Fotografia di Paolo Roversi

naomi campbell: "c'è una naomi che nessuno conosce."

—Credi negli oroscopi? —Credo in Mercurio retrogrado.

di Osman Ahmed
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25 novembre 2019, 5:13pm

Fotografia di Paolo Roversi

Questo articolo è apparso originariamente sul numero cartaceo di i-D The Get Up Stand Up Issue 358, inverno 2019

There’s only one Naomi. C'è solo una Naomi.

Top Model, attrice, attivista, Youtuber, filantropa… C’è qualcosa che Miss Campbell non possa fare? Non credo. L’unica cosa che davvero non può fare è mangiare latticini e glutine. A tutto il resto dedica anima e corpo, che sia per raccogliere fondi attraverso la sua organizzazione di beneficenza Fashion for Relief o ridefinire completamente il concetto di giovinezza da cinque decadi ormai.

Sono passati gli anni in cui il suo nome era associato solamente al glamour e allo status di vera diva. Ora Naomi ha una missione, ed è quella di supportare e far riconoscere al mondo l’apporto culturale e creativo che proviene dall’Africa. Due membri della sua famiglia adottiva provenivano proprio dal continente africano: il designer tunisino Azzedine Alaïa, che è è stato per lei una sorta di secondo padre, e il presidente del Sud Africa, Nelson Mandela, che considera invece come un saggio nonno. Oggi Naomi stessa è la madre di una generazione di modelle e creativi a cui ha spianato la strada, essendo una delle pochissime top model di colore negli anni '80 e '90, '00, '10 e, diciamo le cose come stanno, anche dei '20.

Nel nostro nuovo numero The Get Up Stand Up Issue l'abbiamo voluta intervistare per parlare proprio di questo, del modo in cui vive e percepisce le culture che arrivano dall'Africa, ma anche del futuro della moda e della responsabilità che sente oggi sulle sue spalle in quanto madre di un'intera generazione.

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Naomi indossa un abito Marina Hoermanseder AW15. Cappello e cannottiera Ibkamarastudios. Orecchini e braccialetti Lydia Courteille. Anelli dall'archivio della modella. Calze Wolford. Scarpe Saint Laurent by Anthony Vaccarello.

Recentemente hai passato molto tempo in Africa, specialmente in Nigeria. Cosa ti ha portato a Lagos?
Sono stata dappertutto. Nigeria, Ghana, Senegal, South Africa, Rwanda — devo andare ovunque per fare quello che sto facendo. Il mio sogno è visitare tutti e 54 i paesi africani.

Perché è così importante per te?
Mi sono resa conto che [l’Africa] è stata ignorata e poco considerata su troppi livelli. Questo va cambiato. Questa narrazione va cambiata. La percezione delle persone va cambiata. Questo è ciò di cui mi sto occupando ora. E mi riferisco a tutti i campi quando parlo di questa cosa—moda, musica, tecnologia, arte, sport… Quando sono in Nigeria sento che c’è così tanta creatività. In Senegal, c’è la stessa energia riguardo lo sport. E voglio che il mondo lo sappia. Non voglio più che si parli di un "terzo mondo". Voglio che siano date le stesse opportunità a tutti in termini di istruzione e lavoro, come in tutto il resto del mondo.

Hai un artista africano preferito?
Ho molti amici che sono artisti. Tutti sanno che sono molto amica di WizKid. Conosco Davido. Fela Kuti. Con ciò che rappresenta ha davvero preceduto i suoi tempi. Ho avuto l’opportunità di imparare la storia del continente grazie al presidente del Sud Africa Nelson Mandela, che chiamavo "nonno". Lui è quello che mi ha fatto innamorare dell’Africa negli anni ‘90, che mi ha fatto appassionare a questo paese. E lui rimarrà sempre nel mio cuore.

Qual è il miglior consiglio che Nelson Mandela ti abbia mai dato?
Fare esattamente ciò che mi sento e seguire il mio istinto. Dire la verità e usare me stessa per aiutare gli altri.

Quanto è importante la musica nella tua vita? Hai un album preferito di sempre?
È troppo difficile. Amo l'afrobeat in generale. Ascolto ancora il rap e hip-hop. Per me, si tratta di emozioni. Questo è ciò che deve trasmettere la musica. Amo il suono del basso. Unfinished Symphony è uno dei miei album preferiti di sempre. Ho incontrato 3D l’altro giorno e gli stavo dicendo che avrei infiniti modi per interpretare quella canzone, perché è stata fondamentale nella mia vita.

Come entri in contatto con nuova musica?
Oh, agli shooting. Chiedo alle persone di mettere le loto playlist, ma guardo anche molto ciò che condividono le persone sui loro Instagram. Faccio attenzione alla musica che mettono nelle loro storie WizKid e Skepta, ad esempio.

