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gli emo sono stati l'ultima vera subcultura

Non capita e spesso criticata, la corrente emo ha definito una generazione di giovani anche grazie alla nascita dei social media.

di Hannah Ewens
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08 luglio 2015, 3:51pm

Quasi chiunque abbia oggi tra i 24 e i 34 anni ha avuto un amico chiamato Tom. Sul serio: eravamo tutti amici dello stesso tizio. Il suo nome per esteso era Thomas Anderson (aka Myspace Tom) ed era non solo il primo amico Myspace assegnava automaticamente dopo aver creato un nuovo profilo, ma anche il nerd che aveva fondato l'azienda di social networking che agli inizi degli anni '00 ha dato spazio all'ultima vera subcultura, quella emo.

Accanto al grime e al garage, la subcultura emo è stata—senza alcun dubbio—l'ultima vera corrente giovanile. Tra il 2003 e il 2008 circa, gli emo hanno raggiunto gli schermi dei computer e attirato milioni di ragazzini facendo leva sulle loro insicurezze, sulla voglia di essere diversi e sul loro sentirsi eternamente incompresi. Per molti dei giovani adulti di oggi, emo non significa solo cinture borchiate, lamette sui polsi, matita nera sugli occhi o enormi ciuffi piastrati. Al contrario, pensare al mondo emo è pensare a uno stile di vita a 360 gradi che ha segnato la nostra adolescenza.

Tutto è cominciato con la musica, quando a metà anni '80 dalla scena hardcore punk di DC inizia a svilupparsi il genere emo, che nel decennio successivo verrà reinterpretato da alcuni gruppi statunitensi come i Mineral e gli American Football. Ma è stato poi negli anni '00 che il pop ha trovato il modo di fondersi a questa sorta di hardcore punk dalla forte connotazione emotiva, creando una musica più commerciale, adatta anche a MTV, che in quegli anni passava a ripetizione Taking Back Sunday, Brand New, Hawthorne Heights, My Chemical Romance e Fall Out Boy.

Certo la musica era il punto di partenza, ma il mondo emo era anche strettamente legato alla tecnologia: grazie alla nascita dei primi social network, per la prima volta nella storia gli adolescenti potevano interagire con i loro artisti preferiti direttamente dalle loro camerette. Avere una presenza sui social media permetteva a musicisti e affini di essere visti sotto una luce più umana e veritiera, perfetta per quel tipo di musica intima ed emotiva di cui erano esponenti.

Attraverso questa tecnologia noi ci legavamo alla musica, allo stile e all'appartenere a un gruppo senza in realtà farne parte. In modo significativo, Myspace ha permesso di creare la tua identità online. Era facile imparare le basi dell'HTML e personalizzare il proprio profilo. Era il periodo in cui è nato il selfie come lo conosciamo oggi. Il tuo nome poteva essere qualsiasi cosa volessi che fosse - tipicamente il tuo unito a "Morfina", "Coltello" o qualsiasi altra cosa simile. (Prova questo generatore di nome per trovare ispirazione). E quando noi eravamo nell'età in cui lottavamo con la percezione di sé e la nostra identità, la corrente emo c'era e c'erano milioni di amici virtuali che facevano esattamente le stesse cose.

Il look era particolare. Sacrificavi la maggior parte dei capelli sulla tua testa per fare la frangia e il resto tagliato col rasoio fino a che non arrivavi ad assomigliare a uno dei The Horrors. Il trucco era non solo limitato alle ragazze da quando Pete Wentz ha bordato le sue palpebre con segni di eyeliner. Il genere sessuale non aveva importanza perché tutti vestivano nello stesso modo. Le ragazze avevano skinny jeans, smalto alle unghie, capelli tinti, magliette di band strette abbastanza da interrompere la circolazione e nomi di band scritti con lo scotch gli zaini o con i pennarelli sulle scarpe.

