Perché Marc Jacobs è (ancora) così iconico?

A spiegarcelo sono direttamente i fan e gli amici dello stilista.

di Jack Sunnucks
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14 settembre 2021, 11:26am

Questo contenuto è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D's “The in real life issue”, no. 364, Autunno 2021. Ordina la tua copia qui.

Per me Marc Jacobs è da tempo un riferimento iconografico, come lo è per molti dei designer, fotograf* e stilist* che ho intervistato. È stato proprio il documentario del 2007, Marc Jacobs & Louis Vuitton (reperibile su YouTube), a incoraggiarmi a lavorare nella moda. Le scene del film in cui Marc e il suo team sono in viaggio verso Tokyo, tormentati dai look delle sfilate mentre giocano con i bottoni di una borsa enorme, mi trasportavano in un mondo lontanissimo dalla periferia di Londra in cui vivevo, un mondo dove la gente era pazza per la moda almeno quanto lo ero io. "Era così gentile con il suo team e lavorava in un modo che era allo stesso tempo easy e incredibilmente professionale," racconta Patric DiCaprio del brand newyorkese Vaquera, un altro fan del documentario. "Questo modo di lavorare è estremamente raro e da stimare, soprattutto se paragonato al costante approccio frenetico e melodrammatico che pervade il settore."

Marc ha trascorso il periodo della pandemia nella sua nuova casa poco fuori New York, scegliendo di saltare le sfilate delle ultime due stagioni. A casa sognava, si scattava selfie nel suo guardaroba e sperimentava con le possibilità della moda. Il suo atteso ritorno del 28 giugno 2021 è stato infatti un omaggio a New York, ma non aveva niente a che vedere con quello che ci aspettavamo. Invece del classico Marc, abbiamo avuto uno scorcio della vita reale della città vista attraverso le lenti surreali del designer. Le modelle e i modelli erano avvolti in enormi capispalla di una miriade di colori e tessuti, che sembravano dire "non toccarmi" (a meno che tu non sia invitato a farlo). “Penso che la collezione che ha appena presentato sia fresca, nuova ed eccitante. Dimostra che è ancora in cima al mondo," ha detto Kim Jones. Essere oltraggiosi, chic, grunge o creare una qualsiasi identità attraverso l'abbigliamento è un atto di amore per se stessi. E questo è qualcosa che Marc Jacobs sa comunicare in modo implicito.

una modella in un vestito arancio indossa una giacca avento oversize nera

Così, abbiamo chiesto ad alcune persone di dirci perché anche loro amano Marc Jacobs, ovvero a Kim Jones OBE—buon amico di Marc e direttore artistico di Dior Homme e della moda donna e couture di Fendi—, a Mike Eckhaus—metà del brand seminale americano Eckhaus Latta—e a Patric Dicaprio, fondatore del marchio di New York Vaquera, che si autodefinisce "moda da fan fiction." Hanno dato il loro contributo anche gli stilisti Matt Holmes e Cruz Valdez, oltre alla fotografa Grace Ahlbom. Tutti fan di Marc perché, riprendendo le parole di Mike, “è il marchio americano per eccellenza, che ha contraddistinto il periodo tra il XX e il XXI secolo—intelligente, giocoso, ben studiato, camp e stratificato, sempre più complesso e scandaloso.”

Quando sei entrato in contatto con Marc Jacobs per la prima volta?
Mike Eckhaus: Ho conosciuto Marc Jacobs alle superiori, quando stavo iniziando ad addentrarmi nel mondo della moda. La prima sua sfilata che ricordo è la S/S 03, sottilmente vintage. E come dimenticare, sempre in quella stagione, la sua collaborazione con Murakami per LV? È stata pazzesca. Poi fece quello spettacolo per la collezione autunno di Cardin, con un ritmo che mi confuse molto. Ma ho imparato presto che quello è il ritmo a cui scorre Marc.

Patric DiCaprio: Marc mi ha rapito con le pubblicità insieme a Juergen Teller, in particolare quelle con Cole Mohr per la moda femminile. Ricordo che mia madre me le mostrava dicendomi: "Questi mi ricordano te." L'idea che il cross-dressing allora esistesse anche solo come un'opzione lontana è stata una rivelazione per me, che all’epoca ero un liceale annoiato dell’Alabama in fissa col gotico.

