sette ragazzi che vivono a venezia ci raccontano com'è convivere con l'acqua alta

"Bella Venezia, ma non ci vivrei." Dopo l'emergenza acqua alta degli ultimi giorni, ne parliamo con chi a Venezia ci vive davvero.

di i-D Staff
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14 novembre 2019, 3:24pm

Fotografia di Silvia Guadagnin

Novembre non è il mese migliore per visitare Venezia, e chi ci vive lo sa bene. Eppure moltissimi turisti scelgono coscientemente questo periodo per visitare la Serenissima, con la speranza di per poter vedere lo spettacolo dell'alta marea e sperimentare sulla loro pelle il fenomeno dell'acqua alta. Ma se per alcuni l'acqua per le calli è solamente una breve parentesi alquanto pittoresca e Instagram friendly o l'aneddoto perfetto da raccontare ai colleghi in pausa pranzo una volta tornati a casa, per altri questa è una realtà che si presenta più volte l'anno di fronte alla porta, e ci filtra pure sotto.

Le foto e i video che hanno invaso internet tra ieri e l'altro ieri non sono quelli di spensierati sguazzi in pochi centimetri d'acqua, al contrario sono quelle di una semi-catastrofe naturale che ha sommerso circa l'80 percento del capoluogo veneto, portando la città a una situazione di totale emergenza.

Le calamità naturali dovrebbero essere un tema apolitico, ma nel giro di qualche ora anche Venezia e la sua acqua alta sono diventati uno strumento nelle mani di politici e affini per catalizzare l'opinione pubblica, in un senso o nell'altro. Tra chi vuole salvare la città ma nega però l'esistenza del cambiamento climatico e chi invece invoca l'unità per far fronte alle criticità di questi giorni ma finisce comunque nel pantano del dibattito politico, ormai l'acqua granda sembra l'ennesimo punto dell'agenda, sconnessa dalle enormi difficoltà quotidiane che causa ai cittadini di Venezia.

Così abbiamo pensato di chiedere com'è convivere con l'acqua alta proprio a chi nella Serenissima ci abita. Tra ieri e oggi abbiamo raccolto le impressioni di sette ragazzi per capire meglio qual è la percezione interna e come affrontano lo scontro con 180 centimetri d'acqua nella loro vita quotidiana.

Tre di loro hanno documentato fotograficamente la giornata di ieri, dalla mattina in Piazza San Marco fino alla sera, tra i vaporetti spiaggiati come balene.

Cecilia, 23

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da quasi sei anni, nel Sestiere di Castello.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua granda? Gli sportelli delle banche che vanno in cortocircuito, i supermercati chiusi e il fatto che non si può pagare con la carta di credito, un po’ perché nessuno la accetta e un po’ perché non funziona nulla che sia collegato a una rete elettrica. In molte case è saltata la luce e i lampioni rimangono spenti, lasciando le calli completamente buie, con il rischio di cadere nei canali. Vari embarcaderi sono spariti e gli stivali alti, fondamentali per uscire di casa, adesso sono introvabili in città.

Qual è stata l’ultima volta che hai visto l’acqua alta? L’ultima vera acqua alta paragonabile a questa l’ho vista l’anno scorso più o meno in questo periodo, ma in quel momento vivevo in una casa al piano terra, quindi l’ho vissuta molto peggio. Abbiamo dovuto evacuare casa nostra e attraversare la città mentre c'era il picco per ripararci a casa di un'amica che viveva al terzo piano.

Come convivi con questo fenomeno? Mi chiudo in casa con delle provviste, ma la tentazione di andare a vedere cosa succede c’è sempre. Ora non è ancora chiaro cosa succederà stasera e se questa situazione si protrarrà nei prossimi giorni. Comunque mi pare che per strada ci sia molta solidarietà e tantissime persone si sono offerte volontarie per aiutare a pulire le case e le strade.

Hai notato un peggioramento nella portata d’acqua ultimamente? L’anno scorso avevo pensato che fosse l’acqua più alta che avremmo mai visto, ma quest’anno ha quasi superato il record storico e si è aggiunto anche il vento che ha frantumato vetrine e divelto alberi, edicole, imbarcazioni. Sta decisamente peggiorando.

Quali sono le azioni pratiche che fai quando accade questo tipo di evento? Quando sta per succedere chiudiamo tutte le finestre e gli scuri e aspettiamo, ma se stai al piano terra c’è poco da fare, a parte tirare su tutti gli oggetti e sistemare le prese di corrente. È anche molto difficile capire se si possa uscire di casa, perché si rischia di rimanere bloccati in un posto senza riuscire a tornare a casa.

Come ti sei sentito la prima volta che hai sperimentato l’acqua alta? I primi anni a Venezia l’acqua alta era divertente, la si trovava solo in alcuni punti ed era suggestiva. L'anno scorso, essendo la prima volta che succedeva in modo così catastrofico l’abbiamo presa sotto gamba, ma nel casino abbiamo anche riso ed è stato bello vederci tutti nella stessa situazione e aiutarci.

