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i daf sono i veri padrini della techno berlinese

Sì, dovete ringraziare loro per quelle basi martellanti che vi fanno ballare fino all'alba, e oltre.

di Russell Dean Stone
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13 ottobre 2017, 2:25pm

Magari non avete mai passato 36 ore di fila al Berghain e probabilmente non vi siete mai ritrovati fuori dal Watergate a orari improbabili, stanchi morti per aver ballato troppe ore consecutive. Ma tutti siamo stati almeno una volta in un club di musica techno, o sbaglio?

E non vi siete mai chiesti da dove arrivano quei bassi, o chi abbia davvero inventato la techno? ll gruppo tedesco DAF (Deutsch Amerikanische Freundschaft, amicizia tedesco-americana) sono una macchina del tempo in questo senso. All'inizio degli anni '80, il loro sound si fa pioniere della techno più moderna, dell'EBM e dell'electropunk. Fondamentalmente, sono loro ad aver inventato il genere techno. Da zero. Armati di sequenziatori, sintetizzatori, percussioni e voci intermittenti in tedesco, i DAF hanno dato vita a suoni sexy e lascivi, perfetti per ballare ininterrottamente fino all'alba sentendosi più vivi e liberi che

I DAF sono un vero e proprio enigma della musica. Pubblicano quattro album nell'arco di due anni (tra il 1980 e il 1982) e immediatamente dopo si sciolgono. Oggi innalzati al ruolo di icone, i loro dischi Die kleinen und die Bösen, Alles ist Gut, Gold und Liebe e Für immer sono introvabili, ma fortunatamente esiste un nuovo cofanetto celebrativo, DAS IST DAF, che li raccoglie tutti e quattro. Abbiamo incontrato i fondatori dei DAF, Gabriel "Gabi" Delgado-López e Robert Görl per parlare delle origini del loro gruppo, di come si crea musica elettronica e della loro influenza di padrini della musica techno in Germania, e non solo.

DAF

Le origini dei DAF
Gabi e Robert si incontrano per la prima volta nell'autunno del 1978 a Düsseldorf, nel celebre locale punk Ratinger Hof. In quegli anni, la cultura punk s l'apice del successo, tutti hanno voglia di personalizzare le loro giacche con spille e affini. La coppia inizia a chiacchierare al bancone del bar e quando Robert dice a Gabi di voler fondare una band, Gabi risponde a Robert di voler diventare il cantante di quella band. Il giorno dopo i due si rivedono nella cantina del Ratinger Hof, nella sua sgangherata sala prove. Lì Gabi inizia a suonare una batteria elettrica, urlando intanto parole a caso. Di quei giorni Robert ricorda che "se qualcuno avesse visto cosa facevamo in quello scantinato lercio, ci avrebbe chiesto 'ma cosa diavolo è? siete impazziti?'" Forti dei nuovi rumori che creano e delle mille possibilità che tutti pensiamo di avere in gioventù, tornano al piano terra con un'energia incredibile. È il 1979. I DAF sono nati.

Il sound dei DAF
L'obiettivo principale dei DAF è quello di creare un sound completamente nuovo. Per farlo, seguono un'equazione semplicissima: sequenziatori + vere percussioni + dure voci tedesche = DAF. Eccitati dall'energia punk, Robert e Gabi decidono di comune accordo che per arrivare al successo l'unica strada praticabile è l'innovazione. Prendono l'energia punk che ben conoscono e la catalizzano in un sound mai sentito prima. Arrivano intanto altri tre membri nella band, e insieme a loro nasce il primo disco dei DAF, fatto di 22 improvvisazioni strumentali, Ein Produkt. Dopo il debutto, tornano a essere un duo; conformi alle severe leggi che loro stessi si sono dati, tutte le volte che Gabi o Robert pensano che un pezzo non li convinca davvero o sia comunque derivativo, lo cancellano immediatamente, senza fare domande.

