni e sapere possibile dall’Italia e dalle persone che incontrerò in questi anni, per formarmi al meglio e portare questo sapere con me ovunque andrò.

Dicci le tue tre ossessioni del momento.
Conoscere sempre più persone da tutto il mondo e creare ricordi con loro. Viaggiare per tutta l’Europa e conoscere nuove culture. Esprimere me stessa attraverso i miei abiti e la mia arte.

Secondo te, quali trend saranno il futuro della moda?
Sicuramente un approccio sostenibile, che porti alla realizzazione di capi funzionali e duraturi e che attutisca i danni che l’industria ha apportato al nostro pianeta.

E cosa manca ancora nella moda che invece dovrebbe esserci?
Manca consapevolezza. Come designer, spesso ci dimentichiamo che lavoriamo con delle persone, e che il nostro lavoro influenza sotto molti aspetti la società che ci circonda.

Come descriveresti il tuo stile/look?
Lo descriverei come alternative academia

Hai qualche motto che plasma la tua attitudine?
“Viva a lo loco que lo bueno dura poco”, che significa “Vivi una vita folle perché le cose belle non durano per sempre.”

Descrivi la scena creativa della tua città in tre parole.
Storica, couture e rilassante.

Dove ti vedi da grande?
Mi vedo come una delle figure che guideranno le nuove generazioni verso un mondo più sostenibile, creativo e consapevole.

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Crediti

Fotografie: Andrea Zendali
Creative Director: Gloria Maria Cappelletti
Art Direction e interviste: Gloria Bertuzzi
Fashion Editor: Giorgia Imbrenda
Assistente sul set: Ana Maria Matasel

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