La classifica di (quasi) tutti i film con Kirsten Dunst

In occasione del suo compleanno, abbiamo tirato le somme di tutte le performance dell'attrice, da "Jumanji" al "Il giardino delle vergini suicide".

di Jihane Bousfiha
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30 aprile 2022, 4:00am

Dopo la sua prima apparizione sul grande schermo in New York Stories, il film antologico del 1998 firmato Woody Allen, Kirsten Dunst ha recitato in una serie di film diventati iconici, come Intervista col vampiro, Piccole donne e Jumanji, prima che lungometraggi quali Il giardino delle vergini suicide e Ragazze nel pallone la proiettassero direttamente nella stardom di Hollywood.

Oggi, Kirsten Dunst è considerata una delle attrici più rilevanti e versatili del nostro tempo, capace infatti di passare con spontaneità da classici camp (Le ragazze della Casa Bianca, Belle da morire) a drammi di spessore (Melancholia, Il potere del cane), fino a famose serie televisive (Fargo, On Becoming a God), ma selezionando sempre con attenzione ogni ruolo.

Eppure, la gloriosa carriera di Kirsten è spesso stata sottovalutata. E se da un lato è vero che nomination e premi non misurano necessariamente il talento di un’attrice, dall’altro è un peccato che sia sempre stata ignorata dall'industria del cinema. Almeno fino a ora, quando ha finalmente ottenuto una nomination agli Oscar 2022 per la performance nel neo-western Il potere del cane di Jane Campion.

In occasione del suo compleanno, abbiamo deciso di celebrarla noi come merita, spulciando la filmografia dell’attrice per realizzare una lista di tutti i suoi ruoli più iconici. Escludendo alcuni brevi cameo (perdonateci, fan di The Bling Ring, Anchorman 2, Il falò della vanità), ecco la nostra classifica ufficiale delle performance di Kirsten Dunst.

35. Il corvo 3 - Salvation, Bharat Nalluri (Stati Uniti, 2000)

Il terzo capitolo della popolare serie Il Corvo - The Crow, Il corvo 3 - Salvation, è uscito lo stesso anno di Ragazze nel pallone, film in cui Kirsten ci regala una performance mille volte migliore e più memorabile di quella che vediamo in questo film. In effetti, è assurdo anche solo immaginare che un film così brutto sia riuscito a includere un'attrice fantastica come Kirsten.

34. Levity, Ed Solomon (Stati Uniti, 2003)

Con Billy Bob Thornton, Morgan Freeman, Holly Hunter, questo dramma del 2003 incentrato su un condannato per omicidio in cerca di redenzione è un tentativo senza speranza di ottenere un riconoscimento agli Oscar. Purtroppo, non c'è niente di speciale in questo dramma indie e nemmeno nella performance di Kirsten nei panni di una giovane donna tormentata.

33. Confessione finale, Keith Gordon (Stati Uniti, 1996)

Una Kirsten tredicenne ha un ruolo minore come versione più giovane di Resi Noth (Sheryl Lee) in questo dimenticato adattamento del libro di Kurt Vonnegut ambientato nella seconda guerra mondiale su Howard W. Campbell Jr. (Nick Nolte), uno scrittore americano che tiene discorsi antisemiti via radio per trasmettere messaggi segreti. Anche se ha solo due scene, Kirsten riesce comunque a tenere testa a Nick Nolte.

32. Star System - Se non ci sei non esisti, Robert B. Weide (Regno Unito, 2008)

In questo film incredibilmente sgradevole, Kirsten interpreta Alison Olsen, una redattrice che diventa l’interesse amoroso di un giornalista infantile e idiota. Nonostante la sua performance, il film è senza dubbio dimenticabile. 

31. Upside Down, Juan Solanas (Canada/Francia, 2012)

Incentrato sulla storia di un uomo che vive in un mondo diviso in due zone separate dalla gravità e dalla classe sociale, questo film di fantascienza con un finale prevedibile spreca il talento di Kirsten in una storia romantica tra lei e Jim Sturgess, con il quale non ha alcuna chimica.

30. Small Soldiers, Joe Dante (Stati Uniti, 1998)

In questo film per bambini degli anni '90 sulle action figure giocattolo che prendono vita grazie alla tecnologia militare, Kirsten veste i panni della tipica ragazza della porta accanto—e interesse amoroso del protagonista maschile (Gregory Smith). Non c'è molto di interessante nel personaggio e quindi poco che una giovane Kirsten possa fare per elevarlo. Per fortuna, Il giardino delle vergini suicide uscì solo qualche mese più tardi.

