i diari di tbilisi: scatti di una città all'apice del cambiamento

Dopo aver lasciato la Georgia per Berlino tre anni fa, il fotografo George Nebieridze riporta alla luce i suoi scatti giovanili che raccontano di una città che ormai non esiste più.

di Anastasiia Fedorova
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29 settembre 2016, 8:46am

Il fotografo George Nebieridze, che vive a Berlino, è divenuto celebre per aver documentato la gioventù contemporanea alla ricerca di se stessa, dell'amore e della libertà. Questo settembre è tornato per la prima volta dopo tre anni nella sua città natale Tbilisi, in Georgia, per tenere una mostra che raccoglie le prime immagini che ha scattato nel suo luogo d'origine prima di trasferirsi a Berlino. Questa exhibition rappresenta una tappa fondamentale nella vita artistica e personale del fotografo e, allo stesso tempo, è un documento prezioso che immortala la crescita della cultura giovanile in Georgia. 

Come il georgiano Demna Gvasalia, che è recentemente diventato famosissimo, ora più che mai i giovani creativi del paese stanno cominciando ad ottenere sempre più visibilità sulla scena creativa internazionale. Con la nuova ondata di talenti che stanno seguendo i passi di Demna, e la scena techno sempre più florida, Tbilisi sembra trovarsi davanti ad un futuro a dir poco promettente. Ma gli stessi creativi che ora stanno sbocciando sono le persone che hanno subito un grande trauma negli anni '90, quando il malcontento causato dell'indipendenza dall'URSS è sfociato in una sanguinosa guerra civile. Il modo in cui i giovani hanno reagito a questa storica transizione è sempre stato fonte di fascino per Nieberidze. "Il titolo della mia mostra The Fruit, mi è venuto in mente quando stavo contemplando i giovani volti nelle foto," ha spiegato. "È stato facile percepire la loro sofferenza e le loro ansie dovute alle problematiche georgiane degli anni '90. Nonostante questo, però, non sembrano ancora mostrare alcun segno di resa, anzi, il loro ottimismo sembra sbocciare come gli alberi in fiore in primavera."

"I lavori presenti alla mostra vanno dal 2006 al 2013 e sono stati scattati prevalentemente in Georgia. Ci sono più di 70 fotografie," aggiunge. "All'inizio non ero molto esaltato all'idea di mostrare queste fotografie. Avevo come la sensazione che fossero cadute nel dimenticatoio e non le prendevo molto seriamente, poiché si tratta di immagini scattate quando ero ancora molto giovane. Ora, però, ho finalmente capito che non sarei mai diventato il fotografo che sono ora senza passare per questa fase. Mi attengo ancora alle stesse regole e il mio approccio alla fotografia non è mai cambiato. Inoltre sto iniziando a riscoprire i miei primi lavori cercando dei modi alternativi per esporli."

I temi che interessano la ricerca creativa di Nebieridze non sono cambiati con il passare de tempo: il fotografo documenta i momenti in cui le emozioni sembrano venir amplificate e si perde il controllo, barlumi di spontanea bellezza che si rivelano nelle tarde ore della vita notturna o durante fugaci incontri per la strada. Elementi di chaos e disordine come il sangue e il sudore vengono contrapposti a momenti di estrema tenerezza. I colori saturi e profondi tipici della fotografia di Nebieridze si rivelano immediatamente riconoscibili: il blu di un maglione, il rosso del sangue e delle rose, il grigio del mattino.

Considerando che i suoi lavori giovanili ritraggono principalmente amici scattati durante delle feste, si può dire che questi esperimenti iniziali fossero un puro divertimento? "Scatto ancora per divertimento," afferma Nebieridze in tono imperturbabile. "Ma prendo questo divertimento molto seriamente. Le mie motivazioni cambiano di volta in volta e le fotografie assumono nuovi significati con il passare del tempo. Potrebbero limitarsi a documentare un determinato evento o momento storico, oppure potrebbero acquisire un valore artistico e sentimentale nel futuro." Nel caso dei diari di Tbilisi di Nebieridze, è accaduto proprio questo: il fotografo riporta alla luce un'immagine effimera e molto personale di una città che non esiste più, o, meglio, che non esiste più nello stesso modo di un tempo. "Molte persone che compaiono nelle foto hanno partecipato all'inaugurazione; è stato molto emozionante," aggiunge.

In un'epoca fortemente segnata dalla globalizzazione, The Fruit porta alla luce tematiche cruciali come l'idea di identità nazionale e l'importanza del senso di appartenenza. Dopo oltre tre anni passati a Berlino, il fotografo ha dedicato un intero progetto proprio ai giovani cittadini del mondo che popolano la città, Nobody's from Berlin in Berlin. Proprio come i soggetti che ha immortalato in questa serie, anche Nebieridze si è visto costretto a lasciare la sua terra natia in favore di un ambiente nuovo, più libero e stimolante dal punto di vista creativo. Dai suoi scatti giovanili, però, emerge anche come il background di una persona sia un elemento che non è possibile ignorare o eclissare. "Non mi considero un tipico ragazzo georgiano, ma ci sono lati del mio carattere che non potrò mai cambiare. Ho provato, solo per rendermi conto che è impossibile e che posso solo continuare ad essere ciò che sono veramente," afferma. "I miei lavori raccontano la quotidianità e, per questo, si diramano in diverse direzioni. Non credo che la mia fotografia abbia uno stile marcatamente georgiano, ma potrei sbagliarmi. Tbilisi è proprio questo: una grande varietà di culture espresse attraverso elementi diversi, come l'architettura, i mercati, le persone e il loro atteggiamento. Proprio come accade a Berlino, nessuno è di Tbilisi a Tbilisi."

Guardando alla sua città d'origine con una nuova prospettiva, Nebieridze si è anche trovato ad apprezzare quanto questa si stia evolvendo, mentre una nuova generazione di creativi sta lentamente emergendo. "Ho notato cambiamenti in moltissimi ambiti diversi: dalle opinioni e gli interessi della società fino ad altri dettagli come le strade e gli edifici," racconta. "Allo stesso tempo, però, la mentalità marcatamente conservativa dei politici rimane un grosso problema. La techno e la moda stanno crescendo rapidamente, ma è ancora pericoloso camminare per strada con i capelli tinti e lo smalto sulle unghie. Però ho visto così tanti volti nuovi. Non ho idea di dove provengano queste meravigliose creature."

georgenebieridze.tumblr.com

Crediti


Testo Anastasiia Fedorova
Fotografia George Nebieridze

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