La Venezia solitaria e introversa che non avevi idea esistesse

Clelia Cadamuro ha immortalato gli angoli dell'isola che hanno scelto di ritrarsi dal turismo e dalla visibilità, per vivere ancora in quel silenzio che solo la laguna è in grado di concedere.

di Carolina Micella
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22 luglio 2021, 9:17am

Ci sono città che suscitano spensieratezza, altre ansia, altre ancora che percepiamo come se fossero “casa” ancora prima di conoscerle, e poi ci sono quelle in cui viviamo ma che non sentiamo mai nostre per davvero. Ci sono le cittadine nordiche, le metropoli giganti, i paesi di montagna e quelli caldi e vivaci del mare, accomunati da un’atmosfera di confusione, caos generale e intersezione di eventi e casualità. Le città si mostrano ai nostri occhi come dei palpitanti centri nevralgici culturali e sociali, in cui tutto è possibile e dove le occasioni appaiono servite su piatti d’argento. Insomma, tutte queste realtà hanno una propria identità, che corrisponde o meno ai ritratti tessuti dall’immaginario collettivo.

E poi c’è Venezia, che dell’idea di “città standard” ha ben poco e, in quanto isola, aleggia in un uno stato idealmente—e letteralmente—di isolamento, più da placida realtà provinciale che da caotico hub metropolitano. Togliendo dalla lista Biennale, vernissage annessi e le mete turistiche da souvenir, ecco che si distacca da tutto ciò che concerne disordine, rumore, caos.

ragazza distesa e acqua alta a Venezia, dittico 01, fotografia di Celia Cadamuro

Per sovvertire questa visione della città lagunare, ma soprattutto per raccontarci la Venezia al di là dei circuiti turistici, che vive e fa rumore da sé, la fotografa Clelia Cadamuro, nata e cresciuta a Milano ma di base a Venezia dal 2014, ha fotografato la realtà veneziana in tutte le sue sfaccettature, realizzando un collage visivo dei suoi limiti e delle sue ricchezze.

I sensi dell’isola, questo il titolo del progetto che Clelia ha ultimato nel 2021, raccoglie le fotografie analogiche scattate nel centro storico di Venezia e nelle isole limitrofe di Murano, Lido, Pellestrina, Giudecca e Sant’Elena dal 2015 al 2020, restituendo un percorso temporale e visivo che non nasconde l’isola dalla propria solitudine, ma che fa di questa condizione il suo punto di forza, un’esperienza quasi sacrale, devota alla contemplazione e a una silenziosa resilienza.

anguilla nell'acqua a Venezia, fotografia di Celia Cadamuro

Per la fotografa, vivere in un’isola non è di certo un impedimento, rappresenta anzi una grande possibilità creativa. A ben pensarci, isola, e quindi isolamento, non significa solamente esclusione, ma anche qualcosa di nuovo e unico. Quello di Venezia non è un isolamento lontano, da cui cercare sollievo, ma un isolamento in cui cercare sollievo, rintracciabile nella coltivazione della propria unicità proprio in quanto abitanti di un luogo che dipende solamente da se stesso. Del resto, dopo questo lungo periodo di solitudine, abbiamo provato sulla nostra pelle che cosa l’isolamento possa causare. Ecco, per Venezia, è un po’ la stessa cosa.

“In un periodo storico in cui questa città si ritrova a vivere una crisi identitaria, ho voluto mostrare il punto di vista di chi ha scelto di spostarsi o chi ha deciso di rimanere in una città prossima allo spopolamento” ci racconta Clelia, sottolineando come non per tutti l’idea di città sia equivalente a caos e movimento e che, in ogni caso, non sia questo a pregiudicare effettivamente la natura meno “cittadina” dell’isola. Venezia, al contrario dai canonici e frenetici flussi urbani, vive di un sottobosco palpitante di realtà culturali, reti sociali e occasioni che sfuggono agli occhi del turismo a cui Clelia ci introduce, alzando il sipario su di una città silenziosa, solitaria e per questo unica nel suo genere.

Il libro del progetto “I sensi dell’isola” di Clelia Cadamuro è stato autoprodotto nel 2021 in un numero limitato di copie (45 copie esistenti).

persone in spiaggia e un falò, fotografia di Clelia Cadamuro
ragazzo disteso e casa gialla di Venezia, dittico 05, fotografia di Celia Cadamuro
prato e veduta aerea di Venezia, dittico 06, fotografia di Celia Cadamuro
giardino e grata sulla laguna, dittico 07, fotografia di Celia Cadamuro
acqua alta sulle piante, dittico 04, fotografia di Celia Cadamuro
muro sull'acqua, fotografia di Clelia Cadamuro
acqua alta, fotografia di Clelia Cadamuro
acqua alta, fotografia di Clelia Cadamuro
amaca e barca, dittico 08, fotografia di Celia Cadamuro
papere e muro giallo, dittico 03, fotografia di Celia Cadamuro
muro rosso, fotografia di Clelia Cadamuro
palazzi veneziani, dittico 02, fotografia di Celia Cadamuro
prato spoglio e facciata di una casa, dittico 09, fotografia di Celia Cadamuro
stivali per l'acqua alta, fotografia di Clelia Cadamuro

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Crediti

Testo di Carolina Micella
Fotografie di Clelia Cadamuro

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