Le fotografie dei party di i-D negli anni '80

"RAVE ONE" è il libro di Peter J. Walsh che celebra i giorni di gloria dell'Haçienda, il famosissimo club di Manchester.

di Ryan White
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22 ottobre 2021, 4:00am

Nonostante abbia passato gli ultimi 30 anni a scattare serate, concerti, festival, rave illegali e tutto ciò che mixa notte, divertimento ed edonismo, Peter J Walsh non ha mai pubblicato un libro fotografico sul clubbing. Fino a quest’estate, quando si è immerso nel proprio archivio per scansionare i negativi e raccogliere le foto scattate durante il suo periodo passato all’Haçienda, vera e propria colonna portante del clubbing di Manchester tra il 1982 e il 1997 e luogo catalizzatore dell'acid house europea. Il risultato è RAVE ONE, un libro realizzato con IDEA che appena sarà nelle tue mani ti farà venire voglia di prendere il primo treno per il festival più vicino.

Tony Wilson, fondatore e manager del club (dei Joy Division e dell'etichetta New Order Factory Records), descriveva una serata al club come un'esperienza religiosa e l’imponente spazio della venue come una sorta di luogo di culto. Per questo, abbiamo voluto chiedere a Peter cosa, secondo lui, ha reso l’Haçienda la Mecca del clubbing internazionale. Prima di tutto, "il design del club era molto all’avanguardia," ci racconta. "Gli omaggi che Ben Kelly ha fatto all'eredità industriale di Manchester erano geniali. Ogni volta che ci entravi, venivi trasportato in un viaggio lontano dalle strade grigie, buie e spesso piovose di Manchester, che guidava direttamente verso uno spazio nuovo ed eccitante, dove potevi sperimentare tutta l'avanguardia musicale, culturale e sociale di quegli anni."

clubbers al club hacienda

Non c’era alcuna pretenziosità, era un luogo dove ogni persona si considerava uguale all’altra. "Non c'era una divisione tra un noi e un loro, non c’era alcuna gerarchia," racconta. "E poi, tra le orde di raver e le band potevi incontrare molte celebrità. Avresti potuto salutare Peter [Hook] o imbatterti in Bernard dei New Order. Avresti potuto chiacchierare o discutere con Tony Wilson nel Gay Traitor Bar. Era uno spazio di trasformazione, dove sono nate idee, dj, brand di moda e gruppi musicali. In quel breve lasso di tempo, durante la nascita dell'acid house, penso che l’Haçienda sia stato un vero e proprio collettivo spirituale, un'esperienza che lega inscindibilmente chiunque ci sia stato."

In particolare, Peter ricorda una serata specifica, in cui "ogni mercoledì sera, veniva ricreato il mood di Ibiza, a Manchester." Jon DaSilva, una figura seminale della scena clubbing britannica, si doveva esibire a una di quelle serate. "Tra una traccia e l’altra, lui riproduceva il suono di tuoni lontani, e tu ti trovavi sulla pista da ballo con la condensa che gocciolava su di te dal soffitto, e sentivi di essere al centro di un'esperienza divina. I dj dell’Haçienda erano amati da tuttə, perché sapevano trasportarti in luoghi e situazioni che non avevi mai vissuto o visto prima."

una dj con un vestito a rete urla con le braccia alzate

Nel periodo in cui è sono state scattate le foto di RAVE ONE, Peter lavorava come fotografo per NMEThe FaceMixmag, e anche per noi di i-D. E in un momento storico in cui il clubbing era parte integrante di qualsiasi magazine settimanale o mensile, il fotografo di trovava a dover scattare sei o sette serate su commissione a settimana. "Le deadline erano molto strette, quindi il lavoro era sempre molto intenso e veloce," ci spiega.