Matt Holmes: Ho scoperto Marc Jacobs durante il liceo. Ricordo di aver fatto coming out proprio la sera della sua sfilata ispirata a Jodie Foster in Taxi Driver, che ho guardato in streaming poco dopo quel momento. La colonna sonora della sfilata rispecchiava in pieno l’atmosfera drammatica e complessa che aleggiava in casa mia.

Cruz Valdez: Ero alle medie quando ho visto sul MySpace di qualcuno la pubblicità di Sofia Coppola sdraiata a letto con indosso un vestito rosso scattata da Juergen. In quel momento non sapevo chi o cosa fosse, ma ero certo che amavo quanto era chic.

modell indossa total look marc jacobs

Qual è l’aspetto più importante di Marc Jacobs per te?
Kim Jones: Marc è lo stilista che per eccellenza ha inventato lo stile Uptown/Downtown. Riconosce la necessità di mescolare elementi da diverse culture per creare qualcosa di nuovo.

Mike Eckhaus: Marc Jacobs è il marchio americano per eccellenza, che ha contraddistinto il periodo a cavallo tra XX e XXI secolo—intelligente, giocoso, ben studiato, così camp e così stratificato, sempre più complesso e provocatorio. Il brand si è preso una pausa qualche anno fa, ma ora le collezioni di ogni stagione sono sempre più favolose. Amo la libertà che esprime attraverso i suoi ultimi lavori.

Patric DiCaprio: Il suo senso dell’umorismo!

Matt Holmes: Marc Jacobs riesce a essere glamour pur mantenendo i piedi ben saldi a terra. Ciò che ci insegna è che non dobbiamo mai dimenticare da dove veniamo, perché la nostra vita, i nostri interessi e le nostre passioni danno un’anima a ciò che creiamo.

Cruz Valdez: È fondamentale che nella moda ci siano persone visionarie. La loro visione fa sì che il settore si mantenga vivace e proiettato verso nuovi lidi.

Victor Vegas: Il legame tra Marc Jacobs, il grunge e New York ha influenzato più di ogni altra cosa la percezione dell’alta moda di oggi. È stato uno dei pochi designer che è riuscito a ribaltare ciò che i piani alti della moda ritenevano fosse accettabile vedere sulle passerelle.

modell indossa total look marc jacobs

Cosa rappresenta Marc Jacobs per New York in particolare?
Mike Eckhaus: Lui è da sempre LA sfilata.

Patric DiCaprio: Marc è essenziale per New York perché è la prova vivente che grande concettualità e commerciabilità non si escludono a vicenda. Un'idea con cui molti dei gatekeeper dell'industria della moda di New York non sarebbero d'accordo.

Matt Holmes: Attraverso i suoi design, Marc Jacobs trasmette la sua storia. Prende ispirazione da ogni angolo di New York, senza distinzioni tra street e glamour. Marc sa come mostrare al mondo la vera moda made in New York.

Cruz Valdez: Nessun altro stilista riesce a catturare quel glamour classico tipico di New York come Marc Jacobs. A volte, passeggiando per la città, vivo dei "momenti newyorkesi" in cui la bellezza di questo luogo prende il sopravvento e mi travolge. Penso che anche i suoi vestiti facciano lo stesso effetto.

modell indossa total look marc jacobs 2021

Marc ha influenzato il modo in cui lavori—che si tratti di vestiti, sfilate o a idee—o sulla tua identità?
Kim Jones: Assolutamente. Marc mi ingaggiò da Vuitton, dove il suo approccio, la sua attenzione ai dettagli, la sua natura collaborativa hanno plasmato chi sono oggi… Penso che la collezione che ha appena presentato sia veramente fresca, nuova ed eccitante.

Mike Eckhaus: Penso che il suo spirito sia davvero da ammirare. C'è così tanto cuore e dinamismo in ciò che crea.

Patric DiCaprio: Vederlo disegnare la sua collezione per Louis Vuitton nel documentario Marc Jacobs & Louis Vuitton è stato davvero stimolante per me. Era così gentile con il suo team, lavorando in un modo che era allo stesso tempo easy e incredibilmente professionale. Questo approccio è estremamente raro e da stimare, soprattutto se paragonato al modo di lavorare frenetico e melodrammatico che pervade il settore (vedi Raf Simons in Dior and I).