Naomi, stiamo per entrare negli anni ‘20. Che speranze hai per questa nuova decade?
Spero in una nuova Africa e ho fiducia in tutte le cose che nasceranno da questo continente, oltre che a tutte le cose che accadranno a questo meraviglioso continente. Mi aspetto di percepire la diversità non solamente come un nuovo trend, ma come la nuova normalità. Vorrei vedere business senza comitati consultivi, perché avranno già molta diversità nelle loro strutture. Spero di essere parte di tutto questo, e soprattutto di vederlo. Non voglio fare politica, parlo solo delle cose che se accadessero, mi farebbero felice.

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Vestito e stivali Alexandre Vauthier. Cappello e orecchini Saint Laurent by Anthony Vaccarello. Anello da naso House of Malakai. Guanti Paula Rowan. Cintura Zana Bayne. Calze Wolford.

Nel Regno Unito e in America abbiamo due elezioni alle porte. Di cosa credi dovrebbero preoccuparsi maggiormente i nuovi candidati politici?
Di dare forza alla nuova generazione. Questa è senza dubbio la priorità, senza se né ma. Ma se inizio a parlare di politica, non va bene! [Ride, NdA] Quindi cerco sempre di starci alla larga. Ho le mie opinioni personali, ma tendo a non entrarci troppo dentro perché voglio concentrarmi—e forse proprio questo è fare politica—su quello che so e su quello che voglio ottenere. L’istruzione è la chiave di tutto.

Spesso, le persone hanno bisogno di istruirsi da sole — specialmente per quanto riguarda l’Africa e la diversità. Che consigli daresti a qualcuno che cerca di informarsi?
Se hai la possibilità di andarci, in Africa, vacci al più presto. Perché si può imparare quanto vuoi sulla carta, certamente, ma niente è paragonabile all’andare a vedere con i propri occhi. Ho portato alcuni giornalisti in Nigeria ad Aprile e la loro percezione del posto è totalmente cambiata una volta arrivati. Le persone sono così belle, energetiche, creative, intelligenti, gentili. E questo non traspare nell’opinione pubblica, perché non se ne parla.

Tutti sanno che chiamavi Azzedine Alaïa “papà” e ora una nuova generazione di modelli ti chiama “mamma”. Chi sono le tue figlie? E cosa intendi insegnare loro?
Bè, Adut Akech mi chiama mamma. E sono davvero felice di esserle una madre adottiva — so che ha una mamma splendida tutta sua. Sono una mamma per tutte le ragazze che ne hanno bisogno. Voglio sempre essere facile da raggiungere per tutti. Certe volte mi trovo a parlare per loro perché sono troppo agitate per farsi sentire da sole. Il nostro business è veloce. Quando vengono a casa mia, mi assicuro che cenino. Mi assicuro che mangino e che non siano troppo stanche. Mi preoccupo per loro.

Quando eri tu agli inizi, chi ti faceva da mamma?
Sono stata molto fortunata. Avevo Azzedine, Gianni Versace e Bethann Hardison — la chiamo ancora oggi mamma. Sono stata protetta da persone che sono entrate nella mia vita e che si sono prese cura di me. Era un periodo diverso. Era molto più intimo. Non c’era nessuno a dividerci.

Pensi che l’industria della moda fosse più amichevole a quei tempi?
Certo, ora è un vero e proprio business, ma d’altra parte tutto deve evolversi, lo dico sempre. Sono riuscita a tenermi stretta la mia famiglia all’interno della moda e voglio davvero molto bene a tutti loro, più di ogni cosa. Sono sempre stati al mio fianco ed è stato tutto davvero speciale. Non ho tempo per chi non mi prende sul serio. La gente a cui voglio bene sa chi è e io so chi sono loro.

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Giacca Mugler. Top Saint Laurent by Anthony Vaccarello. Gonna Dior. Cappello Philip Treacy. Orecchini Amrapali. Calze Wolford. Stivali Maison Alaïa.

Quando eri una ragazzina, quali erano le donne in cui ti rispecchiavi?
Guardavo le donne forti. Tendo ad essere attratta dalle donne forti e indipendenti, donne che parlano per loro stesse, a cui piace relazionarsi con altre donne e a cui si avvicinano senza sentirsi intimorite. Mia mamma era la donna in cui mi rispecchiavo, ammiravo la sua forza e perseveranza come madre single. Ovviamente conoscevo la figura di Diana Ross, regina del glamour. Wow! Josephine Baker, anche; l'ho conosciuta grazie a mia mamma. Ma prima della moda, non ne avevo idea.

Ora sei una star di YouTube. Quali sono i tuoi video preferiti? Qual è stato l’ultimo loop in cui sei finita?
Puoi trovarci davvero di tutto! Ho una lista di cose che vorrei vedere. Ho conosciuto questi giovani YouTuber da tutto il mondo. Guardo molto più YouTube che la televisione. Quando vuoi informarti su qualcosa, lo puoi fare su quella piattaforma. È come una medicina. Tutti sanno che sono una persona salutista, e che cerco modi per migliorare la vita delle persone.

Tutti sono impazziti vedendo che hai pulito il sedile dell’aereo.
Mi chiedo. Perché?!

Non credo molte persone lo facciano. Cosa ne pensi del viaggiare in treno?
Faccio la stessa cosa! Lo faccio in qualsiasi posto pubblico.