Le foto di molti dei concerti, delle serate o rave a cui partecipava sarebbero dovute arrivare a Londra il giorno dopo averle scattate, e quindi il fotografo si ritrovava molto spesso a dover finire quelle serate nella sua camera oscura, per riuscire ad avare le foto pronte per le 6:00 del mattino. "[Creare il libro] mi ha riportato alla mente i ricordi di quando elaboravo i negativi, di quando visionavo i rullini e la sensazione che si prova quando tra gli scatti trovi una foto che ti piaceva. Il libro è proprio questo, una serie di ricordi di rullini e di serate passate a stampare le foto, a guidare tra le strade di Manchester all’alba, per far arrivare le stampe in tempo sul treno."

Una manciata di foto incluse nel libro sono state scattate durante le feste organizzate da i-D a all’Haçienda (leggi le caption di alcune delle immagini per capire di quali si trattano). Questi eventi si trasformavano sempre in grandi serate, racconta Peter, e spesso includevano un dj set, una performance o una sfilata di moda. “Le serate di i-D erano davvero famose, ed erano fantastiche da fotografare perché per l’occasione ə raver si vestivano particolarmente bene," ricorda Peter. "La cosa fantastica dell’Haçienda era che si trattava di un luogo dove idee, musica e moda si mescolavano tra loro, e ho sempre avuto la sensazione che partecipare alle serate di i-D ti portava a scoprire qualcosa di nuovo e insolito, ogni singola volta." Qualche anno prima di iniziare a lavorare come fotografo, Peter già comprava i-D e ne leggeva ogni pagina attentamente. "Anni dopo, non potevo crederci di essere il fotografo di quelle serate all’Haçienda e di ricevere un incarico proprio da parte di quella rivista." 

delle persone che ballano sotto una luce viola

Oltre all'estasi e all’edonismo di queste serate, alcune immagini incarnano anche le sfide affrontate e la successiva chiusura del club durante gli anni '90. Una foto, in particolare: quella del co-fondatore Tony e dell’architetto d'interni Ben vicino all'ingresso del club, scattata a una festa organizzata in occasione della riapertura del locale. "Il club aveva chiuso volontariamente nel gennaio 1991 per colpa dell’aumento della violenza all'ingresso e all'interno del club," racconta. "Il fine settimana prima della chiusura, ho allestito uno studio nel seminterrato per fotografare quanti più raver possibili. Stavo scattando i loro ritratti come fosse l’ultima testimonianza delle persone che frequentavano il club. Poi, la settimana successiva, scattai le foto della conferenza stampa in cui Tony annunciò la chiusura dell’Haçienda ai media. Abbiamo tuttə pensato: ‘È finita, l’Haçienda sparirà.’ Poi, tre mesi dopo, è stato riaperto. Erano tuttə esaltatə all’idea. Tony e Ben hanno uno sguardo così felice in quello scatto. La loro amicizia e la loro fratellanza traspaiono benissimo."

Ma più che ogni altra cosa, per Peter questo è un libro sulle connessioni che si creano tra le persone. "Molte di queste immagini non le vedevo da 30 anni," confessa. "Ho potuto rivedere vecchie facce, vecchə amicə, e alcunə di loro non sono nemmeno più con noi. Ci sono molti sorrisi nelle immagini. Ci siamo divertiti un casino!"

“RAVE ONE” di Peter J. Walsh è disponibile qui.

delle persone che ballano sotto una luce rossa
tre uomini sulla pista da ballo durante una serata
Un gruppo di raver sulla pista da ballo durante una serata di i-D
una donna che fuma e beve durante una serata di i-D e un ragazzo con turbante
Ravers che bevono durante una serata di i-D
persone che ballano sulla pista da ballo con camicie ampie
un uomo che indica una E stampata sulla propria felpa
un uomo con una camicia nera e dei jeans che balla su una pista da ballo in un club
un gruppo di persone che sorridono su una pista da ballo
Ravers sulla pista da ballo durante una serata di i-D
tre donne che sorridono durante una serata al club
la pista da ballo della the hacienda con delle persone che ballano
due uomini in completo ridono e ballano sulla pista da ballo
Foot Patrol sulla pista da ballo durante una serata di i-D
un 10 su un cartellone all'interno del club hacienda
Foto del decimo anniversario del club

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK. 

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Crediti

Tutte le immagini su gentile concessione di Peter J Walsh

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