Ti è mai capitato che la normalità della cosa diventasse qualcosa di più preoccupante? Quando sono rimasta da sola a San Marco con le onde e la prospettiva di una notte in acqua ho avuto paura. Di questi tempi poi non si da più niente per scontato ed è molto strano vedere i veneziani, che dovrebbero essere abituati, in crisi a spalare acqua dai congelatori.

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Fotografia di Silvia Guadagnin

Valeria, 25

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da due anni, in una calletta cieca nei dintorni di Rialto.

Qual è stata l’ultima volta che hai visto l’acqua alta? Ho incontrato l’acqua alta tre volte da quando vivo a Venezia. Le prime due volte ho sottovalutato la cosa, forse perché non me l’aspettavo ed ero inesperta. In entrambi i casi ho assistito a scene quasi da Fantozzi, niente a che vedere con quello che è successo questo 13 novembre.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? Credo che spesso non si pensi abbastanza al fatto che la marea a Venezia sia un fenomeno normale, non straordinario. Per quanto Venezia possa avere un fascino indescrivibile anche in queste situazioni, c’è poco di turistico o di romantico quando l’acqua alta raggiunge picchi così alti. Soprattutto quando si leggono le dichiarazioni del capo di governo che vede come priorità il completamento del Mose, penso che ci sia un errore di fondo: i prossimi investimenti forse andrebbero impiegati per interventi protettivi sulla città, di manutenzione ma soprattutto di adeguamento. Questa, secondo me, dovrebbe essere la priorità.

Come stai imparando a convivere con questo fenomeno? Non credo che serva un approccio drammatico, ma allo stesso tempo neanche bisogna minimizzare. Ora ci convivo bene, ascolto le sirene che avvisano dell’innalzamento dell’acqua e ho degli stivali bellissimi. A meno che l’acqua non superi lo stivale, esco in tranquillità.

Hai notato un peggioramento nella portata d’acqua ultimamente? Le cose stanno peggiorando, la frequenza dell’alta marea è sempre più forte e i numeri parlano chiaro. Il termometro per valutare la situazione sono i veneziani: neanche loro si aspettavano una marea come quella di martedì, neanche loro che all’acqua alta, appunto, ci sono abituati.

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Fotografia di Silvia Guadagnin


Valerio, 23

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da poco più di un anno, nel Sestriere di Cannaregio.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? Nel bar in cui vado spesso sono bruciati quattro frigoriferi del magazzino. Un libraio che vende libri di seconda mano Taschen, riviste vecchissime, vinili, cartoline etc. vicino alla mia università ha perso tutto. L’ho visto buttare centinaia di CD e libri nei sacchi della spazzatura. I proprietari della stamperia in cui stampo sempre sono tornati a Venezia dalla terraferma per proteggere le loro stampanti in negozio, ma ci hanno detto che quando sono arrivati sembrava The day after tomorrow. Oltre a questo, da ieri non si può prelevare a Venezia, tutti gli Atm di qualsiasi banca sono bloccati. Anche tutti i distributori di sigarette sono fuori uso.

Quali sono le azioni pratiche che fai quando accade questo tipo di evento? Attendo, non posso fare altro. Non ho alcuna protezione. Qualche inutile pezza infilata sotto la porta?

C’è un aneddoto particolare che vuoi raccontare rispetto a questa cosa? L'altra sera per far fronte al problema ho blindato l'ingresso con un tavolino Ikea e un portaombrelli che fungevano da trincea. Ovviamente questi accorgimenti non sono serviti a fermare l'acqua, ma ti danno la sensazione di non essere del tutto inerme, quantomeno.

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Fotografia di Silvia Guadagnin

Greta, 24

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da cinque anni, frequento l’ultimo anno di magistrale del corso di Moda dell’Università IUAV. Abito a Dorsoduro, nella zona di San Basilio.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? Era dal 1966 che l’acqua non saliva a questi livelli, di solito in questa stagione i Veneziani si armano di pazienza e di strumenti per combattere l’acqua, ma questa volta la cosa è molto più grave e i danni permanenti, oltre che ingenti.

C’è un aneddoto particolare che vuoi raccontare? Stamattina mi sono svegliata e mi sono accorta che davanti casa, parcheggiata in mezzo al campo, c’era un’ imbarcazione che doveva essere stata ormeggiata nel canale adiacente la sera prima...

Come hai vissuto l’ultima acqua alta? Abitando al secondo piano non ho avuto problemi di infiltrazione d’acqua ma ho avuto molta paura per il vento forte. Essendo in una zona esposta a sud verso il canale della Giudecca le raffiche di scirocco erano davvero spaventose. Per una buona mezz’ora ho sentito il pavimento e le pareti tremare. Tremava anche il letto e tutto quello che mi era attorno.

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Fotografia di Silvia Guadagnin

Silvia, 25

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da due anni, vicino a i Tolentini.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? Allo stato di panico direttamente proporzionale alla discesa della marea. I pochi supermercati aperti vengono assaliti appena il livello dell’acqua si abbassa, è un disastro, code infinite alla cassa per comprare lo stretto indispensabile.