In un severo confronto con tutte le altre sottoculture nate precedentemente, questa era introversa e attenta. Era in parte la conseguenza di essere la prima sottocultura nata sulla rete. Invece di essere arrabbiata col mondo, ha concentrato l'attenzione verso la propria interiorità. Come i testi raccontavano, le relazioni erano importanti ma anche impossibili; erano tutto per poi diventare niente. Le persone erano molto più che piccoli futuri tradimenti personificati e tu eri libero di maltrattare te stesso. Gli emo erano assolutamente contrari alle "etichette" e ciascuno doveva essere pronto a rifiutarle. Ma in realtà, essere identificati come uno del gruppo voleva dire essere parte di quel meccanismo.

Al suo apice è diventato un movimento talmente grosso che si è autodistrutto. Quello emo è stato un fenomeno a cui hanno risposto adulti, buyer e dirigenti che hanno scoperto il guadagno che potevano fare sui giovani coprendoli di vestiti H&M Divided. Topman ha cominciato a vedere i prodotti base per emo. Fiocchi, felpe con zip e skinny jeans a portata di tutti, anche per coloro che li ordinano online. Per la prima volta dopo tanto tempo, le strade della moda si sono aperte agli stili giovani e provocatori. Questi ragazzi prima di periferia ora stavano facendo tendenza.

E così, in un certo senso, la corrente emo è morta più tardi negli anni 2000 nel modo naturale che solitamente colpisce le sottoculture - venendo inghiottita dalla massa. La causa centrale del suo tracollo, tuttavia, è stata la migrazione da Bebo e Facebook. E anche le sonorità sono cambiate per band come i My Chemical Romance e i Fall Out Boy che si sono spostati verso una musica più attuale.

Ma da quel punto di vista, la sottocultura è diventata di massa e così intrinsecamente connessa alla tecnologia che aveva fatto nascere e prosperare, Myspace e gli emo sono stati gli esempi di come noi interagiamo gli uni con gli altri dagli inizi del XXI secolo fino a oggi.

È stato l'inizio della cultura dei social media. Le bacheche erano un modo di sfogare la nostra ansia e mostrare le relazioni vissute sotto una diversa luce e una manifestazione online di affetto. Era un terreno per esercitare il proprio personal branding. Abbiamo imparato a essere desiderosi di ricevere pubblica approvazione; il PC4PC sono diventati i cuori di Instagram e i Mi Piace sugli status, mostrando particolare apprezzamento per gli altri solo per tornaconto personale e per ricevere like a propria volta. È stato anche l'inizio dei meme, o dei messaggi motivazionali, della cultura di Tumblr.

Ha mostrato quanto potenti sono i social media nello sfruttare i gruppi giovanili e farli diventare profitto. Da un altro lato, il suo potere ha sancito l'importanza tra i fan degli artisti e gli artisti stessi che hanno avuto una propria presenza sociale.

Per quanto riguarda lo stile, così tanto di quel periodo è rimasto celebre e facile da citare, e ha creato una generazione più aperta alle diversità. Molti pezzi sono rimasti come basi per la cultura di massa, come ad esempio gli occhiali spessi, le giacchette di belle, gli skinny jeans e le Vans. I trend di Internet come il cyberpunk e tutto quello a loro legato come Dollskill/la moda su tumblr ha sempre guardato indietro agli emo e alla loro estetica mentre andava avanti.

La sottocultura emo ha giocato anche un ruolo importante nella nascita di etsy, depop e l'apertura di un mercato online, di moda vendibile e acquistabile. I giovani volevano possedere negozi su Myspace e vendere fiocchi, bracciali, maglie e accessori a tutti coloro che non avrebbe mai avuto la possibilità di andare a comprarli nelle grandi città.

Se è stata l'iniziale esplosione di Internet che ha dato la possibilità agli emo di emergere e diffondersi, poi Internet ha controllato le sottoculture che non esisteranno mai nello stesso modo. La banda larga ha proiettato ogni giovane cultura in erba nella case di tutto il mondo. Questo significa per la corrente emo che è stata la prima e l'ultima sottocultura di questo tipo. Ma guardando i molti modi in cui ha condizionato le nostre vite, ha lasciato un segno che non ci dimenticheremo.

Crediti


Testo Hannah Ewens
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