ritorno alla normalità: prada, missoni e dsquared2

I tre brand ci invitano a tornare alla semplicità con le loro collezioni autunno/inverno 17 ispirate alla natura.

di Anders Christian Madsen
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17 gennaio 2017, 2:05pm

prada fall/winter 17

Un giornalista circondato dalla consueta folla di registratori che tentano di catturare le sagge parole di Miuccia Prada nell'immediato post-sfilata ha chiesto da dove provenissero quelle linee anni '70 che Prada ha scelto di inserire nella sua collezione uomo autunno/inverno 17 ispirata alla natura. "Si è trattato una cosa automatica," ha risposto Mrs Prada con un sorriso educato. "Gli anni '70 sono stati un periodo di fondamentale importanza per l'umanità." La sua collezione può essere considerata una risposta a un mondo che durante lo scorso anno sembra essere impazzito, un modo per cercare di non perdersi in tutta questa follia. "C'è troppo da seguire, troppo da fare. Si finisce per perdere di vista ciò che è normale, naturale. C'è bisogno di normalità," ha spiegato. Prada ha trasformato l'edificio che ha ospitato la sfilata in un'enorme camera da letto che le luci soffuse e i colori scuri facevano sembrare un lugubre reparto di un manicomio. La sfilata è stata accompagnata da un mix di violini e musica rave e il messaggio di Prada è stato chiaro non appena è apparso il primo look: pantaloni in velluto dorati, una maglia con lo scollo a V grigia e una camicia bianca. "Le mie intenzioni sono tanto complesse, riassumerle è impossibile," spiega, "ma l'idea principale era di passare dal grande al piccolo. Prendere la grandiosità e l'ostentazione delle installazioni, della moda, dell'arte, di tutto -- e fare l'opposto. Volevamo qualcosa di più naturale, più semplice, più reale."

Prada autunno/inverno 17

Ha trovato questi elementi di semplicità nei colori autunnali d'ispirazione nordica, proponendo il suo consueto medley di giovanissimi (Paul Hameline, Jonas Glöer) e comparse più mature (Ben Allen, Clement Chabernaud) vestiti in pelle, velluto, montone e maglieria dai colori tenui. "Mi piace l'idea che quelle maglie possano rappresentare un esempio di arte bassa: 'il pittore della domenica', come si suol dire." spiega Miuccia Prada. "Abbiamo fatto molta ricerca per riuscire a trovare un artista conosciuto, ma non ci siamo riusciti perché noi ambivamo ad esprimere un'idea di 'non arte'. Questa collezione è la negazione del troppo, un desiderio di tornare alla realtà, a ciò che è umano e semplice." Bob Ross avrebbe approvato, non solo per la tenue gamma di colori, ma per il sentimento che li animava. La collezione di Prada era discreta, silenziosa: una protesta gentile contro quel senso di panico costantemente suscitato dai media. Ma Prada non è l'unico brand che ha sentito il bisogno di respirare. 

Dsquared2 autunno/inverno 17

Dean e Dan Caten hanno evocato lo stesso desiderio di libertà e quiete nella loro collezione ispirata al trekking, la prima loro sfilata in cui uomo e donna hanno sfilato insieme. I riferimenti alla vita all'aperto erano evidenti e in perfetto stile Dsquared2, patch, parka, montone, ranger jacket e colli in pelliccia. Tutto questo unito al tocco dark di Panos Yiapanis, stylist che collabora con Dsquared da diverse stagioni, ha fatto sì che il risultato ricordasse il sapore vagamente cupo della sfilata di Prada. Anche Missoni ha rivisitato il concetto di vita all'aperto in una sfilata in cui c'erano più cani che in una domenica al parco, compreso il Golden Retriever della famiglia Missoni. L'ultima collezione di Angela Missoni dai toni scuri è stata una delle sue creazioni più forti degli ultimi anni e perfettamente in linea in una domenica in cui il denominatore comune era il desiderio di tornare alla normalità e alla semplicità.

Missoni autunno/inverno 17

Crediti


Testo Anders Christian Madsen

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