Fotografia di Thurstan Redding. Moda di Matt Holmes.

chi sono i talenti che stanno riscrivendo le regole della moda di oggi (parte due)

Una nuova generazione di creativi sta distruggendo regole, dogmi e stereotipi del business of fashion.

di i-D Staff; traduzione di Gaia Caccianiga
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01 aprile 2019, 12:33pm

Fotografia di Thurstan Redding. Moda di Matt Holmes.

Questo articolo è originariamente apparso in versione cartacea sul numero 355 di i-D, The Homegrown Issue , primavera 2019

mowalola
Mowalola indossa abito Loewe

Mowalola
È difficile credere che una volta nessuno conoscesse Mowalola. Ma nel 2019 è impossibile parlare dei nuovi volti della moda e delle star del futuro del settore senza citarla. Protagonista di Fashion East, (nonostante sia entrata a far parte dell’incubatore solo l’anno scorso) Mowalola Ogunlesi sta lasciando il segno. Le sue creazioni sono audaci: sexy, Afro-futuristic, senza genere e ultramoderne. “Sesso. Più sesso. Più sexy,” ha detto a i-D l’anno scorso descrivendo il suo stile. Figlia di designer nigeriani, e trasferitasi in Inghilterra a 12 anni, Mowalola è un simbolo di culture che si uniscono, e ha un’incredibile capacità di omaggiare le sue radici mantenendo lo sguardo rivolto a un futuro globale e intergalattico. “Non devono essere solo le persone di colore ad apprezzare i miei lavori, essendo decisamente black,” spiega. “Basta capire che si tratta di riconoscere se stessi e di non dispiacersi. Questo vale per tutti.” Oggi, è portavoce di una generazione di giovani della moda, con la sua energia contagiosa, e i suoi look estremi - la sfilata di Fashion East autunno/inverno 19 l’ha vista far sfilare le modelle con un trucco camouflage psichedelico – e per le sue creazioni visivamente sorprendenti e sfrontatamente sensuali. “Come designer, abbiamo bisogno di parlare con le persone e di raccontare una storia,” racconta Mowalola. È solo l’inizio dell’avventura di questa stella nascente della moda.

Testo Roisin Lanigan

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Supriya cappotto, camicia e pantaloni Raf Simons. Scarpe Miu Mu.

Supriya Lele
Supriya fa parte di una generazione di designer, fotografi e stylist che promuove una nuova sensibilità nella moda, una generazione che con le sue creazioni esplora la sua eredità interculturale, portando nelle moda la modernità di un mondo globale. I genitori di Supriya sono medici che si sono trasferiti nelle Midlands dall’India negli anni ‘80, dove lei è nata. Si è laureata all’RCA, e Fashion East l’ha scoperta e guidata. Supriya è diventata subito la preferita dalla critica. I suoi design attraversano continenti e storie personali. Supriya spiega che “il colore, le stampe e i tessuti,” sono gli elementi al centro del suo brand, e che tutto si basa sul suo “sovversivo approccio allo stile indiano” per creare qualcosa di “pulito, minimale e femminile.” Trova ispirazione sia nei vestiti che i suoi nonni indossavano in India, sia in quelli della sua infanzia in Gran Bretagna, e li unisce alle influenze minimaliste di designer come Helmut Lang per creare capi di sportswear. In pratica Supriya usa gli elementi dei capi tradizionali indiani - le decorazioni e i drappeggi dei sari e i ricami ornamentali – e li trasforma in capi moderni sexy e forti. Ma il bello è che Supriya non cade mai nei cliché, i suoi capi non diventano costumi, esplora la sua identità con un’onestà poetica.

Testo Felix Petty

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Campbell indossa giacca Marni. Giacca e polo SHIRT Ben Sherman. Cappello del modello.