Fino agli anni '70, i sintetizzatori sono enormi e costosissimi. Poi tutto cambia nel '78, quando l'azienda Korg mette in vendita un modello molto più compatto ed economico dei suoi predecessori, l'MS-20. Con questo sintetizzatore, i DAF possono creare musica da zero, manipolando anche le tonalità base su cui poi si accingono a suonare. Robert si rifiuta di utilizzare una libreria audio, perché a crearla sono state altre persone e chiunque può usarle. Non c'è unicità. Caratteristiche assolutamente anti-DAF. "Per noi DAF vuol dire fare cose nuove, creare suoni elettronici originali, non suoni industriali e replicabili da altri. Il sound, insomma, non è perfetto, a volte ci sono delle asincronie, ma è questo che ci piace fare," spiega Gabi.

La politica dei DAF
Gabi definisce il modus operandi del gruppo come una "lotta all'imperialismo del pop anglo-americano." L'approccio ai testi è quindi unico e la loro scrittura si rifà al Dadaismo e all'arte rivoluzionaria russa degli anni '20. "Per essere precisi e minimal bisogna ridurre il linguaggio al minimo," spiega Gabi, "solo così il messaggio è davvero incisivo: più è concentrato e più è diretto. Del resto, se hai un buon vino mica lo allunghi con l'acqua."

In tracce come il loro singolo Der Mussolini si sentono frasi apparentemente senza senso ripetersi fino a raggiungere un effetto magistrale. Come ci riescono? Gabi racconta di arrivare sempre in studio con un elenco di parole che ama per il modo in cui suonano quando vengono pronunciate, di solito senza neanche aver sentito la traccia prima e lasciandosi abbandonare a un flusso di coscienza lirico, sperimentando insomma. "Alcune parole hanno un suono sexy, specialmente dal punto di vista fonetico, Dada ne è un esempio. Anche Der Mussolini è nata così: era l'unica parola che mi ero scritto prima di entrare in sala di registrazione per incidere le parti vocali. Mi piaceva come suonava e l'ho usata. Fine." In questo modo, Gabi regala alla cultura punk un nuovo contesto, in un tentativo di rompere non solo i tabù musicali, ma anche quelli concettuali: "le parole possono cambiare il mondo, e la musica può cambiare i sentimenti; non esiste un'altra forma d'arte che sappia evocare ricordi, odori, situazioni in modo così preciso come la musica. Quindi se sai far provare al pubblico certe sensazioni, e allo stesso tempo sai trasmettere un messaggio di pace e unione, ecco, in quel momento corpo e cervello lavorano all'unisono."

Lo stile dei DAF
Durante il loro trasferimento a Londra (dal '79 all'81), Robert e Gabi hanno During their three-year relocation to London from 79, Robert and Gabi hanno perfezionato anche il loro look, iniziando a vestirsi principalmente di nero, come se dovessero andare al Berghain prima ancora che il Berghain esistesse. Robert era più rockabilly, mentre Gaby ha avuto una fase punk, una skinhead e infine una mod.

"Quando ero un punk, indossavo sempre una giacca in pelle con spille da balia e tutto il resto. Sul retro avevo scritto Yves Saint Laurent per il gusto di provocare gli altri punk," ricorda Gabi. "Quando i primi negozi hanno iniziato a vendere abbigliamento punk ho capito che l'epoca d'oro di questa subcultura era ormai giunto al termine, quindi sono diventato uno skinhead, con Doc Martens, polo Fred Perry e jeans stretti. Dopo un po' ho iniziato a mettere completi Fendi e mi sono avvicinato allo stile mod."

Dopo aver iniziato a indossare molti abiti in pelle nera, il look dei DAF si fa piuttosto omoerotico, una sorta di Frankie Goes to Hollywood, ma ancora più sexy.

L'influenza dei DAF
John Peel conia il termine "Padrini della Techno" perché il sound dei DAF è essenzialmente un predecessore di ciò che sarebbe poi diventata la techno che balliamo oggi. I DAF rifiutano le classiche leggi dei versi pop/rock, tendendo a musiche più orientate su bassi e sound con sequenze vocali che si ripetono nell'arco della traccia. "Oggi, se vai in un club, l'80 percento delle tracce techno e house sono create seguendo le regole dei DAF. È una sequenza, non ci sono parti diverse," afferma Gabi. "Nel vino non si mette acqua."

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