10 cose che forse non sapete su spike jonze

Tipo che ha skateato con Joaquin Phoenix prima di girare 'Her'. O che non riguarda mai i suoi film.

di Oliver Lunn
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08 gennaio 2018, 3:12pm

La scorsa settimana Spike Jonze ha rilasciato un'intervista di tre ore ai ragazzi del podcast The Nine Club Show. Nel corso della puntata il regista, fotografo e icona dello skate ha raccontato un fracco si storie sulla sua ascesa negli anni '90. Dall'aiuto ricevuto da Kim Gordon a inizio carriera all'ansia che lo ha divorato vivo durante le riprese di Three Kings, dal pomeriggio sullo skateboard con Joaquin Phoenix e qualche burrito alle figure che più l'hanno influenzato, ecco 10 cose che forse non sapete su Spike Jonze scoperte durante la sua ultima intervista.

1. Mark Gonzales l'ha influenzato parecchio.
All'inizio dell'intervista—che vale davvero la pena vedere non appena si trovano quasi tre ore di vuoto esistenziale da riempire—Spike tesse le lodi dello skater professionista Mark Gonzales (aka The Gonz). "Credo che sia tra le persone che più mi hanno influenzato per il modo in cui pensa e vive la sua vita. È molto astratto." Spike cita poi Video Days, il suo corto per Blind in cui The Gonz skatea sulle note di John Coltrane: "È così che skatea Mark, come se stesse suonando un pezzo jazz. Improvvisa, ma con maestria." E conclude poi: "Con quel video volevo trasmettere agli spettatori com'è passare del tempo con Mark."

2. Harold e Maude è uno dei suoi film preferiti
Nel periodo in cui stava girando Video Days, Spike passava gran parte del tempo libero con The Gonz e lo skater professionista Jason Lee (oggi celebre attore) e insieme si guardavano un sacco di film. "Uno di quelli che Mark ci ha fatto vedere è Harold e Maude... La cosa bella è che oggi questo è uno dei miei film preferiti ed è stato proprio Mark a farmelo conoscere. Avrò avuto 19 o 20 anni e mi ha colpito parecchio. Alla fine il protagonista decide di buttare l'auto giù dalla scogliera ed è a questa scena che mi sono ispirato per il finale di Video Days."

3. Ha chiesto a Owen Wilson di recitare in un suo video
Nel suo divertentissimo cameo in Yeah Right!, Owen Wilson dice in tutta tranquillità "everyone’s biting my shit!" Spike ha spiegato che l'idea di scegliere Wilson sia stata dello skater Mike Carrol: "li ho incontrati [Wilson e Wes Anderson] mentre giravano Bottle Rocket," spiega Spike, "e non appena rotto il ghiaccio gli ho chiesto se gli andava di farlo... È il migliore, come Keenan Milton: non puoi essere triste quando c'è lui."

4. C'è anche un magazine sulle sottoculture giovanili che ha la firma di Spike Jonze
"La prima volta che ho fotografato Mark Gonzales stavamo lavorando a questo magazine chiamato Homeboy," ha spiegato Spike, che descrive la rivista come "una specie di pubblicazione su skateboard, BMX e musica. Sono usciti solo sette numeri però, perché poi il publisher ha deciso di chiuderlo." All'inizio della sua carriera come fotografo di street culture sono stati proprio questi scatti a farlo arrivare su Transworld. In bocca al lupo se pensate di trovarne una copia ora.

5. Kim Gordon gli ha dato una bella mano a inizio carriera
Dopo aver visto Video Days, Kim Gordon ha contattato Spike per girare un video dei Sonic Youth. Ma la cosa più incredibile è la storia del video in sé: "Mark era a un concerto dei Sonic Youth e tornando a casa li ha visti nel parcheggio. Così gli ha lasciato il suo video, loro se lo sono guardati sul bus e gli è piaciuto un botto." Poco dopo, Spike ha ricevuto una chiamata da Gordon che gli chiedeva di girare l'iconico video di 100>#/i###. Chi lo sa, senza The Gonz la carriera di Spike avrebbe potuto essere radicalmente diversa.

6. Ha sofferto di crisi d'ansia girando Three Kings
Il debutto alla recitazione di Spike Lee è stato nel film da 40 miliardi di dollari Three Kings al fianco di George Clooney. "Ci sono stati dei momenti sul set in cui ero davvero nervoso," ha ricordato. "Ero ansioso, mi sembrava la cosa sbagliata. Mi sentivo uno stronzo davanti a una telecamera." E ha poi aggiunto: "Christian Bale avrebbe dovuto fare l'audizione per quel ruolo (ancora non era famoso), ma David O Russel [il regista, nda] è arrivato e ha detto 'no, io voglio Spike.' 'Vuoi un tuo amico che non ha mai recitato prima in un film da 40 milioni di dollari?' 'Sì, precisamente.'"

7. Si è fatto un viaggio di tre giorni per skateare durante l'editing di Nel Paese Delle Creature Selvagge
Quando Spike si è trasferito a Londra per cinque mesi per editare Nel Paese Delle Creature Selvagge, il carico di lavoro l'ha fatto un po' esaurire. "Verso la fine stavo impazzendo. Eravamo a Londra in questa struttura per la post-produzione e analizzavamo ogni singolo fotogramma... Era un casino a livello psicologico, così per tre giorni siamo scappati in Germania e non abbiamo fatto altro che skateare."

8. Joaquin Phoenix ha skateato con Spike e ha portato un sacco di burrito
Durante le fasi iniziali di Her, Spike stava lavorando al video Pretty Sweet per Girl Skateboards. "Joaquin è cresciuto skateando, quindi mentre stavamo facendo le prove per Her mi è venuto spontaneo chiedergli se voleva venire con noi a girare [per Girl Skateboards, nda]." Uno degli intervistatori ricorda un momento in particolare: "Quando ha scoperto che non ci saremmo fermati per pranzare ci è rimasto male, così il giorno dopo ha portato un'enorme confezione di burrito per tutti." E Spike: "Era preoccupato per voi ragazzi, credeva che non mangiaste a sufficienza."

9. Non riguarda mai i suoi film
"Boh, non li rivedo mai, perché in fase di editing li guardo così tante volte che ne ho quasi la nausea." Spike è un maniaco dell'editing, che dura circa un anno per ogni suo film e comprende suppergiù 25 diverse versioni della stessa pellicola. Poi, "durante l'ultimo screening capisco immediatamente di aver raggiunto l'obiettivo, di aver fatto quello che mi ero prefissato... e non lo riguardo più, perché è come se la mia relazione con il film fosse preesistente."

10. I social media non fanno per lui
Spike se ne frega dei social media. Una volta aveva Instagram, ma poi ha cancellato il suo account. "Mi piace la mia sfera privata," ha commentato. "Mi piace parlare con i miei amici, condividere le foto che faccio con loro. Quindi per me non ha senso. E credo anche di essere vecchio: non capisco perché vorresti mostrare qualcosa di tuo a qualcuno che non conosci.

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