rick owens: come un uragano a parigi

Per la primavera/estate 17 Rick Owens porta in passerella le sue paure in una delle sfilate più ricche di emozioni di sempre.

di Anders Christian Madsen
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30 settembre 2016, 1:15pm

Sull'invito alla sfilata primavera/estate 17 di Rick Owens era stampato un vortice. Noi abbiamo interpretato questo disegno come un messaggio apocalittico da parte del designer, ma non è ciò che è stato. La sfilata che ha avuto luogo lo scorso giovedì al Palais de Tokyo di Parigi si apre con una canzone di Nina Simone, Wild is the Wind, che accompagna il primo look: un vestito viola che avvolge il corpo della modella, la gonna che grazie alla sua lunghezza sfiora quasi il pavimento è tagliata con uno spacco da entrambe i lati ed è abbinata a degli stivali color argento. Da lì parte un corteo di capi che variano per dimensioni, colori e tagli. 

"Stavo pensando all'evoluzione, all'evoluzione della moda e dell'umanità," dice Owens dopo la sfilata. "I vortici in un certo senso rappresentano il declino. Penso spesso al declino, anche in termini ecologici. Ci penso perché sto invecchiando e la creatività è l'opposto del declino e della morte. Sono consapevole del fatto che è questo il motivo per cui penso spesso a questa parola. Il declino è il punto di partenza per l'evoluzione." La sua collezione è stata un'elegante ed emozionante reazione alla realtà del declino dell'umanità, perché non possiamo scappare dall'invecchiamento e dai problemi sociali e politici, dalle minacce che ci toccano tutti i giorni e ci fanno pensare alla fine del mondo: terrore, guerra, inquinamento e le elezioni americane del prossimo mese. Il lavoro di Owens è sempre condizionato da ciò che accade intorno a lui. Questa stagione le sue paure si sono tramutate in una bellezza fragile e decadente che è riuscito ad infondere anche nei suoi abiti.

"È aggraziata. Delicata," dice il designer. "In quanto americano ho sempre ammirato Parigi da lontano e non mi sarei mai aspettato di vivere qui un giorno. Ciò che faccio può essere visto come un'interpretazione americana della complessità europea. Mi piace ridurre i capi, andare al punto, anche se adoro sovrapporli. Quindi si può dire che il mio sia un mix, una semplificazione della complessità europea." Negli ultimi anni, l'operato di Owens si è avvicinato sempre di più all'alta moda. La sua espressione creativa si è evoluta in qualcosa di tanto raffinato che anche le giacche in pelle che lo hanno reso celebre hanno finito per assumere un nuovo significato. Questa collezione ha rappresentato un ulteriore passo verso un nuovo Rick Owens, uno stilista che non sembra avere limiti nel suo processo creativo. "Di solito ho un approccio troppo pratico per permettermi di fare cose tanto frivole, ma questa volta mi sono concesso questa libertà," ha spiegato Owens.

Mentre risuonava Wild is the Wind, di David Bowie, Owens è uscito per i saluti finali. Le parole di questa meravigliosa canzone erano l'accompagnamento perfetto: "You're spring to me, all things to me. Don't you know, you're life itself!" Per Owens queste sfilate sono come una terapia stagionale: un elegante gruppo di supporto per l'espressione delle proprie paure e dei propri desideri. Questo fa sì che il designer continui ad essere una delle persone più umane ed oneste del mondo della moda, oltre che un ottimo e inconsapevole psicologo.

Crediti


Testo Anders Christian Madsen

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