29. Luckytown, Paul Nicholas (Stati Uniti, 2000)

Questo film con una sceneggiatura povera e una trama prevedibile vede Kirsten nei panni di una giovane ragazza che si mette alla ricerca di suo padre giocatore di poker (James Caan) a Las Vegas.

28. Elizabethtown, Cameron Crowe (Stati Uniti, 2005)

In questa commedia romantica di Cameron Crowe, Claire Colburn, interpretata da Kirsten, è una vivace assistente di volo la cui narrazione ruota quasi esclusivamente intorno al protagonista maschile (interpretato da Orlando Bloom). Anche se Elizabethtown non è certamente così terribile come viene dipinto dalla molte persone, il personaggio mal caratterizzato di Kirsten ha portato alla nascita del termine “manic pixie dream girl.” C'è bisogno di aggiungere altro?

27. On the Road, Walter Salles (Francia/Regno Unito/Messico/Brasile/Stati Uniti/Canada, 2012)

In questo tiepido adattamento del libro di Jack Kerouac del 1957, Kirsten interpreta il ruolo di Camille, la moglie dello spirito libero Dean Moriarty interpretato da Garrett Hedlund. Un ruolo sviluppato male che la dipinge esclusivamente in funzione del protagonista maschile e anche se Kirsten riesce a uscire dagli stereotipi femminili utilizzando le poche battute che le vengono concesse, non riesce invece a salvare il film.

26. I due volti di gennaio, Hossein Amini (Stati Uniti/Regno Unito/Francia, 2014)

Anche se sulla carta Kirsten e Oscar Isaac che recitano in un thriller ambientato negli anni ‘60 sembra un'accoppiata perfetta, sfortunatamente questo adattamento dell'omonimo romanzo di Patricia Highsmith non è riuscito a far risaltare le capacità recitative di Kirsten. All’attrice viene fatto interpretare un personaggio piatto che esiste per favorire la narrazione dei suoi due co-protagonisti maschili, Oscar e il marito, interpretato da Viggo Mortensen, che trascorrono la maggior parte del film cercando di fuggire dal paese in seguito all'omicidio di un detective privato.

25. Woodshock, Kate e Laura Mulleavy (Stati Uniti, 2017)

Diretto da Laura e Kate Mulleavy, le sorelle alla guida di Rodarte, Woodshock è un thriller psicologico confusionario che purtroppo risulta abbastanza noioso (molto stile, ma poca sostanza). Kirsten, il cui ruolo da protagonista è stato scritto dalle sue amiche di lunga data proprio pensando a lei, interpreta la sofferente Theresa, riuscendo a ritrarne i sintomi della depressione, disturbo che è riuscita a incarnare perfettamente in Melancholia.

24. Hollywood Confidential, Peter Bogdanovich (Stati Uniti, 2001)

Hollywood Confidential di Peter Bogdanovich, una sorta di prequel di Mank di David Fincher, racconta la storia romanzata della festa sullo yacht di William Randolph Hearst del 1924 che portò alla misteriosa morte del produttore Thomas Ince. In uno dei suoi primi ruoli adulti, Kirsten interpreta l'iconica attrice Marion Davies, riuscendo a salvare un film che altrimenti non avrebbe avuto nessun elemento degno di nota.

23. Get Over It, Tommy O'Haver (Stati Uniti, 2001)

Delle molte rivisitazioni in chiave moderna di William Shakespeare, Get Over It, uno spensierato film per adolescenti degli anni '00 basato su Sogno di una notte di mezza estate, è tra quelli più dimenticabili.

22. Jumanji, Joe Johnston (Stati Uniti/Canada, 1995)

L'interpretazione di Kirsten della dodicenne Judy è probabilmente la parte migliore di questo incoerente ma delizioso film per bambini che racchiude una delle performance più indimenticabili del defunto Robin Williams. In questa produzione, Kirsten urla spesso, rendendo il film una sorta di precursore della trilogia Spider Man firmata Sam Raimi—in cui ha recitato (e urlato) più tardi.

21. Il diritto di contare, Theodore Melfi (Stati Uniti, 2016)

La storia vera di tre matematiche nere interpretate da Taraji P. Henson, Octavia Spencer e Janelle Monáe, in Il diritto di contare Kirsten interpreta Vivian Mitchell, una supervisor razzista della NASA. Pecca dell’interpretazione: il caotico accento del Sud, di cui Kirsten si dimentica a metà film.

