Da Valentino Re-Signify a Polina Osipova: cosa sta succedendo nel mondo della moda?

Una breve guida alle fashion news che potresti aver perso durante queste ultime settimane.

di Mahoro Seward e Osman Ahmed
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25 ottobre 2021, 12:39pm

Chi lavora nell’industria della moda, sa benissimo che non esiste periodo dell’anno in cui la noia regni sovrana. Tutto il contrario. E solamente in queste settimane, abbiamo visto l’apertura della mostra artistica di Martin Margiela nella capitale francese, la performance parigina Anne Imhof x Burberry e l’incursione di Bottega Veneta sia a Londra che a Detroit.

Pensate fosse finita qua? Vi sbagliate, tra gli scoop della nuova mostra Valentino a Beijing, il lavoro della nuova generazione di talenti portoghesi celebrato da niente meno che Marques’ Almeida e la giovane creativa che sta progettando immaginari visuali travolgenti e mozzafiato, scopriamo insieme alcune delle news di moda (e non solo) che potrebbero essere scappate dal vostro radar.

La mostra di Valentino a Beijing

Ormai sappiamo fin troppo bene che moda non significa solo abiti e sfilate, e che per celebrare questo settore c’è bisogno di altri mezzi espositivi e comunicativi che siano capaci di creare momenti culturali autentici e d’impatto. Una maison che ha dimostrato di saper utilizzare questi mezzi al meglio è sicuramente Valentino. Sotto la direzione creativa di Pierpaolo Piccioli, la maison romana si è creata una solida reputazione di promotrice di una moda romantica e mozzafiato—sia nel campo del ready-to-wear che dell’haute couture—e la sua devozione ad alimentare l’arte e la creatività nella moda rimane ancora oggi senza paragoni.

L’esempio più recente di questo modus operandi è Re-Signify Valentino Part II, la mostra appena sbarcata nello spazio espositivo del centro commerciale SKP di Beijing. Raccogliendo look delle collezioni haute couture Valentino e lavori di artisti quali Nick Knight, la designer Caroline Hu e l’artista digitale Cao Fei, la mostra esplora le poetiche condivise dai progettisti, interlacciando discipline e pratiche capaci di suggellare sinergie artistiche inaspettate. Un vero e proprio must se capitate da quelle parti!

Marques’ Almeida celebra la nuova generazione di designer portoghesi

È passato un po’ di tempo dall’ultima volta che il duo portoghese ha sfilato sulle passerelle londinesi, ma dopo tanta attesa Marques’ Almeida è finalmente tornato per celebrare il suo 10 anniversario. Ma invece che sfilare a Londra, Marta Marques e Paolo Almeida hanno scelto Porto come luogo in cui mostrare le ultime evoluzioni del loro brand, celebrando i tratti iconici del loro progetto: slip dress incorniciati da piume, denim con le frange, le tinture sature, nuvole di shearling e pelle metallica. I fan del brand sanno che le sfilate Marques Almeida sono sempre state messe in scena con operazioni di street casting, ma questa ultima sfilata ha mostrato ancora più inclusività in termini di tipologie di corpi, età, etnie e abilità. Ma inclusività, per Almeida, non significa solamente rappresentare più corpi e tipologie umane, significa anche collaborare con la nuova generazione di talenti della moda, pagandoli e dando loro credito per le loro idee e visioni.

La maglieria upcycled di Nani Campos, per esempio, è entrata a far parte degli abiti colorati e sinuosi della collezione, mentre i lavori manuali di Marcelo Almiscarado—talento scoperto da Marta e Paolo quando hanno partecipato a un panel sulla moda portoghese—sono apparsi sotto forma di applicazioni floreali in altri look. Alcuni pezzi presentavano delle opere in ceramica dell’artista nonbinary Rebeca Letras, la quale mixa l’arte della ceramica alla performance art creando delle sculture mobili che ironizzano sul sistema della moda. Altrove, le borse collage di Susana Santos hanno aggiunto un che di caleidoscopico alla collezione, mentre i mantelli svolazzanti di José Viera hanno conferito teatralità e drammaticità a tutta la collezione. Infine, i ricami upcycled di Patricia Tila offrivano uno scorcio sulla rinnovata attenzione per le pratiche DIY di riuso e riutilizzo. Inutile sottolineare i due concetti chiavi degli operati di questi giovani talenti: sostenibilità e innovazione. Una filosofia qui celebrata appieno da un brand che da sempre ha messo al centro la cultura e il talento delle nuove generazioni.

