è arrivato il momento di archiviare la parola top model?

Anche se continuiamo ad ammirare le icone del passato, non c'è per forza bisogno di imitarle. Le instagirl di oggi riflettono la nostra generazione, servendosi dei social media per farsi conoscere al di là della passerella.

di Wendy Syfret
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06 maggio 2016, 11:20am

Secondo quanto ha dichiarato la scorsa settimana a Entertainment Weekly, Rebecca Romijn non considera Kendall Jenner e Gigi Hadid delle top model. Ha commentato così la sua affermazione: "Sono rimasta molto delusa dal fatto che l'editoria di moda abbia alimentato il trend che permette alle star dei social media di dettare i nostri canoni di bellezza". Secondo Romijn, quindi, i milioni di follower di queste star non hanno un grande peso in termini di coscienza culturale. Almeno non quanto quelli delle icone originali degli anni '90. In risposta a questa affermazione, British Vogue ha dato vita a un sondaggio su Twitter, chiedendo ai follower di dire la loro su questa controversa considerazione. Il risultato? La maggioranza pensa che le star dei social media, effettivamente, non siano degne di questo titolo.

Ma nel mezzo del dibattito che si propone di determinare se Kendall e Gigi siano davvero meritevoli della marea di like che ricevono quotidianamente è emersa un'altra domanda: perché siamo ancora così legati a questa definizione?

Anche se l'origine del termine è ancora ampiamente dibattuta, le icone a cui più spesso lo si associa sono Linda Evangelista, Cindy Crawford, Helena Christensen, Christy Turlington, Naomi Campbell e Claudia Schiffer, seppur alcuni sostengano che si riferisca piuttosto alle star apparse nel video di George Micheal del 1990, Freedom, (Linda, Cindy, Christy, Naomi e Tatjana Patitz). Altri invece arrivano ad includere nel termine anche Kate Moss e Gisele Bündchen, seppur appartengano a un'epoca più recente.

Chi sia o non sia degno di quel termine non ha importanza. Solo una cosa è certa: appartiene ad un'altra epoca. Alla fine degli anni '80 e gli inizi degli anni '90, queste sono state donne che hanno cambiato la concezione di modella e da poco più che manichini sono diventate delle vere e proprie star. Anche se ci sono state modelle che hanno raggiunto la fama prima di loro, le top model hanno il merito di essersi distinte per gli ideali di cui si sono rese testimoni: erano potenti, divertenti, sexy e inarrestabili. Non ci saranno mai più sei donne come loro ma, in fin dei conti, perché dovremmo volerne altre? Sono le icone di un'era ormai passata. Possiamo continuare a celebrarle senza volerle per forza replicare.

Fare la modella nel 2016 è un lavoro completamente diverso rispetto a ciò che era un tempo (e con "diverso" non intendiamo necessariamente più semplice o più difficile). Le ragazze che intraprendono questa carriera al giorno d'oggi vengono ancora notate a causa della loro bellezza indiscussa, ma ora oltre a un bel faccino devono dimostrare di avere anche personalità e carattere a sostenerlo. Mentre le top model hanno fatto la storia dominando passerelle e campagne pubblicitarie, le star di oggi si guadagnano decine di milioni di consensi digitali. Le top model erano muse e hanno prestato le facce ai brand. Oggi le modelle stesse sono diventate dei brand.

Cara Delevigne, Natalie Wesling, Binx Walton: sono tutte donne che hanno fatto dei social la loro arma segreta. Al mondo si può contare un numero spropositato di ragazze bellissime, ma il successo internazionale arriva solo a coloro che riescono a definire, controllare e pubblicizzare sapientemente la propria immagine. È facile alzare gli occhi al cielo e lamentarsi del fatto che siano sempre e solo le star di Instagram ad accaparrarsi tutti i migliori ingaggi, soprattutto nell'industria musicale e dello spettacolo. Prima di formulare questa considerazione è però necessario ricordare l'impegno costante che la creazione e il mantenimento di questi milioni di collegamenti digitali richiede costantemente.

Il termini "social media model" viene usato sempre come se si trattasse di un titolo in qualche modo subordinato al leggendario "top model". Ma, a dire il vero, diventare delle icone online richiede una buona dose di abilità. Anche se molti criticano il rapporto che queste donne hanno con la fama, siamo tutti affascinati dal modo in cui riescono a cavalcare l'onda del successo utilizzando il mondo dei social media a proprio vantaggio. Una top model non deve essere per forza eterna come Naomi Campbell e Kate Moss che, decenni dopo il loro debutto, sono riuscite a incrementare in modo vertiginoso il loro valore sulla passerella. Oggi le cose vanno diversamente: l'eternità non è più il premio finale e le star non devono per forza diventare immortali.

Nell'epoca dei social media ciò che viene richiesto non sono più tanto talento e qualità, quanto una buona dose di perseveranza e concentrazione. Le superstar di oggi sono cresciute in un mondo in cui il lavoro, la carriera e le passioni sono caratterizzate da una grande fluidità. Secondo Forbes il millenial medio mantiene lo stesso lavoro 4,4 anni ed è destinato a cambiare impiego dalle 15 alle 20 volte nella corso della propria vita.

La realtà è che ciò che motiva i ragazzi di oggi sono le esperienze e le opportunità. La cosa importante non è più diventare la forza dominante dell'industria, quanto avere in ballo più progetti possibile. Modelle come Gemma Ward e Abby Lee sono scese dalle passerelle per cimentarsi nella carriera da attrici, Jamie Bochert e Zoe Kravitz si stanno concentrando sulla musica e Agyness Deyn sta cercando di affermarsi anche nell'industria della moda e del cinema.

In soli 30 la natura del lavoro di modella è cambiato così tanto che la nostra lingua si deve ancora adeguare. Il termine top model è stato a lungo criticato e abusato. Questo perché ha cessato di designare qualcosa di realmente rappresentativo nel panorama della moda globale. Forse è ora di metterlo da parte definitivamente?

Crediti


Testo Wendy Syfret
Foto Walterlan Papetti