20. Midnight Special - Fuga nella notte, Jeff Nichols (Stati Uniti/Grecia, 2016)

Midnight Special è una gemma dello sci-fi che racconta la storia di un giovane bambino (Jaeden Martell) con superpoteri che fugge con suo padre (Michael Shannon) dal governo e da un culto religioso che lo perseguitano. Kirsten interpreta un ruolo marginale come madre del ragazzino. Uno dei momenti più interessanti del film è quando si taglia e tinge i capelli in bagno, un po’ alla Gone Girl

19. Sesso e potere, Barry Levinson (Stati Uniti, 1997)

Anche se Kirsten ha solo un ruolo minore in questa satira politica interpretata da Robert de Niro e Dustin Hoffman—apparendo solamente per pochi minuti nei panni di un'attrice che ha un ruolo in una pubblicità di propaganda usata per aiutare a coprire uno scandalo sessuale presidenziale—riesce comunque a regalarci alcuni dei momenti più divertenti del film. Inoltre, Sesso e potere ci ha regalato uno dei suoi look da red carpet più iconici fino ad oggi, quindi non possiamo non menzionarlo.

18. College Femminile, Sarah Kernochan (Stati Uniti, 1998)

College femminile vanta un cast di stelle esordienti tra cui Gaby Hoffmann, Merritt Wever, Rachael Leigh Cook e Heather Matarazzo, che interpretano delle studentesse ribelli che frequentano una scuola femminile negli anni ‘60. Il ruolo centrale di Kirsten nei panni dell'impertinente Verena von Stefan è stato spesso ricalcato in film successivi. 

17. Wimbledon, Richard Loncraine (Regno Unito/Francia/Stati Uniti, 2004)

In questo film Kirsten è una stella nascente del mondo del tennis americano e la sua interpretazione è la nota positiva che salva questa commedia romantica che la vede insieme a un giocatore professionista in declino interpretato da Paul Bettany. Sfortunatamente, hanno una chimica assolutamente nulla, al punto che il film risulta difficile da guardare.

16. Love & Secrets, Andrew Jarecki (Stati Uniti, 2010)

Basato sulla storia degli omicidi irrisolti che si presume siano stati commessi dal magnate immobiliare Robert Durst, in Love & Secrets vediamo Ryan Gosling nei panni del magnate David Marks, affiancato da Kirsten che regala un’interpretazione stupefacente della sfortunata moglie che si ritrova intrappolata in un matrimonio che diventa sempre più violento.

15. Crazy/Beautiful, John Stockwell (Stati Uniti, 2001)

Ancora una volta nel ruolo di una ragazza ricca e ribelle con problemi con la figura paterna, in questo film Nicole Oakley, interpretata da Dunst, si innamora di un ragazzo americano di origini messicane (Jay Hernandez) di estrazione sociale bassa. Anche se questo film adolescenziale ha una trama trita e ritrita, Kirsten ha una chimica incredibile con Jay e ci regala una performance sincera e straziante.

14. Piccole donne, Gillian Armstrong (Stati Uniti, 1994)

Molto prima che Florence Pugh interpretasse Amy March nella versione di Piccole Donne di Greta Gerwig, Kirsten l’aveva già interpretata regalandoci una performance indimenticabile che ha dato una spinta alla sua fama (il film è uscito un mese prima di Intervista col vampiro). Kristen aggiunge calore a un personaggio dispettoso e decisamente antipatico, mostrando già in giovane età il suo talento.

13. La trilogia di Spider-Man di Sam Raimi (Stati Uniti, 2002-2007)

Nella trilogia di Spider-Man Kirsten interpreta Mary Jane Watson, la “ragazza della porta accanto” e crush di Peter Parker (aka Tobey Maguire). Più dell'interesse amoroso del supereroe spara-ragnatele, la MJ di Kirsten è molto più completa di una semplice scusa per creare la sottotrama romantica. Anche se la maggior parte dell'attenzione è ovviamente posta su Spider-Man, l'affascinante MJ di Kirsten è un’eroina meno riconosciuta.

12. Mona Lisa Smile, Mike Newell (Stati Uniti, 2003)

Ambientato negli anni ‘50 nel New England al Wellesley College, Mona Lisa Smile è un film che si sforza troppo di ottenere una nomination agli Oscar. L’unico elemento indimenticabile è il personaggio di Elizabeth Warren, interpretato da Kirsten, che si fa chiamare “Betty” ed è una ricca snob la cui madre è nel consiglio di amministrazione e per cui la cosa più importante al mondo è la tradizione—seguita ovviamente dal matrimonio. Le sue parole feriscono più di coltelli quando proietta le proprie insicurezze sui suoi compagni di classe e l’abilità di Kirsten di rendere interessante questo personaggio insopportabile è ciò che salva l’intero film.

