essere se stessi vuol dire rispettarsi: questo il messaggio di balmain

Olivier Rousteing ha preso ispirazione dal senso di libertà degli anni ’70 per il suo autunno/inverno 2015.

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09 marzo 2015, 12:00pm

Se qualcuno di voi si stesse ancora chiedendo come mai gli anni '70 abbiano dominato la scorsa stagione - lasciando tracce anche nelle collezioni autunno/inverno 2015 - la sfilata di Balmain vi farà cancellare qualsiasi dubbio. "Amo gli anni '70 per la loro libertà", ha detto Oliver Rousteing nel backstage, subito dopo essere stato baciato da un paio di Kardashian, "Quando dici di voler ispirarti ai '70, le persone dicono sempre cose come 'Oh cielo, quindi farai i pantaloni a zampa, e blabla', ma la verità è che per me sono sinonimo ed espressione di pura libertà." Il più giovane stilista col più importante ruolo all'interno del mondo della moda (al momento), Roustening incorpora una nuova versione di "enfant terrible" - etichetta che ha perseguitato anche Jean Paul Gaultier - ma, mentre Jean si ribellava superando confini di corpo e genere, la rivoluzione di Rousteing è una presa di posizione ancora maggiore e globale.

Il capofila dei giovani stilisti della generazione internet sta abilmente sfruttando l'enorme piattaforma di cui dispone per tentare di aprire le coscienze e le menti dei suoi followers.

Lo stilista non si farà di certo scrupoli a dire che la cosa importante non sono gli abiti, ma il messaggio che rappresentano, e gli indumenti proposti per il suo autunno/inverno 2015 hanno trasmesso alla grande l'idea che Rousteing voleva proporre al mondo. "L'ispirazione proviene da Parigi: che cosa era Parigi nel 1970 e che cosa è Parigi ora," ha spiegato il giovane prodigio, "Penso che Parigi sia sempre stata la città dell'esotismo e della cultura che scopri lontano e poi riporti a casa". Questo è il sentimento alla base della sua estetica e per esprimerlo ha deciso di far rivivere tutto il glamour di quel decennio attraverso la famosissima e apprezzatissima rappresentazione delle icone di Parigi - quali Betty Catroux, Loulou de la Falaise e Jane Birkin - e di tutti gli abiti, ricchi di frange scintillanti e blocchi di colore, a loro associati. Gli abbinamenti erano esplosivi nella loro semplicità, persino per Balmain. L'idea di base era "express yourself", come cantò una volta una donna saggia; "Quello che è successo due mesi fa con Charlie Hebdo ha mostrato al mondo quanto sia importante esprimersi e, soprattutto, poterlo fare in completa libertà. Questo è Parigi, per me.", ha detto Rousteing. 

Questo messaggio è stato lo slogan di una stagione che si sta ribellando all'informalità dell'anno passato, che ha trovato il suo apice nello stile totalmente anonimo e insipido del normcore qualche mese fa. Dopo lo shock degli attacchi terroristici a Parigi e Copenhagen, è impensabile non esporsi a favore della libertà d'espressione in ogni modo possibile - compreso il nostro - e, per fare ciò, Rousteing ha utilizzato all'interno della sua collezione tutti gli elementi visivamente più potenti che ha trovato per riuscire a far arrivare il messaggio forte e chiaro. Per comunicare il resto, ha deciso di aggiungere alla sua produzione un cast eterogeneo, con modelli di razze diverse e diversi tipi di corporatura. L'enfant terrible ha infatti sottolineato: "È importante nei giorni nostri usare modelle diverse fra loro. Serve per mostrare che le donne che rappresenti sulla passerella siano diverse, a prescindere da quale sia il tuo brand - minimale, sexy, disinibito, conservatore. Nel backstage ci sono svariati tipi di donne, e penso sia meraviglioso riuscire a rappresentarle tutte." 

Mentre gli eterni critici di Instagram, che ironicamente Rousteing rappresenta, chiedono sempre di più - più modelle nere in passerella, più donne asiatiche, modelle con più curve, e così via - nessun può accusare questo stilista di non essere coerente. Nel suo backstage si viene accolto da una folla estremamente eterogenea di persone, non solo suoi fan, ma anche amici di una vita. Partendo da una coppia di artisti (Kimye), passando per una imprenditrice bianca sulla cinquantina (Kris Jenner), fino ad arrivare a una modella poco più che ventenne (Karlie Kloss) e a una nuova versione di Jared Leto - capelli corti e completo stile Ivy League - l'intero entourage di Rousteing incarna perfettamente l'espressività tanto proclamata dal creativo di Balmail.

Se il suo show fosse stato una canzone di Michael Jackson, sarebbe certamente finita con: "Change the World".

Crediti


Testo Anders Christian Madsen
Foto Piczo