L’artista Gen Z che sta dando un nuovo volto alle arti tradizionali russe

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Self-portrait in armour, Polina Osipova, 2020. Immagine courtesy di Anastasiia Fedorova

Il ricamo non è necessariamente una pratica che assoceresti a un’opera contemporanea e innovativa, eppure c’è una artista che da San Pietroburgo sta cambiando lo spettro di associazioni e rimandi che questa pratica ha assunto nel corso del tempo, per calarla nella contemporaneità. Questa artista è Polina Osipova. Ispirandosi alle arti e ai costumi tipici della sua regione natale, la Ciuvascia, una repubblica etnica nella Russia ovest, il lavoro dell’artista autodidatta trasporta le narrazioni visuali tradizionali che ruotano attorno al suo heritage culturale nella dimensione di opere d’arte contemporanee, in particolare nella forma di gioielli, abiti e accessori, utilizzando materiali come perle, vecchie fotografie e monete.

Un’operazione complessa e dal forte impatto visuale, che ha trovato terreno fertile su Instagram, dove ha attirato l’attenzione anche della creativa con base a Londra Anastasiia Fedorova, la quale ha deciso di curare una mostra personale sul lavoro di Polina presso la Hoxton Gallery di East London. Parlando del lavoro dell’artista e celebrando la recente vincita del Cothinkers Annual Prize, afferma: “È una nativa digitale, dunque per lei non esistono confini tra pratiche e operazioni digitali o analogiche. È sempre una combinazione, un’ibrido tra questi due mondi.” Attiva dal 27 al 30 ottobre a Londra, Cothinkers Annual Prize: Spotlight Polina Osipova è una mostra che non dovresti proprio perderti, se capiti in città. In occasione dell’apertura, abbiamo fatto qualche domanda ad Anastasiia sul perché dovremmo tenere gli occhi puntati su questa artista.

Cosa ha catturato la tua attenzione del lavoro di Polina? 
Ho incrociato il lavoro di Polina su Instagram e sono subito rimasta affascinata dal modo in cui sa incorporare così tanti elementi nel suo universo creativo: dalla fotografia agli archivi di famiglia, dai selfie alle sculture, dalle tradizioni e leggende agli abiti folk della Ciuvascia, fino all’animazione digitale. Sembra quasi che abbia un tocco magico e che riesca a rendere qualsiasi pratica o oggetto radicalmente contemporaneo.

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Misha, Атӑл series, Polina Osipova, 2021. Immagine courtesy di Anastasiia Fedorova

Quali elementi dell’eredità culturale e artistica della Ciuvascia spiccano nel lavoro di Polina?
I costumi tradizionali femminili della cultura Ciuvascia sono abbelliti con monete d’argento, il che li rende delle vere e proprie armature pesanti più di 30 chili. Nel lavoro di Polina, questi elementi rappresentano bellezza, storia, perdita, le leggende delle donne guerriere che una volta abitavano vicino alle sponde del Volga, e la connessione con una potenza femminile antica.

Anche la tradizione del ricamo è molto importante per la cultura Ciuvascia e, secondo Polina, tutte le donne della regione sanno ricamare—”è come respirare”, racconta. Lei ha imparato questa pratica da piccola direttamente dalle donne della sua famiglia, ed è un’esauribile fonte di ispirazione per lei—ha anche inserito alcuni ricami di sua nonna dentro le sue opere più recenti, creando un legame e una collisione generazionale.

Cosa rende le opere di Polina così interessanti, dal punto di vista dell’accessorio e dell’abito? 
Credo che sia la combinazione di un modo di progettare giocoso e performativo, ma anche la forte autenticità della storia e dell’esperienza personale di Polina. Per lei, le arti sono qualcosa di intrinsecamente legato alla sfera emotiva, e diventano il veicolo per una naturale espressione di sé, il che è una rarità in un mondo digitalizzato come il nostro.

Questo articolo è comparso originariamente su i-D UK.

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