11. L’inganno, Sofia Coppola (Stati Uniti, 2017)

Kirsten e Sofia Coppola costituiscono una squadra vincente e nella loro terza collaborazione l’attrice è ancora una volta una donna intrappolata nei limiti imposti dalla società, che questa volta la confinano in una villa gotica dentro la quale svolge il ruolo di istitutrice. Sofia racconta l’omonimo film di Clint Eastwood del 1971 dalla prospettiva dei personaggi femminili, dandone una versione indimenticabile anche grazie alla recitazione di un cast stellare che include Nicole Kidman, Elle Fanning e Colin Farrell. È Kirsten che dà davvero al film il suo peso emotivo. Non è certo nuova al ruolo di donne alla ricerca disperata di una via di fuga.

10. The Wedding Party, Leslye Headland (Stati Uniti, 2012)

The Wedding Party di Leslye Headland è una commedia volgare, estremamente sottovalutata e divisiva che può essere vista come la sorella minore di Le amiche della sposa e la cugina più divertente e con i piedi per terra di Una notte da leoni. Ma The Wedding Party ha una cosa che questi altri due film non hanno: Kirsten Dunst. Nei panni di Regan, una trentenne, laureata a Princeton con un fidanzato specializzando in medicina, Kirsten è incaricata di essere la damigella d'onore al matrimonio della sua migliore amica d'infanzia e finisce per dover sistemare il casino fatto alla festa. Anche se il film può non piacere, la performance di Kirsten è senza dubbio indimenticabile.

9. Intervista col vampiro, Neil Jordan (Stati Uniti, 1994)

Dopo una serie di ruoli minori alla tenera età di 11 anni Kirsten ha interpretato il ruolo rivoluzionario di Claudia, la vampira eternamente giovane nel film vampiresco di Neil Jordan con Brad Pitt e Tom Cruise. Ha dell’incredibile che Kirsten sia riuscita così giovane a trasmettere il dramma di Claudia, un'adulta intrappolata nel corpo di una bambina che matura emotivamente pur rimanendo giovane fisicamente. Anche se il cast include alcuni dei più grandi nomi di Hollywood, la vera star di Intervista col vampiro è Kirsten, la cui elettrizzante performance supera quelle delle sue controparti maschili, tanto da esserle valsa una nomination ai Golden Globe.

8. Ragazze nel pallone, Peyton Reed (Stati Uniti, 2000)

Forse uno dei ruoli più iconici dell’attrice, Ragazze nel pallone ha proiettato Dunst nello stardom delle attrici teenager. Di primo impatto, il film sembra essere un altro smielato film adolescenziale dei primi anni '00 e se messo nelle mani sbagliate, Torrence Shipman, il personaggio di Kirsten, sarebbe potuto diventare quello dell’ennesima cheerleader bionda e presuntuosa con niente di interessante. Per fortuna, l’abilità di Kirsten di allontanarsi dagli stereotipi aggiungendo spessore allo spumeggiante capitano della squadra del Rancho Carne Toros bilancia perfettamente la stupidità e la sincerità del suo personaggio.

7. Se mi lasci ti cancello, Michael Gondry (Stati Uniti, 2004)

Anche se la storia d’amore diretta da Michel Gondry è incentrata sulla complicata relazione tra Clementine Kruczynski (Kate Winslet) e Joel Barish (Jim Carrey), lo sceneggiatore Charlie Kaufman è riuscito a intrecciare diverse sottotrame di personaggi che si innamorano delle persone sbagliate. Tra tute spicca Mary Svevo, interpretata da Kirsten, una receptionist della ditta di scacciapensieri che si trova coinvolta in un triangolo amoroso con il tecnico Stan (Mark Ruffalo) e il loro capo, il dottor Howard Mierzwiak (Tom Wilkinson), che cancella i ricordi di Mary della loro relazione a sua insaputa. Se mi lasci ti cancello, alla fine, appartiene a Jim e Kate, ma l'arco commovente di Mary e la performance spiritosa e straziante di Kirsten la rendono il vero MVP.

