il monociglio di questa modella ha fatto andare fuori di testa internet

No, Sophia Hadjipanteli e il suo monociglio non hanno intenzione di conformarsi ai vostri standard.

|
mar 28 2018, 7:00am

Immagine via Instagram

La 21enne Sophia Hadjipanteli ha un solo sopracciglio, invece che due. È grande, è deciso, è scuro ed è folto. E indovinate un po'? Le arriva da una parte all'altra della fronte. Da destra a sinistra, da sinistra a destra, poco importa da che parte lo guardiate. L'ha ereditato dal padre cipriota, anche lui orgoglioso portatore di monociglio.

Bionda naturale, Sophia si è tinta di nero il sopracciglio per sbaglio. Ha lasciato su il colore troppo a lungo, ma dopo qualche giorno ha deciso che in realtà le piaceva anche così, castano scuro. Quindi ha continuato a tingerlo. Ha anche smesso di depilarselo, perché diciamocelo, spinzettare quel sopracciglio è un lavoraccio doloroso ed estenuante.

In ogni caso, internet ha avuto un sacco di cose da dire sulla sua scelta. Basta qualche minuto sul suo profilo Instagram per accorgersene: i commenti positivi sembrano non finire mai. C'è chi le fa i complimenti per il suo look unico, chi per il coraggio e chi per la sua determinazione nel combattere gli stereotipi di bellezza. Ma per ogni commento positivo ce n'è uno negativo. Fondamentalmente, le hanno detto di ammazzarsi perché ha deciso di lasciarsi crescere qualche pelo tra le sopracciglia.

Sarebbe facile per Sophia mettere a tacere tutti i suoi detrattori virtuali. Basterebbe un paio di pinzette, qualche minuto e zac, in un attimo tutto finirebbe. Ma Sophia non si è lasciata convincere e va dritta per la sua strada. Così dritta che ha anche dato vita a #UnibrowMovement, iniziativa online che lotta contro la stigmatizzazione di chi sceglie di non depilarsi le sopracciglia e vuole celebrare la bellezza in tutte le sue forme.

Tutti si sono sentiti in diritto di giudicare la sua scelta. Ora però è Sophia ad avere qualcosa da dire.

"In uno dei miei primi ricordi sono di fronte a una telecamera, mentre mia madre mi spiega dove guardare e come posare. Fare la modella mi è sempre venuto naturale, anche da piccola. Fast-forward ai miei 15ani e una foto scattata dai miei genitori finisce su Vogue Italia. Questo per rispondere ai miei hater: no, non sono le mie sopracciglia ad avermi resa famosa. A 15 anni non avevo un monociglio nero, mi depilavo come qualunque altra ragazzina.

Oggi sono famosa principalmente per il mio monociglio. Crescendo, i miei genitori non hanno mai e poi mai dato importanza al mio aspetto. Complimenti, abbracci e moti d'orgoglio arrivavano solo dopo un buon voto a scuola. Quando usavano l'aggettivo "bello" era sempre riferito alle mie azioni, alla mia personalità e al modo in cui mi rapportavo agli altri. Mai alla mia apparenza.

Durante l'adolescenza, però, tutte le volte che incontravo amici o parenti la prima cosa che mi dicevano era: "come sei bella!" E in un certo senso mi dava fastidio, perché a scuola mi facevo in quattro per ottenere buoni risultati e mi sembrava riduttivo essere apprezzata solo per il mio aspetto.

Da allora ho sempre fatto il possibile per rompere questo meccanismo e avere il pieno controllo del modo in cui gli altri mi percepiscono. Il primo passo è stato scegliere sempre abiti estrosi ed eccentrici, poi sono passata al mio modo di approcciarmi agli altri. E alla fine ho smesso di depilarmi le sopracciglia.

Era un modo per controllare il tipo di attenzioni che ricevevo, e che continuo a ricevere. È una bella sensazione. Per me, avere la sensazione che le cose siano sotto controllo è fondamentale. L'unica cosa che non possiamo gestire razionalmente sono i cambiamenti a cui tutti andiamo incontro in ogni singolo istante della nostra vita. È per questo che il mio #unibrowmovement si chiama movement, perché siamo in continuo movimento. L'evoluzione di noi stessi non si interrompe mai. Questa iniziativa si sviluppa principalmente online, perché è su internet che le persone si nascondono, mentre io vorrei che il mio movimento ispirasse altre persone a non aver paura di mostrare i loro difetti, sia nel virtuale, sia nel reale. Voglio che sia uno strumento di supporto.

Sono davvero orgogliosa di poter aiutare altre persone ad avere più autostima. Il mio obiettivo è fare in modo che tutti vadano orgogliosi dei loro difetti, perché sono proprio quei difetti a renderli unici. Credo sia imbarazzante aver suscitato una reazione così pervasiva solo per qualche pelo in più sul viso. Sì, sono orgogliosa delle mie sopracciglia, o del mio monociglio se preferite chiamarlo così. Il termine che io prediligo è espressione di bellezza.

Certo, la relazione con il mio corpo e con l'immagine che ho di me stessa è un continuo work in progress. Mentirei se dicessi che prima mi facevo schifo e adesso mi sento bellissima—le persone che dicono cose del genere vi stanno raccontando una marea di stronzate. Le insicurezze, purtroppo, sono qualcosa che non ci abbandona mai del tutto. Siamo esseri umani, e siamo per definizione animali autocritici. Ma le insicurezze possono anche avere risvolti positivi, perché sono una sfida a dare sempre il meglio. Questo non significa che ci debbano definire come persone, né che dobbiamo basare il nostro valore personale su ciò che non ci piace di noi.

Detto questo, indipendentemente da ciò che fai, le critiche arriveranno comunque. Magari in misura minore, ma arriveranno. Personalmente, io trovo gusto nel rispondere ad alcuni dei miei hater. Non per difendermi, ma perché io parlo a nome di molte altre persone che magari non hanno la nostra visibilità. E a volte la discussione porta a un cambiamento nell'opinione dell'altro. È questo che mi piace, generare comprensione e nuove discussione.

Voglio essere me stessa. E se questo può aiutare altre persone, ancora meglio."

Cosa succede quando chi sfida gli stereotipi viene scelto per una campagna pubblicitaria? Ve lo raccontiamo qui:

Questo articolo è originariamente apparso su i-D UK.