Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

la diversity è necessaria: in conversazione con timur si-qin

La diversità è l'unica vera costante della vita, caratteristica intrinseca all'essere in tutte le sue forme. Il perché e il come ce lo spiega l'artista Timur Si-Qin.

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mag 17 2018, 2:39pm

Fotografia di Rosario Rex Di Salvo

Fatevi un regalo. Non perdete occasione di visitare New Peace, la mostra di Timur Si-Qin presentata da Kaleidoscope e allestita ancora per 24 ore presso Spazio Maiocchi a Milano.

Credo sia un privilegio regalarsi un’ora di tempo, calarsi nella dimensione aliena presentata da Timur e cercare di capire il senso del suo lavoro. Cosa vuol dire New Peace e cosa ci sta comunicando l’artista attraverso con la sua grande affissione pubblicitaria "Campaign for a New Protocol" che domina il cortile dello spazio espositivo?

Sicuramente il titolo della mostra è per certi versi catartico, i paesaggi digitali impressi nei lightbox sono intriganti e l’esperienza in realtà virtuale è coinvolgente, ma questo non è il motivo per cui la mostra sia necessaria. Molti artisti stanno sperimentando oggi questa dimensione digitale e immersiva; pensiamo a Jon Rafman, Rachel Rossin, Jordan Wolfson o all’italiana Chiara Passa, solo per nominarne alcuni. Nel lavoro di Timur però c’è molto di più da scoprire ed è necessario fare un minimo sforzo per guardare oltre ai pixel dell’interfaccia digitale proposta da questi lavori. La sua forza sta nel pensiero e nelle parole che lo sigillano. Parla di diversità, della necessità del diverso, dell’essenza del diverso, l’essere che è diversità. Questo pensiero è fondamentale e necessario in questo momento storico, anzi, è l’unico pensiero accettabile!

L’esperienza di New Peace si dipana in un viaggio lungo la superficie di un pianeta possibile, in cui l’artista codifica un paesaggio digitale pulsante. Diciamo una versione contemporanea e altamente digitale che ci fa pensare alle contemplazioni estatiche del maestro romantico Caspar David Friedrich, che immortalava avventurieri dello spirito in paesaggi sublimi.

Cosa stiamo guardando? Lo chiediamo all’artista.

Gloria: La conoscenza umana è parziale e contingente e sembra che la tua mostra sia un tentativo di immaginare un mondo che esiste indipendentemente dalle nostre menti. È una realtà postumana? Nel libro A New Protocol, pubblicato da Kaleidoscope per la mostra, parli di morfogenesi, cosa intendi?
Timur: La morfogenesi si riferisce al processo attraverso il quale le cose nel mondo prendono forma. Le forme dei nostri corpi sono determinate dagli stessi processi fondamentali di quelli che determinano le forme delle piante, delle nuvole e delle galassie. Questo mi ha sempre dato la sensazione che il mondo sia ordinato e modellato a un livello fondamentale. Modelli che non sono necessariamente prevedibili, ma sono esteticamente belli e misteriosi.

Sì, la conoscenza umana è parziale e contingente, ma la natura stessa della realtà è intrinsecamente imprevedibile o tecnicamente non computazionale. Per me questo ha sempre tenuto la porta aperta per un universo veramente aperto e libero, tecnicamente deterministico e causale, e tuttavia pienamente capace di libero arbitrio.

Credo che questa capacità di libertà e di differenza che la realtà svela sia una verità inalienabile. Non importa chi sei e cosa credi sulla realtà, devi ammettere che il cambiamento accade, che la differenza accade, nel tempo e nello spazio. La differenza è una verità condivisa da tutti e la prova che possiamo accedere a una caratteristica del mondo reale indipendente dalle nostre esperienze soggettive.

Gloria: Se la coscienza umana non è ciò che dà identità a montagne e fiumi, piante e animali, allora cosa fa? Cosa c'è dietro questo New Protocol?
Timur: Penso che questa idea che la coscienza, il linguaggio o la cultura umana costruiscano interamente l'identità, e nei casi estremi l'essere fisico della realtà, sia un residuo antropocentrico delle religioni agrarie. La lingua scritta nacque accanto all'agricoltura e quindi non sorprende che il linguaggio costituisca la base, ad esempio, delle religioni abramitiche: "In principio era la parola."

Tuttavia ciò che ci ha condotto a questa idea della centralità del linguaggio è l'errata percezione antropocentrica della centralità della coscienza umana. I popoli antichi non avevano motivo di dubitare che gli umani fossero le creazioni scelte di dio. Ma come sappiamo oggi, gli umani sono solo una specie tra milioni di animali evoluti in modo contingente.

Oggi è più importante che mai acquistare un senso appropriato del nostro posto nella scala dell'universo, per imparare che il mondo non ruota intorno alla coscienza umana ma è in realtà materiale e fisico, sensibile e fragile, indipendente da noi, dal nostro pensiero e dalla nostra lingua.

Gloria: Quindi Timur, qual è secondo te il futuro dell’etica?
Timur: La seconda osservazione fondamentale di New Peace è che l'universo si sta impegnando nel processo fondamentale della differenziazione. L'universo è iniziato con un sacco di idrogeno e in miliardi di anni abbiamo tutta la complessità e la varietà dell'evoluzione cosmica, biologica e tecnologica. Sembra che la differenziazione sia il nome del gioco. Diverse esperienze sono ciò che rendono la vita degna di essere vissuta. La biodiversità è fondamentale per la salute degli ecosistemi. Esiste persino una ricerca che suggerisce che la base dell'intelligenza stessa è la spinta a massimizzare la possibilità di azioni future o, in altre parole, la diversità del futuro.

In questo caso, dopo aver compreso che il processo fondamentale del nostro universo è la progressiva differenziazione, possiamo derivare un nuovo senso dell'etica basato sulla verità fisica della differenziazione piuttosto che su un umanesimo arbitrario e antropocentrico. L'etica, come l'intelligenza, è anche una spinta a massimizzare le possibilità future, per massimizzare la libertà della realtà e degli organismi. Questo presenta un modello etico alternativo che non dovrebbe essere predeterminabile ma piuttosto contingente e contestuale alle circostanze. Un'etica che non si basa su meccanismi arbitrari di fantasia come credere che le proprie azioni saranno giudicate, premiate o punite nel dopo vita. Ma invece un'etica radicata nella libertà fisica della realtà per tutti gli organismi.

Gloria: Grazie Timur, sei l’organismo più saggio che io conosca!

Se volete leggere il manifesto di New Peace trovate qui il testo integrale.

Crediti


Testo di Gloria Maria Cappelletti
Fotografia di Rosario Rex Di Salvo
Un ringraziamento speciale a Kaleidoscope e Spazio Maiocchi.