Foto delle celebrità Y2K prima che esistesse Instagram

Fai un tuffo indietro nel tempo con "Autograph Hound: A Retrospective", la mostra in cui l'attrice Sarah Ramos ha raccolto il proprio archivio di scatti iconici per raccontare la fandom culture di quegli anni.

di Mariella Rudi
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05 maggio 2022, 9:28am

Non molte persone lo sanno, ma il concetto di autografo risale almeno all'epoca romana. Una pratica, quella di firmare opere, documenti o dediche, che è arrivata in America intorno al 1815, espandendosi poi durante l'epoca vittoriana innescando una sorta di isteria collettiva: sorsero addirittura delle case d'asta dedicate a questo mercato e le firme scarabocchiate passarono dall’essere dei ricordi carichi d’affetto a merci esclusive e materiale per investimenti, riducendo gli incontri con le celebrità a mere transazioni.

Questo fino al 2004, quando Paris Hilton decretò la fine della compagnia di assicurazioni John Hancock dichiarando che il selfie era ufficialmente “l'autografo del XXI secolo.” Ma la ricercatezza degli autografi non si era ancora affievolita e, appena un anno dopo, l’attrice Sarah Ramos avrebbe avuto la possibilità di accaparrarsi proprio la firma della star, un ricordo fondamentale che ha impresso nella storia scrivendolo nel suo diario personale: "Ci siamo fattɜ tuttɜ una foto con lei e ho ottenuto un suo autografo. Brittany mi ha detto ‘Se le piaci ti chiamerà stronza e, se ti odia, ti chiamerà comunque stronza.’ Ma invece mi ha detto ‘Ehi, bellezza.’ Allora ho pensato: ‘Forse significa che non le piaccio?’”

Recentemente, Sarah ha dissotterrato questo cimelio storico insieme ad altri oggetti dell'inizio degli anni ‘00 per la sua mostra di debutto Autograph Hound: A Retrospective, che si è appena conclusa presso lo spazio no profit Junior High di Glendale a Los Angeles. La mostra, ideata con l’aiuto del museo THNK1994 di New York, ha esposto l'ossessione decennale dell’attrice per le celebrità della sua infanzia, esaminata in questo caso attraverso l'obiettivo di una ragazza che guardava (e guarda ancora) a queste personalità con occhi spalancati d’ammirazione. “Chi si dedica alla caccia agli autografi affronta parecchie montagne russe emotive,” racconta Sarah. “All'inizio, provi quella scarica di adrenalina quando vedi una persona che riconosci dalla TV o dai film, e poi c’è l’istante in cui vai a chiedere quella foto. Se ci pensi troppo e inizi a chiederti se sia cattivo gusto, hai già perso il momento propizio.”

paris hilton e sarah ramos, entrambe vestite di rosa mentre posano

Tutto è cominciato nel 2001, quando un’euforica Sarah ha potuto posare con le gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, per gentile concessione di una crociera ai Caraibi organizzata proprio per la fanbase più devota delle due attrici. Poco dopo, anche Sarah ha iniziato a recitare per professione e durante i 20 anni successivi ha documentato quasi tutti gli incontri avuti con ogni icona di Hollywood, ogni star di Disney Channel e ogni idolo della cultura pop che avesse modo di incrociare. “Chiedere una foto è umiliante, perché stai praticamente chiedendo un favore a un estraneo,” confessa Sarah. “Metti quelle persone su un piedistallo e tu sotto di loro. Simbolicamente, stai dicendo che ‘una foto con te ha più valore per me della mia dignità.’” 

Al centro della collezione di immagini c'è il desiderio latente di accettazione di una teenager che, man mano che cresce, diventa sempre più disincantata nei confronti dello showbiz. “Non viviamo nel mondo che mi è stato promesso in 30 anni in un secondo,” dice. Ma anche se le sue foto da fan si fanno sempre più sfocate e tinte di ironia, l’attrice non è mai riuscita a sedare la sua fangirl interiore e il suo viso mantiene la stessa espressione in ogni immagine: uno stato di adorazione beata. Come se l'Estasi di Santa Teresa del Bernini fosse immortalata da un Blackberry. “Mi piace pensare al mio lavoro come a una sorta di riciclaggio dei detriti che ho accumulato nel corso della mia carriera,” dice Sarah. “Si tratta di reclamare o celebrare cose di cui mi sono vergognata e che sono stata condizionata a credere non avessero alcun valore culturale.”

sarah ramos mary kate e ashley olsen

Nella mostra erano esposti anche i nastri dei provini dove Sarah è stata rifiutata, montati come fossero delle reali scene prese da film. Come City Girl, una serie web tratta direttamente da una commedia romantica che lei stessa aveva scritto nel 2003, affiancata da ritratti disegnati a mano dei suoi compagni di cast in Parenthood della NBC—una produzione che potrebbe essere vista come una masterclass su come lavorare con ɜ tuoɜ eroɜ. Eppure, l’attrice confessa di fare ancora fatica ad adattarsi alle regole della fama. “C'è un livello di entusiasmo che è ben accetto, anche se devi comunque avere sempre un atteggiamento tranquillo e deciso davanti alle celebrità o finirai per apparire fuori luogo. In ogni caso, la mia conclusione è che anche le celebrità, in fondo, sono delle fan.”

All'inaugurazione di Autograph Hound, fan di Sarah e amicɜ famosɜ hanno posato tutta la notte per farsi ritrarre insieme, offrendo un esempio di quello stesso meccanismo che la mostra voleva illustrare. In definitiva, la mostra d'arte esplorava il concetto di celebrità, ed era realizzata da una celebrità che frequentava altre celebrità. Ogni fan ha avuto il permesso dall'artista stessa di dare sfogo al proprio segugio di autografi interiore, il che ha portato a fiumi di lacrime, sudore e palpitazioni, soprattutto in presenza delle star del web Logan Lerman e Dylan O'Brien. “Il lavoro di Sarah è assolutamente all'avanguardia. È un'artista vera e onesta,” ha commentato Dylan dopo l’apertura, tra le mille interruzioni di persone che gli chiedevano di firmare iPhone e bottiglie di birra Modelo.

sarah ramos posa con dei cartonati di zendaya, rihanna e timothee chalamet

“Direi che il 99% del gruppo di fan che c’era quella sera—ma anche in generale—ti approccia sempre con delle scuse,” racconta. "Paradossalmente, il segreto è che con me meno si chiede e più si ottiene.” Nel corso di un decennio, Dylan può contare sulle dita di due mani quante volte qualcuno è andato da lui solo per dire che apprezzava il suo lavoro. Eppure, ultimamente, ogni giorno incontra qualche fan che gli chiede qualcosa.

Dopo tutto, un selfie è una stretta di mano. È un saluto o un addio, un modo per iniziare una conversazione con un estraneo, o per finirla. È uno scatto sulla macchina fotografica, uno scarabocchio su una pagina, raccolto sulla spinta di un puro sentimento di ammirazione.

sarah ramos e camila mendes fotografate insiemein una scuola superiore

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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