chi lavora nell’arte ha più stile di chi lavora nella moda?

Torniamo un momento alla New York invasa da galleristi internazionali e analizziamo la natura peculiare della moda nell’arte.

di Cleo Le-Tan
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23 luglio 2015, 10:45am

Photography courtesy Frieze Art Fair

Vogliamo tornare con la memoria al Frieze di New York. La fiera d'arte è nata 20 anni fa nel cuore di Regent's Park a Londra, radunata in giganti tende claustrofobiche e accogliendo centinaia di gallerie d'arte contemporanea tra le migliori al mondo.
Qui a New York, una delle attrazioni principali della manifestazione è decisamente il traghetto che uno prende da East 35th Street fino a Randall's Island. Un viaggio scenografico e piacevole di 20 minuti dal centro della città vi mostrerà una vista rara della costa est di Manhattan, senza menzionare un'anteprima dei pavoneggiamenti che accadranno alla fiera stessa. Frieze Art Fair è diventata così famosa che chiunque sia minimamente interessato a qualcosa riesce ad avere un invito o compra un pass. Sì, l'arte è una figata, ma l'esperienza consiste ormai più che altro girare negli ariosi corridoi bianchi delle gallerie che sembrano quasi una successione di feste della settimana della moda. Solo con deliziosi stand di cibo (come Dimes e Roberta's) invece di champagne gratis. Come si addice a questa scena, la gente che guarda è di prim'ordine. 

Le donne che lavorano nell'industria dell'arte contemporanea sono più facili da identificare che una brufolosa blogger liceale alle sfilate di alta moda. Sono oltre lo chic, tuttavia sono discrete e alla moda. Infatti, sono in grado di portare abiti e oggetti di lusso con più stile e grazia delle tipiche "persone della moda", concentrandosi su colori neutrali e stili classici. Il messaggio è: "So chi è Christopher Kane, ma sono qui per lavorare!" Mentre cammini per la fiera inizia a notare le costanti della moda delle signore dell'arte: queste donne rispettano una formula.

Per capire accuratamente le fiere come Frieze, Basel o FIAC, uno dovrebbe adornare una figura in modo femminile ma sobrio: un paio di calze, pantaloni leggermente accorciati - possono essere jeans stretti, pinocchietti rosso chiaro o pantaloni elasticizzati con minuscole stampe pied de poule, abbinati con una camicia da uomo elegante o una blusa senza maniche di Issey Miyake, nascosta da una giacca in jeans sia carina che stravagante o da un blazer nero di qualche tipo (preferibilmente di un designer trendy standard che taglia bene gli abiti o Comme Des Garçons per quelli più audaci). Le scarpe da abbinare al tutto sono spesso le classiche ballerine Chanel beige e nere, o una scarpa simile bassa (espadrillas di Céline o sandali di Manolo vanno bene nei mesi estivi).

Per le galleriste più giovani e avventurose, qualsiasi paio di adidas o sneakers andrà bene, come le Superstar monocolore bianche o una classica Stan Smith bianca e verde. 

Oggetto: borsette, molto importanti. La gallerista più affermata non va mai in giro senza la classica borsa Hermès, da portare sotto la piega del gomito, con l'avambraccio inclinato leggermente verso l'alto (difficile da spiegare, ma totalmente comprensibile quando lo vedete). È "appena indossato" alla perfezione, e ad un passo dal nuovo di zecca. Il colore di solito è uno senza tempo (bordeaux, grigio, la classica combo di pelle e tela, nero per l'inverno…). In alcune delle stagioni delle mostre d'arte più recenti, le alternative per le giovani donne includevano la borsa "Trio" di Céline come anche la geometrica "Bao Bao" di Issey Miyake. E gli assistenti dei galleristi e - hey! - gli artisti veri e propri si possono scorgere con semplici borse di cotone, più sono nerd meglio è.

Per partecipare all'apertura di una galleria o di una mostra (la sera), l'uniforme è un po' più carina ma sempre attraente, se non di più. La stanza non è mai punteggiata da meno di una dozzina di abiti di Alaïa. Alcuni sono vintage, ma molti sono delle collezioni recenti.

Poi il bordeaux o il nero, sono indossati con eleganza e nonchalance. Spesso abbinati a tacchi borchiati molto alti dello stesso brand e una giacca da sera tagliata corta, la ciliegina sulla torta è un interessante e divertente pochette di qualche tipo fatta dal designer più in voga. È stata vista qualche pochette fatta a libro di Olympia Le-Tan e, parlando di letteratura e alter ego, molte delle arty-chic indossano anche occhiali, rossetto rosso e allegri chignon fissati in alto - grandi segni di conoscenza non solo intellettuale ma artistica. È ufficiale: le donne dell'arte si vestono meglio delle donne della moda. Sorry!

Crediti


Testo Cleo Le-Tan
Foto Marco Scozzaro, su cortese concessione di Marco Scozzaro/Frieze via Flickr

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