Fotografia di Mitchell Sams

i modelli gucci hanno sfilato con teste mozzate e cuccioli di drago in mano

Date il benvenuto ai Gucci Cyborg.

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feb 22 2018, 11:52am

Fotografia di Mitchell Sams

Ieri Alessandro Michele ci ha invitato non solo a entrare, ma a immergerci nel multiuniverso Gucci. Il tutto mentre in passerella sfilava la collezione più inquietante e al tempo stesso irriverente della maison. Stagione dopo stagione, l'enciclopedia di riferimenti creata da Alessandro ha portato il pubblico in un assurdo, fantastico mondo ricco di sorprese. E la AW 18 è stata un altro passo in questa direzione.

Ispirandosi al libro di Donna Haraway A Cyborg Manifesto, la direzione creativa di questa nuova collezione ha ulteriormente superato i confini della moda, offrendo agli spettatori una chiamata alle armi creativa che vuole superare le dicotomie identitarie.

L'abbondanza di stampe, texture e capi ha espanso l'estetica punk di Michele, creando un legame tra le nostre identità terrene e le miriadi di possibilità legate ad altri universi creativi. "Il Gucci Cyborg è un post-umano," si legge nel commento alla sfilata. "Ha occhi sulle sue mani, cuccioli di drago e doppie teste. È biologicamente indefinibile e culturalmente avanzato. Rappresenta l'evoluzione finale dell'identità, ma nel nome della trasformazione. È un simbolo delle possibilità d'emancipazione attraverso le quali possiamo decidere finalmente di essere chi siamo davvero."

In parole più semplici il messaggio di Gucci per questa AW 18 è stato: puoi essere chiunque tu voglia. E puoi farlo attraverso fantasie in apparente contrasto tra loro, oppure indossando accessori inconsueti, o ancora accarezzando piccoli cuccioli di drago.

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Fotografia di Mitchell Sams

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.