demna gvasalia: "è importante conoscere il passato per poter concepire il futuro"

Demna Gvasalia è lo stilista ribelle che sta plasmando il nuovo volto di Balenciaga.

di Anders Christian Madsen
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24 ottobre 2016, 11:50am

Durante una fredda notte d'inverno in una chiesa parigina, Demna Gvsalia stava bruciando il suo incenso preferito. Uno spettatore si è chiesto: "Si tratta del rituale di Vetements?" --- "Sì, Demna lo fa prima di ogni sfilata," abbiamo risposto noi. Per quanto Demna possa venir considerato il messia dell'industria della moda, non è vero. Questa stagione, però, sono entrate in gioco le sue radici ortodosse. Come in una rinascita divina, l'artista newyorkese Eliza Douglas ha chiuso la sfilata, uscendo dalla chiesa in un parka anni '90 abbinato ad una lunga gonna in stile gotico e delle Dr Martens. Quattro giorni dopo, in una stanza bianca dalle pareti imbottite, un po' nuvola e un po' reparto psichiatrico, ha aperto la prima sfilata di Demna per Balenciaga in un completo con una gonna. È rinata sotto nuove spoglie proprio come Demna, passando dallo studio di Vetements nel multiculturale decimo arrondissement, agli atelier chic di Balenciaga nel sesto, decisamente più borghese. "Mi sento come se stessi iniziando a soffrire di un disturbo dissociativo dell'identità. La sindorme di Jekyll e Hyde" mi ha raccontato, anche se in fondo le chiese e i manicomi hanno sempre attirato una clientela simile per servizi simili. "Volevo che fosse una trasformazione: da una versione grunge di una testimone di Geova a questo power look", ha spiegato Demna nel backstage di Balenciaga.

Demna ha passato moltissimo tempo negli archivi a partire dell'ottobre dello scorso anno, un uragano di successo per lo stilista, che non era altro che un membro senza volto del team di Maison Martin Margiela e Louis Vuitton fino a che non ha fondato Vetements nel 2014. Ha cercato di addentrarsi in tutto ciò che la casa di moda poteva offrire: il modernismo femminile di Alexander Wang (2012-2015), il futurismo architettonico di Nicholas Ghesquière (1997-2012), il minimalismo militante di Josephus Thimister (1992-1997) e il purismo delicato di Michel Goma (1987-1992). Finalmente, procedendo a ritroso, è arrivato a Cristóbal Balenciaga, che ha fondato la casa di moda nel 1919 e l'ha chiusa nel 1968 (quattro anni prima della sua morte). "Volevo capire il suo modo di lavorare con le donne e come riuscisse a guardarle così, a 360°. Una volta che, visitati gli archivi, ho scoperto questo elemento, non ci ho più fatto ritorno. È importante conoscere il passato per poter sentire il futuro, ma allo stesso tempo è un po' come guidare una macchina: non possiamo limitarci a guardare nel finestrino posteriore. Si deve tenere gli occhi puntati avanti." A luglio, tra un caffé e una sigaretta nello showroom di Vetements , mi ha raccontato che la sua maggiore sfida è stata confezionare i vestiti per il suo debutto da Balenciaga: i completi mutavano forma e si risolvevano come in un'equazione matematica, con curve e incastri perfetti che sembravano fare parte di un puzzle, uno di quelli che i carcerati passano ore a risolvere per non rischiare di impazzire in cella.

"Quando si apre una giacca -- non credo che molte persone si rendano conto cosa c'è all'interno! E perché è lì? Beh, perché serve a rendere le spalle più rotondeggianti. Confezionare i vestiti a regola d'arte è la parte più complessa di tutte. È molto più difficile che limitarsi ad avvolgere un bel corpo in del tessuto prezioso e realizzare un abito perfetto per il red carpet." Durante una visita a Londra lo scorso maggio, suo fratello trentenne Guram Gvsalia, CEO di Vetements, mi ha detto che Demna è sempre stato un bambino prodigio. "Demna finiva la scuola con il massimo dei voti ogni singolo anno. Anche in matematica, il che era strano per me," mi disse sorridendo. "Era un'ottimo sudente anche ad Anversa," la città del Royal College dove Demna si è laureato in Moda. "Il migliore della classe." Nonostante la sua infanzia particolare, i fratelli sembravano essere nati per il successo. Il loro percorso multimilionario di soli due anni con Vetements ha aperto il cammino di Demna a Balenciaga "Demna era solito disegnare bambole di carta e vestiti da piccolo," ricorda Guram. "Organizzavamo concerti live con i nostri cugini e amici. Demna vestiva tutti e io vendevo io biglietti."