Anche nei taxi?
Io non prendo taxi.

Come ti riprendi da un jet lag?
Non ho tempo per il jet lag.

Hai tempo per leggere? Chi è il tuo autore preferito?
Ora sto leggendo The Water Dancer di Ta-Nehisi Coates. Ho un libro di Demi Moore che voglio leggere, è un memoir. È una grande amica. Mi piace leggere qualsiasi cosa. Mi piacciono i memoir, ma solo quelli autorizzati. E amo i libri di auto-aiuto.

Ora sei anche un’attrice. Hai mai fatto binge watching?
Si, troppo. Billions, Pennyworth, Euphoria.... Amo le serie TV inglesi — amo quello che fa Phoebe Waller-Bridge. Guardo Blackish. Guardo The Real Housewives, guardo davvero qualsiasi cosa.

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Giacca, gonna, orecchini e cintura Saint Laurent by Anthony Vaccarello. Top Gucci. Calze Wolford. Scarpe Balmain.

Quali sono i tuoi tre film preferiti?
Martin Scorsese è uno dei miei registi preferiti, assieme a Elia Kazan e Asif Kapadia. Ho adorato The Black Godfather che parla di Clarence Avant, che ha interpretato mio cugino Rashida Jones. Ho appena visto Parasite, scritto benissimo e così bello da vedere.

La tua bio di Instagram dice che sei una "Privacy Law Pioneer". Cosa vuol dire?
Vuol dire che aiuto le persone in riabilitazione, quelle che vanno a incontri e hanno videocamere puntate addosso tutto il tempo, persone che hanno bisogno di fare qualcosa di buono per sé stessi, qualcosa di positivo.

Sei stata criticata quanto elogiata. Come prendi le critiche e quando invece le ignori?
Dipende da chi mi sta facendo la critica. Sono aperta alle critiche perché sono in divenire, sono un work in progress. Quando mi vengono fatte in maniera positiva, anche se non è ciò che voglio sentirmi dire. Non voglio che la gente si accontenti. Voglio essere il meglio del meglio. Ma non accetto critiche da chi si pone in modo negativo. Riconosco quando è così. Non sono stupida. Quando usano quel tono, mi faccio valere. Non sto lì a ingoiare il rospo. Mi faccio sentire forte e chiara.

"Privacy" è una parola interessante in questo momento storico. Ora che sei su YouTube e Instagram, come la intendi? Cos’è che non diresti mai a nessuno?
Ho la mia privacy. Se la vuoi, puoi averla. So di essere un personaggio pubblico, ma io, me stessa, non lo sono. C’è una Naomi pubblica e faccio quello che devo fare, e c’è una Naomi che nessuno conosce.

Di cosa hai più paura?
Non ho paura. Se hai paura, è lei che ti viene a cercare.

Qual è il tuo più grande successo?
Vivere, respirare. Poter camminare e vedere.

Credi negli oroscopi?
Credo in Mercurio retrogrado.

Sei una Gemelli. Che qualità ti conferisce?
Siamo molto leali. In più il mio segno zodiacale cinese è il cane — e anche loro sono molto fedeli.

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Completo Saint Laurent by Anthony Vaccarello. Abito Harris Reed. Orecchini Samuel François. Anelli dall'archivio della modella.

Qual è la prima cosa che farai quando tornerai a Londra?
Andrò a lavorare! Sarà una cosa veloce. Vedrò gli amici. E mi procurerò le mie cose preferite inglesi, come le torte e il cioccolato.

Quindi mangi lo zucchero?
Sì. Non maglio latticini, glutine e grano.

Quindi come risolvi il problema "cioccolato"?
C’è quello fondente!

Ma non è buono uguale, vero?
No, hai ragione.

Ultima domanda. Sei una delle top-model, ma se avessi un superpotere, quale sarebbe?
Hmm. Togliere qualsiasi malattia. E porterei la pace. In realtà mi piacerebbe mettere a posto la cosa dell’emergenza climatica. Quest’anno abbiamo davvero visto i suoi effetti.

Bè, una cosa alla volta. Non puoi fare proprio tutto, Naomi.
Esatto.

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Crediti


Fotografia Paolo Roversi
Styling Ibrahim Kamara

Capelli Lorenzo Barcella per Aldo Coppola con prodotti L’Oréal Professionnel.
Trucco Daniel Sallstrom per M+A con prodotti Pat McGrath Labs.
Unghie Typhaine Kersual per Artists Unit. Set design Jean-Hugues de Chatillon.
Assistenti alla fotografia Chiara Vittorini e Clara Belleville. Operatore Digital Matteo Miani.
Assistenti Styling Sasha Harris, Gareth Wrighton, Joseph Bates, Ewa Kluczenko, Yann Steiner e Audrey Petit.
Assistente capelli Domenico Papa. Produzione Camila Mendez per Cream.
Co-ordinatore alla Produzione Angélique Boureau per Cream. Direttore Casting Samuel Ellis Scheinman per DMCASTING.

Modella Naomi Campbell per Models1.

Questo articolo è apparso originariamente su i-D UK.

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