Campbell Addy
Campbell Addy è una delle voci emergenti più importanti della moda degli ultimi anni. Un talento naturale dietro la macchina fotografica, Campbell ha scattato Adut Akech per l’EarthWise Issue di i-D dello scorso anno, ed è un collaboratore abituale e apprezzato del nostro magazine. Il giovane fotografo del Sud di Londra ha un’abilità innata nel creare bellissime ed emozionanti immagini, aiutato in parte dalla sua bravura nei casting. A tal fine ha lanciato Nii, una rivista e agenzia di casting, che ha usato per esplorare diversi argomenti, dalla rappresentazione, alla famiglia, alla sessualità. Il suo scopo? Rendere la moda un posto più emozionante e vario per tutti. “Vorrei vedere più diversità dietro e davanti la macchina fotografica, più donne di colore nel nostro settore, non solo come modelle. Abbiamo bisogno di più stylist, fotografe, make-up artist, registe e caporedattrici!”. Parole sante.

Testo Felix Petty

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Bianca indossa abito Wales Bonner. Collana della modella.

Bianca Saunders
Bianca Saunders è impegnatissima. Ha presentato un’incredibile collezione autunno/inverno 19 durante la Fashion Week uomo londinese, e poi è andata a Parigi per venderla. Le prime settimane dell’anno sono le più difficile per tutti i giovani designer di abbigliamento maschile. Ma la straordinaria giovane creativa non sta lavorando solo su questo – Bianca sta anche preparando una mostra che rivelerà il lavoro e la ricerca dietro le sue collezioni. Ha anche fatto un corto in cui registra le conversazioni tra di lei e le sue muse nelle loro camere da letto, dove parlano delle loro esperienze e dei loro sentimenti. Tutto ciò alimenta il lavoro di Bianca come designer, crea abiti che sono intimi, romantici, umani, che esplorano la mascolinità con profondità e sfumatura. “L’ispirazione continua ad arrivarmi dalle persone che mi stanno intorno,” spiega. “La mia ricerca è un modo per documentare le mie opinioni e le mie storie.” Anche se si è laureata solo un anno fa, Bianca ha già raccolto consenso della critica, e il suo brand è in vendita da Matches, che ha anche finanziato la sua presentazione autunno/inverno 19. Ma non è tutto così semplice. “Pensavo che studiare fosse difficile, ma avere il mio brand lo è ancora di più! Sto ancora imparando a essere una businesswoman e a dover gestire un team, e allo stesso tempo essere una designer supercreativa.” Noi pensiamo che stia già facendo un ottimo lavoro.

Testo Felix Petty

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Ib indossa abiti Alexander McQueen.

Ibrahim Kamara
Ib Kamara è di che uno stylist. È un creatore, un collaboratore e un visionario della moda ispirato “dalla passione per le immagini e dalla possibilità di realizzarle.” Ci siamo innamorati dei lavori di Ib la prima volta che l’abbiamo visto, e non potremmo essere più felici di averlo accolto nel team di i-D come Fashion Editor At Large. Crea scatti incredibili che esplorano le possibilità creative e artistiche di un editoriale di moda. Nato in Sierra Leone, Ib ha catturato la nostra attenzione con il suo progetto di laurea, 2026, che esplora il futuro della mascolinità degli uomini neri. Dalla sua laurea, si è goduto la meritata rapida ascesa del suo talento, mostrando i suoi lavori in tutto il mondo, e portando la moda in nuovi luoghi emozionanti. Ma non ha ancora tutto ben chiaro, sta ancora “scoprendo e imparando, tra vent’anni tutto avrà un senso.”

Testo Felix Petty

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Troy indossa giacca Carhartt WIP. Top e scarpa Charles Jeffrey LOVERBOY. Jeans e sciarpe Levi’s.

