come trovare il proprio posto nel mondo: vi presentiamo rebecca zola

Coming-out, accettazione di sé e coraggio di non nascondersi. Il progetto della studentessa IED Rebecca Zola ci insegna che siamo noi a doverci definire, non gli altri.

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gen 26 2018, 11:24am

Questo contenuto fa parte della serie 'Best IED Students', ricerca in cui noi di i-D selezioniamo i nuovi creativi che entrano oggi a far parte dell'industria della moda. Presentando le loro tesi di laurea, i migliori studenti del corso Fashion Styling 2017 dell’Istituto Europeo IED vogliono raccontarsi e condividere con i nostri lettori il futuro della moda.

Mi chiamo Rebecca Zola, ho 23 anni e sono nata e cresciuta in un piccolo paesino della provincia di Savona, in Liguria. La piccola realtà del mio luogo di origine mi è sempre stata un po’ stretta, mi sono sempre sentita come un pesce fuor d’acqua. Ho cominciato a sentirmi a mio agio quando ho deciso di cambiare percorso scolastico e ho deciso di cedere alla mia necessità di intraprendere un viaggio più creativo ed artistico. Dal liceo linguistico mi sono trasferita al liceo artistico per cominciare a studiare filmica e fotografia. Lì è come se potessi essere veramente me stessa senza troppi giudizi e critiche, finalmente potevo esprimere a modo mio la mia creatività, circondata da persone molte estrose, ritenute forse anche un po’ pazze e sopra le righe dalle persone esterne. Questi anni di libertà artistica mi hanno incentivata a continuare in questo campo e, spinta dalla mia grande passione per la moda, la scelta di studiare Fashion Styling allo IED è arrivata in modo spontaneo e semplice.

Lo IED mi ha aiutata molto a distruggere tutti i muri di pregiudizi che uno si può costruire nell’adolescenza, soprattutto in un paesino di 6.000 abitanti. Durante il mio percorso di studi la maggior parte dei docenti hanno cercato di trasmettermi un messaggio a parer mio importantissimo: non mettere mai un freno alla propria creatività e soprattutto alla propria persona, non vergognarsi MAI di chi si è e di essere sempre fieri delle proprie esperienze di vita.
La mia tesi è stata appunto una conseguenza di quello che mi è stato insegnato in questi tre anni, esprimendo la mia crescita personale, fortemente legata alla mia persona e al mio vissuto.

Merak, le differenze che ci circondano è un elaborato che racconta il mio coming-out. Questa tesi mi ha permesso di mostrare ciò che sono, di esplorare le mie opinioni e vivere in modo più consapevole. Inoltre, la mia volontà era anche quella di contribuire alla sensibilizzazione delle persone alla comunità LGBTQ, perché la battaglia per la parità di diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non è totalmente conclusa, ma al contrario siamo ancora ben lontana dai risultati che ci si potrebbe aspettare da una società sviluppata come la nostra. Volevo far comprendere a un pubblico esterno come una persona che vuole sottoporsi al proprio coming-out si potrebbe sentire; come in molti casi l‘accettazione di se stessi e della propria libertà sessuale non sia sempre immediata, ma al contrario rappresenti un percorso composto da fasi differenti, lunghe e molte volte delicate.

Merak è un termine estratto dal vocabolario serbo che indica la sensazione di unità e armonia che deriva dai piaceri più semplici. Nel mio progetto ho cercato di trasmettere la mia quotidianità, i piccoli gesti e la naturalità della vita di coppia, evidenziando inoltre le piccole e grandi differenze che caratterizzano la mia personalità e quella della mia fidanzata. Da questo ultimo aspetto deriva il significato del sottocapitolo Le differenze che ci accomunano, poiché penso siano proprio le diversità a rendere un rapporto costruttivo e dinamico, stimolando il confronto e il miglioramento di sé, come individuo e come coppia. La mia progettazione è una raccolta fotografica di immagini scattate da me stessa alla mia ragazza, nella nostra casa, in vacanza, in poche parole nella nostra vita e nel nostro quotidiano. È lei la protagonista della serie, ma entrambe le nostre personalità sono ben presenti, vicine, anche se molto differenti l’una dall’altra.

Oltre ad essere stata una grande opportunità di crescita personale, spero fortemente che questo progetto sia un buon esempio e un incentivo per tutti coloro che stanno ancora cercando la propria libertà e il proprio posto nel mondo. Non abbiate paura di essere chi siete veramente, amatevi e non nascondetevi per paura del giudizio degli altri, in alcuni casi le persone che temete di più vi possono stupire positivamente.

Crediti


Contenuto realizzato in collaborazione con l'Università IED di Milano
Direzione Creativa Rebecca Zola