6. Il potere del cane, Jane Campion (Regno Unito/Australia/Nuova Zelanda/Canada, 2021)

In Il potere del cane di Jane Campion, Kirsten interpreta Rose Gordon, una vedova che gestisce una locanda con l'aiuto del figlio Peter (Kodi Smit-McPhee)—il film che le ha valso la nomination agli Oscar. Quando si innamora e sposa George, un allevatore che si ferma alla locanda, si trasferisce da lui e da suo fratello Phil (Benedict Cumberbatch) e si preoccupa perché Phil è estremamente geloso e disprezza sia Rose che Peter. Questa è una performance delicata che finalmente le fa ottenere una nomination all'Oscar.

5. Le ragazze della Casa Bianca, Andrew Fleming (Stati Unit, 1999)

Qualcuno a Hollywood ha mai avuto un anno più prolifico di Kirsten Dunst nel 1999? Del suo portentoso trittico di film del 1999 (Il giardino delle vergini suicide, Le ragazze della Casa Bianca e Bella da morire), il più sottovalutato è Le ragazze della Casa Bianca, il racconto satirico di Andrew Fleming della presidenza di Richard Nixon e dello scandalo Watergate. Kirsten interpreta Betsy, una delle due adolescenti svampite (l'altra è Arlene, interpretata dall'altrettanto incredibile Michelle Williams) che sono dietro a Gola Profonda, l'informatore anonimo che ha aiutato a far cadere il governo Nixon. Kirsten e Michelle hanno una chimica fantastica nei panni delle due BFF eleganti e il ruolo comico di Kirsten in questo classico cult rimane uno dei più esilaranti di tutti i tempi.

4. Il giardino delle vergini suicide, Sofia Coppola (Stati Uniti, 1999)

Ne Il giardino delle vergini suicide, Kirsten interpreta il ruolo di una ragazza diventata adulta troppo velocemente. Nella prima di una serie di collaborazioni con Sofia Coppola, Kirsten incarna la quattordicenne Lux Lisbon, una ragazzina civettuola e ribelle che vuole sentirsi libera. L’attrice trasmette appieno cosa significa essere un'adolescente che non desidera altro che fuggire dall’ambiente soffocante in cui vive. Questo adattamento onirico del romanzo Le Vergini Suicide di Jeffrey Eugenides del 1995 ha fatto sì che il nome di Kirsten entrasse nella storia di Hollywood.

3. Bella da morire, Michael Patrick Jann (Stati Uniti/Germania, 1999)

Questo mockumentary camp su un concorso di bellezza per adolescenti nella città fittizia di Mount Rose, Minnesota, era in largo anticipo rispetto ai suoi tempi. Nonostante vanti un cast di icone tra cui Allison Janney, Brittany Murphy, Amy Adams, Denise Richards ed Ellen Barkin, Kirsten è inequivocabilmente il centro di Bella da morire. Interpreta Amber Atkins, una ragazza della classe operaia che entra nel frenetico mondo dei concorsi di bellezza nella speranza di emulare sua madre. Mentre alcune delle battute e degli stereotipi riproposti sono invecchiati male, la performance iconica di Kirsten non lo è.

2. Melancholia, Lars Von Trier (Danimarca/Germania/Francia/Svezia/Italia, 2011)

Al centro di questa esplorazione profonda e inquietante della depressione firmata Lars von Trier, c'è Justine, interpretata da Kirsten, una sposa che soffre di disturbo depressivo maggiore, di cui seguiamo la storia mentre vediamo l’asteroide che dà il titolo al film avvicinarsi pericolosamente alla Terra. Il film inizia pochi istanti dopo il suo matrimonio, che dovrebbe essere il giorno più felice della sua vita. Eppure, mentre la giornata va avanti, vediamo la maschera di Justine sgretolarsi lentamente mentre lei lotta per superare gli eventi della serata, tanto che fa un pisolino e un bagno nel bel mezzo della celebrazione. In un mondo ideale, per la sua performance in questo film Kirsten avrebbe dovuto vincere l'Oscar come miglior attrice protagonista. Già, non l’abbiamo ancora superata.

1. Marie Antoinette, Sofia Coppola (Stati Uniti/Francia/Giappone, 2006)

Kirsten è nata per interpretare la regina teenager che dà il titolo alla sua seconda collaborazione con Sofia. In questo dramma in costume modernizzato grazie a una colonna sonora da urlo, Kirsten incarna la Maria Antonietta viziata e materialista di cui Sofia ci fa vedere la giovinezza, l’ingenuità e l’umanità, e di cui Kirsten cattura perfettamente la solitudine legata alle soffocanti aspettative della società. Rimarrà per sempre l’opera più importante delle due artiste.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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