Troy Fearn
“Sono sempre stato interessato a creare bellissime immagini,” dice Troy Fearn quando gli si chiede cosa l’ha attirato al mondo della moda. Dopo essersi trasferito a Londra dal nord dell’Inghilterra, il futuro casting director ha iniziato come assistente per l’innovativo brand KTZ. Nel giro di una settimana è diventato un impiegato a tempo pieno e si è subito diventato studio manager e addetto ai casting. “Sono sempre alla ricerca di nuovi volti. In discoteca, al supermercato, su Instagram. Mi guardo sempre attorno.” Dopo aver collaborato con la casting director Mischa Notcutt per TM Casting, e aver lavorato con tutti da Gareth Pugh a Valentino a Adidas, la coppia ha deciso di mettersi in proprio e Fearn ha lanciato Troy Casting e la Troy Agency. Dall’aver scelto i ragazzi che hanno sfilato per Per Götesson a gennaio e aver scovato uno dei volti più interessanti della stagione uomo autunno/inverno 19, Mattie Cozartt, Fearn sta ridefinendo il significato di bellezza nel 2019. “La gente che mi sta attorno mi ricorda quanto sia divertente questo settore,” spiega. “Sono fortunato a lavorare e conoscere alcune delle persone più incredibili che mi ispirano e stimolano quotidianamente.”

Testo Steve Salter

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Ai indossa felpa Jil Sander. Collant e stivali della modella.

Ai Kamoshita
Abbiamo conosciuto per la prima volta la stylist giapponese Ai Kamoshita come assistente dei più importanti nomi dell’industria della moda nel 2016. Ha studiato fashion design e womenswear a Tokyo ma ha scoperto la sua passione per lo styling dopo la laurea, una volta trasferita a Londra, e ha iniziato a fare da assistente al Fashion Director di LOVE, Panos Yiapanis. Il suo consiglio ai tempi? “Abbi pazienza, cerca sempre di raggiungere la perfezione, e conosci bene gli archivi di moda.” Dà lì, Ai ha continuato a ricoprire importanti incarichi, dall’occuparsi dello styling di Christine and the Queens per i-D lo scorso anno, alla sfilata di Fumito Ganryu al Pitti Uomo primavera/estate 19 – la sua prima collezione dopo aver lasciato Comme des Garçons. “Mi sono divertita molto a fare lo styling della collezione di Fumito. Dalle giacche che possono essere pantaloni, ai pantaloni che si attaccano alle giacche, ho apprezzato molto la libertà delle sue creazioni.” Tre anni dopo, il suo consiglio per tutti quelli che vogliono seguire la sua strada rimane lo stesso. Trova sempre nuovi riferimenti, lavora duramente e soprattutto, “trova il tuo approccio personale!”

Testo Ryan White

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Madde indossa abiti e gioielli Alexander McQueen.

Madde Østlie
Nata in Norvegia e cresciuta Londra, Madde Østlie è una donna di mondo, favolosa e divertente. Con la sua grande personalità, e un cuore ancora più grande, Madde è entrata nelle nostre vite coh AAMO, l’agenzia di casting che ha fondato con la modella, sua migliore amica, Adwoa Aboah che l’ha subuto resa un guru dello street casting. Nel 2017, Madde ha fatto tutto il casting per la The Creativity Issue di i-D con Tim Walker, che, ci racconta, organizza dei party natalizi incredibili. E qui arriva la nuova avventura di Madde, Strong. “Una piattaforma di street casting che permette alle persone di essere notate, anche se si trovano in città dove manca la rappresentazione. Come casting director, mi comporto in base a quello che credo funzionerà e che manca nel settore.” spiega. Esplorando città come Atlanta, Houston e Miami, che vengono spesso ignorate dalla moda, sta abbandonando il classico concetto di agenzia e mette avanti il talento. Quindi come deve essere un volto di Strong? “Un bel volto è un volto onesto,” dice Madde. “Sono attratta dalle persone che mi guardano dritta negli occhi. Cerco qualcosa di diverso, una buona struttura ossea, occhi gentili, stile interessante e una personalità forte. Quindi tutto e niente.” E per quanto riguarda le modelle digitali? “Ci si rivolteranno contro,” ci avverte.

