voi odiate, noi doniamo e combattiamo

#youhatewedonate è l'iniziativa italiana che risponde a insulti e discriminazioni facendo donazioni in massa alle associazioni benefiche. Noi siamo con loro, e voi?

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07 giugno 2018, 1:12pm

Illustrazione su gentile concessione di @chiaralascura

Rispondere all’odio con l’odio non ha mai portato da nessuna parte. E nell'attuale clima politico anche le varie forme di slacktivism non sono sufficienti. Certo, non tutti abbiamo la possibilità di combattere in prima linea e scendere in piazza con il megafono in mano (anche se a Milano questo weekend si può fare), ma la necessità di fare la nostra parte si fa sempre più impellente. L'aria che respiriamo è sempre più tesa, le opinioni che sentiamo in giro sempre più reazionarie e nelle ultime settimane le cose non hanno fatto altro che peggiorare. Ecco allora che You Hate We Donate è l’iniziativa giusta.

È tutto molto semplice. Come spiegato sul sito dell’iniziativa, "a ogni dichiarazione o atto d’odio da parte di un personaggio pubblico partono le donazioni di massa a quelle associazioni che difendono i diritti di chi è stato attaccato con le parole o con i fatti. Ogni offesa non solo diventa lo spunto per reagire ma genera letteralmente più soldi e più sostegno per chi è stato offeso. Ogni volta terremo conto di quanti soldi in donazioni quella particolare esternazione ha prodotto. E troveremo il modo di farlo sapere al personaggio pubblico in questione."

Partecipare è ancora più semplice: scegliete una o più associazioni colpite dall’odio di un personaggio pubblico, fate una donazione – anche simbolica – indicando nelle note del pagamento “campagna youhatewedonate” e comunicate la vostra azione qui e al mondo intero tramite l’hashtag #youhatewedonate o #voiodiatenoidoniamo.

Ma come è nata questa iniziativa? Dopo le recenti dichiarazioni del neo-ministro alla Famiglia e alla Disabilità Lorenzo Fontana (il cui peso politico è stato ben analizzato dai nostri colleghi di VICE) la blogger Simona Melani ha donato 10 euro all’associazione ArciGay proprio a nome del ministro, condividendo il tutto su Twitter. Intanto, la social media manager e copywriter Marianna Peracchi ha visto nel gesto dell’amica qualcosa forte, necessario e replicabile su larga scala. Nel giro di pochissimo è nato You Hate We Donate, progetto concreto di guerriglia civile che sembra al momento la migliore risposta a tutte quelle dichiarazioni omofobe, sessiste e razziste che si sentono in giro e, ancor più di frequente, si leggono sui social.

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Crediti


Testo Benedetta Pini
Grafica Chiara LaScura