la fondatrice di art hoe gabrielle richardson ci parla di appropriazione culturale

"I neri e i mulatti vengono uccisi dalla polizia, mentre i bianchi se ne vanno in giro con le treccine."

di Tish Weinstock
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12 ottobre 2016, 9:50am

L'artista di Philadelphia Gabrielle Richardson è una delle fondatrici di Art Hoe, una piattaforma online che vuole dare voce agli artisti queer di colore. "Il mondo digitale è pieno di artisti di talento che vogliono oltrepassare i limiti con i loro lavori," dice Gabrielle. "Non viene riconosciuto il loro contributo. Se la gente pensa che la vita delle persone di colore non conti nulla allora a cosa serve la nostra arte?" La 21enne ha unito le forze con i curatori Jam e Mars (si sono conosciuti su Tumblr, e dove sennò?) per dare vita ad un collettivo nel 2015 e mettere in discussione l'eteronormatività nell'arte. Un anno dopo, il gruppo ha ben 49K follower su Instagram, tra cui Willow Smith e Amandla Stenberg.

Oltre a dare spazio agli artisti, ai fotografi e agli scrittori, Art Hoe vuole porre fine all'appropriazione culturale ed educare il mondo a rispettare la vita delle persone di colore. "Difendo i gruppi emarginati, voglio che vengano trattati come tutti gli altri," dice Gabrielle. "I neri e i mulatti vengono uccisi dalla polizia, mentre i bianchi se ne vanno in giro con le treccine. Sono stanca di venire commiserata, mettetevi nei nostri panni e cambiate le cose." Gabby grazie alla sua audacia sta diventando una voce autorevole non solo per gli artisti di colore, ma per un'intera generazione. Segnatevi il suo nome, ne sentirete parlare ancora molto. 

Crediti


Testo Tish Weinstock
Foto Amber Mahoney

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