Testo Frankie Dunn

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Priya indossa abito e scarpe Chloé. Gioielli della modella.

Priya Ahluwalia
Dopo aver visto le conseguenze degli sprechi causati dall’industria della moda duranti un viaggio di famiglia a Lagos, Priya ha iniziato a cercare informazioni sulla vita dei capi di seconda mano. Mentre studiava le sue radici indio-nigeriane, la ricerca l’ha portata a Panipat, una città a nord di Delhi, per fotografare la capitale mondiale del riciclo di abiti. “Vedere quanti rifiuti produciamo, quanto compriamo e di come ce ne liberiamo mi ha davvero aperto gli occhi,” spiega Priya. Dà lì ha trovato ispirazione per la sua collezione di laurea magistrale all’università di Westminster e per il suo libro in edizione limitata, totalmente ecosostenibile, Sweet Lassi. Così ha portato visibilità al problema del sovraconsumo nel settore della moda. “E’ difficile pensare a una soluzione definitiva senza dire che bisogna smettere di produrre nuovi capi d’abbigliamento,” dice Priya. “Dobbiamo trasformare gli scarti della moda in altri abiti.” E’ proprio quello che vuole fare Ahluwalia Studio, e dopo aver dato inizio a conversazioni attese da tempo, Priya ha fondato un marchio sostenibile che crea capi patchwork da donazioni. “Il settore si sta aprendo alle idee di molte persone diverse,” spiega. “I designer hanno finalmente una voce grazie a piattaforme come Instagram. Credo davvero che ci sia spazio per chiunque, e che tutti hanno qualcosa di unico da dire. E’ importante essere aperti e stringere rapporti con le persone che incontri all’università e nel settore, puoi imparare moltissimo.”

Testo Steve Salter

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Thomas indossa felpa Stüssy. Pantalone Martine Rose. Cintura Levi’s. Gioielli del modello. Scarpe Santoni.

Thomas Petherick
Dopo aver finito l’università, dove ha studiato design multidisciplinare, Thomas Petherick non sapeva bene che strada prendere. E’ sempre stato bravo a creare cose così i suoi amici gli hanno suggerito di farlo. Conosceva un po’ di stylist e ha iniziato a realizzare props per loro. Poi si è fatto esperienza come assistente set designer... ma nessuno rispondeva alle sue email. Peccato per loro, perchè ora Thomas si è messo in proprio ed è un richiestissimo set designer che si occupa di sfilate, editoriali e installazioni. Secondo lui questo lavoro è il giusto mix di arte e sperimentazione. “Il mondo della moda permette di essere molto creativi. La mia idea sul set design è che è quasi scultura. La gente mi dà molte opportunità di essere inventivo.” Non puoi compiacerti troppo quando lavori nella moda, ma se ti piace essere spinto, allora è un settore che fa per te. “Adoro lavorare molto a lungo, lo stress, mi piace avere molto da fare... Sono un po’ sadico, ci provo quasi gusto.” E noi lo capiamo benissimo.

Testo Clem De Pressigny

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Maxwell indossa giacca e t-shirt Margaret Howell. Pantaloni e scarpe Les Hommes.

Maxwell Tomlinson
Maxwell Tomlinson è in un “piccolo pub nelle highlands scozzesi” per prendere un po’ d’aria e per concedersi una pausa dal lavoro quando ci incontriamo. Dovete sapere che Maxwell è molto richiesto. Laureato all’LCF, collabora da anni con i-D – e sarebbe difficile trovare un giovane fotografo più versatile di lui. Ha scattato attori e artisti, skater e rapper, editoriali di moda, molto spesso in un bianco e nero nostalgico e seducente. Trova ispirazione nel “Quotidiano e nell’ordinario. Lo stranamente familiare,” e ha preso in mano la macchina fotografica ispirato dalle immagini che ha visto nelle riviste di skateboard. “Mi ricordo di essere stato colpito in modo bizzarro da quelle foto,” spiega. “Non solo dalle foto di skate, ma anche dai panorami e dai ritratti che accompagnavano gli articoli, spesso posti in cui non ero mai stato. Mi hanno dato molto entusiasmo e voglia di vedere il mondo.”