Era davvero scritto nelle stelle quindi? "Sono una persona molto spirituale," mi ha raccontato Demna, anche se è cresciuto sotto un regime politico che considera la spiritualità oppio per le masse. È stato segnato da un'infanzia torbulenta nell territorio georgiano di Abcasia, dilaniato dalla guerra civile, dove è nato nel 1981 e dal quale è fuggito con la famiglia nel 1993. "Era una follia. Sparavano alle persone di fronte a me. Era guerra. Dovevamo rifugiarci nel seminterrato ogni notte quando c'erano i bombardamenti," mi ha raccontato quando ci trovavamo nello studio di Vetements in aprile. Demna è cresciuto sotto la censura della Cortina di Ferro, fino a che, nel 1989, tutto si è andato sgretolando in un enorme sovraccarico di stimoli sensoriali. "Da un momento all'altro avevamo le banane. La Coca-Cola. La musica. Si è trattato di uno shock culturale. Non sapevamo molto. La mia prima rivista di moda è stata Vogue Germany o Vogue Italia nel 1990. Ricordo che all'interno c'era l'immagine di un abito rosso di Velentino. Ho pensato 'Wow!' Eppure, la censura comunista non fece altro che intensificare la sua sensibilità, la sua creatività, spiritualità e le sue manifestazioni fisiche. "L'adolescenza plasma davvero le nostre personalità e, ovviamente, si riflette nella nostra vita anche anni dopo. Rimane nella tua mente, è il modo in cui vedi le cose."

La visione unica che Demna ha del sesso, alterata dalla vita in un'Unione Sovietica in cui era vietato anche solo toccare l'argomento, ha conferito un tocco di imprevedibilità alla definizione di sexy di Balenciaga. "La sessualità è un fattore sul quale mi sono fatto moltissime domande. Questo interrogarmi mi ha portato a passare attraverso molte fasi con altrettanti modi di affrontarle, quindi credo sia naturale che la mia visione sia evidente nel mio lavoro." Per Demna, il cui ragazzo ha indossato il look numero 20 alla sfilata uomo Balenciaga primavera/estate 17, 'sexy' è modesto e delicato a volte, fetish altre. Nella sua collezione donna per Balenciaga, si è espresso tramite osate scollature, poi, in abiti tempestati di fiori con un tocco puritano, resi sexy dai vertiginosi hooker boots che hanno animato l'intera sfilata. Nell'epoca dei social media dove giovani brand come Vetements sono rapidamente diventati un cult grazie ai teenager di Instagram ossessionati da Yeezy e Off White, la rapida ascesa di Demna nel regno dell'alta moda di Balenciaga sta infiammando l'intero sistema. 

Pensiamo allo stilista Rick Owens, che non ha perso occasione per lodare questi venti di cambiamento anche nell'intervista rilasciata ad i-D. "Adoro questi cambiamenti perché stanno reintroducendo quel fattore di ribellione, di immoralità, che mi mancava e che sostengo. Si è trattato di una stagione molto entusiasmante per tutti noi. La vecchia guarda sta lasciando il posto ai giovani. Mi aspettavo una rivoluzione che non è arrivata. Quello che è arrivato, però, è stato la sfilata di Demna per Balenciaga. Mi sono detto 'ecco, questo era ciò che aspettavo'. È stato molto appagante.

Crediti


Foto Suffo Moncloa 
Moda Caroline Newell
Capelli Cyndia Harvey at Streeters using L'Oreal Professionnel. Trucco Nami Yoshida at Bryant Artists using Synthetic de Chanel et le Lift V-Flash.
Assistente foto Alberto Moreno Omiste, Emilia Buccolo e Joseph Conway. Assistente moda Philip Smith. Assistente capelli Cat Wyman.
Assistente trucco Tamayo Yamamoto. Production Emily Miles. Casting Director Angus Munro at AM Casting (Streeters NY). Model Lina Hoss at Next.
Lina indossa Balenciaga. 

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