Come stai imparando a convivere con questo fenomeno? Quando i livelli sono nella norma è ok, riesci a vedere Venezia sotto un’altra prospettiva, come se il mare se la riprendesse per qualche ora. L’unica cosa a cui non mi abituerò mai è il segnale di avviso di alta marea, nella mia testa è un suono apocalittico.

Quali sono le azioni pratiche che consigli? Andare a fare la spesa, perché i supermercati (come ogni negozio) vanno in tilt, quindi meglio essere preparati con la scorta giusta di cibo in casa. Poi se si è al piano terra, controllare se le paratie sono in buono stato e funzionanti.

Come ti sei sentito la prima volta che hai sperimentato l’acqua alta? Ammetto, ho avuto paura. Un anno fa, il picco è arrivato di notte con 150cm. Io e il mio fidanzato abitavamo in un appartamento al piano terra, “rialzato” secondo l’agenzia. L’acqua aveva allagato tutto il pianerottolo e due dei tre gradini che ci dividevano dalla calle. La pompa non andava perché era collegata ad un contatore staccato di cui non ne eravamo a conoscenza. Non ci siamo allagati per miracolo.

Ti è mai capitato che la normalità della cosa diventasse qualcosa di più preoccupante? Basti vedere quello che è successo ieri sera. Le previsioni davano picco di 150cm alle 22.30, nel giro di un’ora siamo passati a 160, 170 fino ad arrivare a 187. La velocità con cui si alzava il picco era impressionante. Questa mattina, quando l’acqua non era ancora scesa del tutto, ci siamo “trascinati” in zona san Marco, la situazione lì era disastrosa: hotel e negozi pieni d’acqua, battelli sommersi, barche alla deriva. Le scene “migliori”? Il commesso dentro ad un noto negozio luxury che svuotava dall’acqua borsette da 2000€ e il taxi arenato in una calle. Non avrei mai voluto vederle.

Come hai vissuto l’ultima acqua alta? Abbiamo passato la serata in una “tavola rotonda” aggiornando di continuo #venezia su Twitter. Così siamo venuti a conoscenza del disastro che stava succedendo in tempo reale.

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Fotografia di Silvia Guadagnin

Enrico, 23

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Vivo a Venezia da quasi tre anni, dove frequento l’università Iuav.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? A seconda dell’area di Venezia in cui si abita, e soprattutto al piano, l’acqua alta porta con sé diverse problematiche. Io sono fortunato, non possiedo un’attività commerciale, né abito al piano terra. La cosa che dimentico spesso è di fare scorta di beni di prima necessità; non perché durante la marea non siano reperibili, ma per la banale scomodità di ritrovarsi a sguazzare nell’acqua alta fino alle caviglie perché ci si è dimenticati che l’olio era finito dopo aver pelato e tagliato a cubetti le patate.

Come stai imparando a convivere con questo fenomeno? Sono passate alcune primavere dalla mia prima acqua alta, mi accorgo di essere ormai abituato. A meno di casi eccezionali, come quello di ieri, la marea non rappresenta un ostacolo per le normali attività di uno studente, socialità compresa.

Hai notato un peggioramento nella portata d’acqua ultimamente? Sicuramente l’evento di ieri notte è stato il più impressionante al quale abbia mai assistito.

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Fotografia di Silvia Guadagnin

Maria, 25

Dove vivi a Venezia? E da quanto? Abito a Sant'Elena e vivo a Venezia da ottobre dell'anno scorso.

Qual è uno dei problemi a cui non si pensa mai quando c’è l’acqua alta? Oltre all'acqua ci sono problemi legati all'elettricità che crea cortocircuiti, qualche volta anche con dei principi di incendio.

Hai notato un peggioramento nella portata d’acqua ultimamente? Si, questa volta ci sono stati danni disastrosi. L'acqua alta arriva ogni anno, ma spesso si tratta solo "di un po' di acqua in più" che sale e se ne va. Non il 13 novembre 2019, però.

Ti è mai capitato che la normalità della cosa diventasse qualcosa di più preoccupante? Si, stavolta hanno chiuso parecchie attività e tutti i supermercati qui vicini e alcune strade sono senza illuminazione.

Come hai vissuto l’ultima acqua alta? Ieri sera mi sono trovata dall'altra parte di Venezia, vicino all'università, mentre il livello dell'acqua si stava alzando a vista d'occhio. Sono dovuta tornare a casa a piedi attraversando il centro. L'acqua mi entrava da sopra gli stivali. Oggi pomeriggio, poi, quando sono uscita di casa ho visto i muretti davanti alla fermata Giardini spazzati via dal vento e dall'acqua.

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Fotografia di Silvia Guadagnin
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Fotografia di Silvia Guadagnin
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Fotografia di Silvia Guadagnin
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Fotografia di Silvia Guadagnin
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Fotografia di Silvia Guadagnin
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Fotografia di Tommaso Mauriello
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Fotografia di Tommaso Mauriello
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Fotografia di Tommaso Mauriello
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Fotografia di Francesco Enriquez
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Fotografia di Francesco Enriquez

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Venezia è una delle capitali della moda, lo sapevi?

Crediti

Fotografia di Silvia Guadagnin, Tommaso Mauriello e Francesco Enriquez

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