Testo di Felix Petty

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Alexandra indossa tutti abiti Louis Vuitton.

Alexandra Leese
In un’industria che è sempre in costante evoluzione, come si fa a rimanere rilevanti? Come si fa a risaltare in un settore in cui i social media sono sempre pieni di contenuti nuovi? Per la fotografa Alexandra Leese, tutto dipende dal rimanere fedele a se stessi e lasciare che sia il proprio lavoro a parlarle. “Credo che ognuno di noi ha un modo unico di vedere il mondo e di trovare ispirazione,” dice. “La cosa migliore da fare è provare, rimanere fedeli a se stessi e permettere che questo traspaia dal proprio lavoro. Penso che la gente sia attratta naturalmente a questo tipo di energia.” Le foto di Alex catturano l’energia dei suoi soggetti e riflettono sull’idea di identità e sulla condizione umane, il fatto di avere origini inglesi e di Hong Kong l’ha aiutata ad avere prospettive più ampie su queste tematiche. “Sono attratta dalle persone e dalla loro energia, da chi sono, dalle loro storie e da quello in cui credono,” spiega. “Al giorno d’oggi non si parla solo di abiti. Credo che siamo una generazione che sta provando a fare dei cambiamenti significativi attraverso il nostro lavoro.” Non potremmo essere più emozionati per il futuro.

Testo Roisin Lanigan

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William indossa tutti abiti Hermès.

William Farr
Il creatore William Farr realizza installazioni temporanee che documenta attraverso la fotografia. Nato a Huddersfield, nello Yorkshire nel 1992, è influenzato da ciò che gli sta attorno. “Amo la scienza e l’idea di trovare vite su altri pianeti di affascina moltissimo,” dice. “Penso sempre a come sarebbe vedere la vita da prospettive diverse dalla mia.” Infatti il suo obiettivo è quello di girare il mondo “raccogliendo fiori e spazzatura e realizzando opere con questi”. Vorrebbe fare molte mostre, libri e intraprendere “il maggior numero di progetti creativi possibile”, un’ambizione che non sembra poi così assurda, se consideriamo il fatto che descrive il suo lavoro come “un insieme di tutto quello che ho vissuto”. Anche se non c’è un solo tema facilmente identificabile nelle opere di William, (“E’ più una riflessione sul significato dell’esistenza e sul valore che diamo alla vita”) c’è una filosofia. “Interrompo sempre il mio processo creativo,” dice. “E’ come un caos controllato. Mi immagino di creare un’opera che è come un linguaggio, per prendere parte alla discussione di una più ampia comunità di creativi.” Noi lo stiamo ascoltando.

Testo Matthew Whitehouse

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Mishca indossa abito Gucci. Cappello Costume Studio. Scarpe della modella.