Matt Holmes: Marc Jacobs mi ha influenzato in moltissimi modi, soprattutto nel bisogno e nel desiderio di creare un mondo attraverso il mio lavoro, per celebrare e mettere in discussione i miei confini e i miei focus. Si tratta di avere personalità e una visione. E richiede molto più tempo, impegno e passione per consolidarsi rispetto a un post su Instagram. Questo approccio mi ha davvero ispirato a essere retrospettivo, come anche a guardarmi e chiedermi: "Come mi sento in questo momento rispetto al mio lavoro?”

Grace Ahlbom: Le pubblicità di Marc Jacobs degli anni '90 hanno definito l’arte dell’intimità casual, influenzando fortemente il mio lavoro. La maggior parte delle volte, i vestiti entrano a malapena nel cartellone. La mia pubblicità preferita in assoluto è di Kim Gordon in un abito di tulle rosa. Sembra che sia stata scattata con una macchina fotografica compatta, come avrebbe potuto fare un fan durante un pogo dei Sonic Youth. È un po' sfocata e decentrata, ed è perfetta così com’è.

Cruz Valdez: Quando Marc supporta una specifica azione o estetica della moda, è una certezza di qualità. Mi piace il fatto che Marc non abbia paura di valorizzare elementi classici e dare loro una boccata d'aria fresca.

Victor Vegas: L’amore di Marc Jacobs per New York, per il suo paesaggio e il suo spazio fisico è ciò che apprezzo di più di lui. Quando creo capi per il mio brand, Primer Rebelde De America, attingo da elementi grezzi della storia indigena. Allo stesso modo Marc Jacob attinge allo spirito grezzo della musica e della cultura newyorkesi, che lo ha ispirato quando era un giovane stilista.

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C'è un momento che ti è particolarmente piaciuto delle sfilate o della carriera di Marc?
Kim Jones: Ce ne sono così tanti, sia per quanto riguarda il suo brand sia nella collaborazione con Louis Vuitton. Il grunge di Perry Ellis, il treno che si ferma da Vuitton, la sua ultima collezione…

Mike Eckhaus: Amo l'energia della collezione che ha creato quando era stato derubato e aveva dovuto iniziare la sfilata con due ore di ritardo.

Patric DiCaprio: L'ideazione e la realizzazione della borsa tritarifiuti di Louis Vuitton. Ripugnante, stupido, iconico.

Matt Holmes: Probabilmente, la collezione ispirata a Dr. Seuss, con i cappelli in pelliccia sintetica e la passerella-ventosa. Sto ancora cercando quel cappello e lo continuerò a cercare per sempre. Qualcuno mi aiuti a trovarlo per favore!

Cruz Valdez: Ce ne sono molti, ma mi ritrovo sempre a prendere ispirazione dall'A/I 13. Niente pantaloni, c'est chic.

Victor Vegas: Il lavoro che mi ha colpito di più è stato il suo primo con i Sonic Youth. Soprattutto il video di Sugar Kane, che continua a ispirarmi per via del suo approccio naturale, privo di qualsiasi sentimento artificioso.

Domanda bonus: qual è la celebrità amica di Marc Jacobs che ti piace di più?
Mike Eckhaus: Lil’ Kim, duh.

Patric DiCaprio: Sofia Coppola!

Matt Holmes: Oh, Sofia Coppola, sicuramente!

Cruz Valdez: Adoro Lisa Rinna!

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Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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Crediti

Fotografia Amy Troost
Stylist Alastair McKimm

Capelli Tina Outen con l’utilizzo di Bumble and bumble.
MUA Sally Branka a LGA Management con l’utilizzo di Estée Lauder.
Nail technician Honey per Exposure NY con l’utilizzo di Lakur.
Assistente alla fotografia Karen Goss and Darren Hall.
Operatore digitale Alonzo Maciel.
Assistente styling Madison Matusich, Milton Dixon III e Casey Conrad. Braiding Amesha Alston.
Assistente MUA Juan Jaar e Chloe Grae.
Assistente unghie Krysty Williams.
Produzione Cat Lewis.
On-set producer Alex Royals.
Casting director Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.
Modell*: Anok Yai per Next, Alyssa Peoples e Bomi Youn per The Industry, Eden Joi e Thursday per The Society, J’Adore Benjamin per Ford Models, Stevie Boykin per Elite, Luke Lenski per IMG, Daisy Oh per Premier, Maya Willener per Women Management.
Tutti i vestiti e gli accessori sono MARC JACOBS.

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