Photography Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

'sedition,' il magazine dallo spirito punk che dovete conoscere

In occasione del party di lancio a New York abbiamo parlato con i fondatori Lana Lackey and Tyler Kohlhoff della loro rivolta in paradiso.

di Emily Manning
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04 novembre 2016, 10:40am

Photography Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

In una uggiosa serata newyorkese, la scorsa settimana Sedition Magazine ha presentato il suo primo numero con un party tra le strade pittoresche di Chinatown. La festa si è tenuta in un angusto spazio su Mott Street che dava subito nell'occhio. Le pareti erano ricoperte di pagine di Sedition — un mix caotico di editoriali, immagini di documentari e collage sessuali sovversivi, mentre delle TV a tubo catodico mandavano in onda dei programmi sconnessi. Gli abitanti del vicinato non potevano fare a meno di lanciare un'occhiata dentro allo spazio quando passavano, incuriositi dalla musica nu-wave anni '80 a tutto volume selezionata dalla Dj (e modella preferita di Margiela) Sarah Abney. 

Foto Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

La scena rappresentava esattamente ciò che rende Sedition così interessante: per il magazine controcorrente tutto ciò che è fuori posto ha un qualcosa di poetico. Il messaggio è proprio quello di stravolgere il panorama, che si tratti di quello della moda o di un assonnato quartiere a Chinatown. Anche se questo numero è da considerarsi il primogenito, i fondatori ed editor della rivista — il fotografo Tyler Kohlhoff e la Fashion Director Lana Lackey — non sono dei genitori ultraprotettivi: le pagine di Sedition sono state tagliate, strappate, pinzate e incollate senza remore; gli editoriali sono stati realizzati per la maggior parte con abiti vintage e pezzi d'archivio malridotti, ricontestualizzati in maniera anarchica. È una delle pubblicazioni underground più esaltanti degli ultimi tempi a NY.

Abbiamo parlato con Lackey e Kohlhoff di come si sono lasciati ispirare da cowgirls con l'apparecchio, dai capelli di Alexander McQueen, e del collaboratore d'eccellenza che hanno arruolato per il secondo numero. 

Foto Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

Cosa vi ha spinto a fondare il magazine? Quali sono i suoi fondamenti e le vostre ambizioni? 
Lana Lackey e Tyler Kohlhoff: siamo dei sognatori! Avevamo delle idee sulla moda e la fotografia e volevamo dargli vita con questa pubblicazione. "Sedition" significa insorgere contro l'autorità, è questo il sentimento che ci guida. 

Foto Lorenz Schmidl, Fashion Director Lana Lackey

Raccontatemi un po' come la storia e la cultura punk vi ha ispirati. Se guardiamo agli abiti ci sono moltissimi riferimenti: scotch isolante, collage, disegni e stampe. Mi ricorda zine come Slash — roba immediata e bellissima.
LL: Adoro Slash. La copertina che ritrae Debbie Harry che urla, a mio parere, è una delle migliori mai pubblicate al mondo. Vivevamo entrambi a Portland, Oregon — e lì si cresceva circondati dalle zine. Ogni bagno di ogni casa punk aveva montagne di zine. Costavo poco o erano gratis, scritte a mano o fotocopiate — avevano qualcosa di molto intimo. Adoravo come gli elementi che le componevano mi facessero sentire vicino all'autore. Con Sedition, i collage mi fanno sentire più vicino ai ragazzi che scattiamo, volevo far passare al lettore l'idea dell'elaborare e rielaborare costantemente le immagini. Mi auguro risulti un lavoro molto personale. 

Foto Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

Parliamo del tema del numero, A Riot in Paradise (Una rivolta in paradiso). Cosa significa per voi questo concetto e come lo rappresenta ogni story? 
LL: Per me è molto semplice: significa dare una scossa al sistema. Ho questa visione di un gruppo di persone intrappolate in una magnifica isola tropicale che girano in tondo e impazziscono. 
TK: È una metafora di New York. Se New York è il Paradiso noi vogliamo essere la Rivoluzione! Vogliamo cambiare il concetto di moda e fotografia, perciò ci siamo dati da fare. Una cosa è certa: alcune story sono più paradisiache e altre più riottose. Si tratta anche di avere le idee chiare, di lanciare un messaggio forte.

Foto Devin Doyle

Ci sono alcuni elementi della rivista che ben rappresentano New York, ma altri sono totalemente inaspettati: la story sui cowboy, le foto di Folsom Street e quelle di Sam Rock, sembrano di un altro pianeta. Come avete scelto certi soggetti e creato questi concept? 
TK: Ci lasciamo affascinare dalla gente vera! I documentari sono una delle nostre più grandi fonti d'ispirazione; è qualcosa che vogliamo includere in ogni numero. Tornando a No MagSlash — quello che facevano era fare arte o musica per fottere il sistema! Era ed è tuttora idealistico, lo so, ma mi piace quel sentimento. Era tutto vero, non c'era finzione o elementi fantastici. Credo siamo attratti da questo più che dal mondo della moda.
LL: Abbiamo scelto Los Charros, Folsom Street, e i punk giapponesi perché mi interessavano i soggetti e come si vestono. Li ho trovati tutti di grande ispirazione — il modo in cui vivono i loro sogni e i loro desideri. Le cowgirls sono state una visione. Mi piacciono anche la sovversione e i tabù, e Benjamin Fredrickson ha documentato la sovversione sessuale in modo magnifico. 

Foto Benjamin Fredrickson

Mi incuriosisce anche l'utilizzo di pezzi vintage e d'archivio per gli editoriali.
LL: Da bambina i miei genitori avevano un brand di accessori in pelle e gli armadi di mia madre erano piedi di pezzi vintage. È stato il mio primo incontro con la moda. Mi ha insegnato ad apprezzare gli abiti girovagando tra gli stand di Salvation Army. Mi piace ora l'idea di rendere omaggio a pezzi d'archivio che il lettore non ha forse mai visto. 

Foto Jeff Bark, Fashion Director Lana Lackey

Quali sono le speranze per il futuro di Sedition? Potete svelarci qualche segreto sul prossimo numero?
TK e LL: Siamo emozionati all'idea di pubblicare i lavori di persone che gli altri non conoscono e di collaborare con artisti che non sono di New York. Un segreto? Il secondo numero includerà un artista che ci ha ispirati per creare questo magazine. Si tratta di qualcuno che è sempre stato all'avanguardia, qualcuno che abbiamo sempre ammirato!

@seditionmagazine

Foto Sam Rock

Foto Barett Sweger, Fashion Director Lana Lackey

Foto Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

Foto Tyler Kohlhoff, Fashion Director Lana Lackey

Crediti


Testo Emily Manning
Immagini da Sedition Issue 01: A Riot in Paradise

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