Mischa Notcutt
Dall’aver fatto il casting per la sfilata che ha ripotarto in vita la fantasia carica di sesso di Mowalola Ogunlesi per Fashion East a gennaio, all’essersi occupata dello styling e della direzione creativa della sensuale e poliedrica voce di una generazione, Kelela, e dopo aver suonato un vasto mix di nu-garage, nu-grime, nu-hip hop e musica dance con gli amici DJ Larry B e Crackstevens della radio di Hackney NTS Radio, Mischa Notcutt è una tuttofare fai da te che continua a sfidare il concetto di creatività. Dopo essersi laureata in fashion design alla Central Saint Martins, ha deciso di costruirsi la sua strada. “Alla fine delle lezioni ho realizzato che non volevo fare una cosa sola,” spiega. “Amavo il processo di design, ma anche gli shooting, adoravo le collezione degli altri, adoravo trovare persone da scattare, adoravo essere una DJ.” Volendo fare tutto, Mischa ha guadagnato una notevole esperienza nel settore lavorando come assistente, e incoraggiata dalla suo gruppo di amici ballerini e clubber, ha lanciato la sua impresa. “Ho avuto l’occasione di imparare, vivere, incontrare e sperimentare,” aggiunge. “Tutto è andato di pari passo. Ho sempre pensato che fare molte cose contemporaneamente fosse inconveniente ma mi ha aiutato in molti modi.” Il suo curriculum sfida i generi e mescola i confini, ed è come una chiamata alle armi che sfida sentieri già ben definiti e nutre il mondo che vogliamo vedere. “La prossima generazione che ci sta leggendo e che sogna di lavorare nella moda, deve ricordarsi di lavorare duramente, essere gentile ed entusiasta, e di divertirsi,” spiega. Bisogna seguire il suo esempio. Fai da assistente, collabora e crea per spingerti oltre.

Testo Steve Salter

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Bolade indossa polo Fendi. T-shirt (indossata sotto), cintura Levi’s. Pantaloni Supreme. Collana del modello.

Bolade Banjo
Bolade Banjo crede che la bellezza sia in continua evoluzione. C’è da dire che i suoi lavori sono stupendi, una serie di storie che si legano alla sua esperienza di giovane ragazzo che sta crescendo a Londra nel 2019. Bolade ha scattato editoriali per vari numeri di i-D, tra cui il designer Nicholas Daley e Andre Walker, e il musicista Skepta. Il suo recente libro fotografico, They Think Brighter Than You Shine, è stato scattatto in otto mesi a Detroit, ed è nato grazie alle sue curiosità e voglia di viaggiare per vedere le cose con i suoi occhi. “Avere una visione a lungo termine e capire le tue opportunità viene dalla costanza delle persone che ti hanno preceduto, e quella costanza che hai oggi non è solo per te ma anche per le generazioni future.”

Testo Matthew Whitehouse

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Athena indossa un corsetto prestato dal National Theatre Costume. Gioielli della modella.

Athena Paginton
La bellezza sta cambiando. Una nuova ondata di make-up artist sta assumendo il controllo e Athena Paginton ne è a capo. Descrivendo la sua estetica come “genuina, libera, e giocosa,” per Athena la bellezza è questione di sicurezza in se stessi. Usa la faccia come tela per tutto quello che è alieno e assurdo. Il suo Instagram è una miniera d’oro di bellezza non convenzionale, con immagini di modelle con disegni scozzesi, graffiti, e pezzi di puzzle stampati sui loro volti. “Oggi la moda è fluida, e questo mi ispira.” dice Athena. “Offre opportunità di cambiamento. I brand stanno diventando sempre più sostenibili e rispettosi dell’ambiente, è fantastico.” Non usare prodotti testati sugli animali è molto importante per Athena. E per noi. Quindi come sarà l’industria del beauty tra 50 anni? “Molto eterogenea,” sostiene. Noi ce lo auguriamo.

Testo Roisin Lanigan

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Leggi anche, ovviamente, la parte uno se te la sei perso:

Crediti


Fotografia di Thurstan Redding
Moda di Matt Holmes

Capelli Teiji Utsumi per Bryant Artists. Trucco Porsche Poon con prodotti NARS Cosmetics. Movement director Pat Bugolsawski per Streeters. Set design Andrew Lim Clarkson. Assistenti alla fotografia Sam Henry e Nick Hadfield. Assistenti allo styling Sam Thompson e Nathan Henry. Assistenti capelli Kanae kikuchi. Assistente trucco Eddy LiuSet. Assistente design Sophie Coates. Production KO Productions.